Futsal Polistena, intervista esclusiva al portiere Antonino Martino

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Foto di Benedetta Pirrotta

Portiere classe ’87. Uno di quelli che il futsal (calabrese e non) lo conosce benissimo. Basti pensare che, nel corso della carriera, ha vestito, tra le altre, le maglie di club blasonati che hanno fatto la storia del Calcio a 5 italiano come Luparense, Montesilvano e Fabrizio, oltre a essere stato nel giro della Nazionale italiana Under 21.

Da quest’anno difende i pali del Futsal Polistena, in serie B. Stiamo parlando del reggino Antonino Martino, che si è concesso a un’intervista per RCsport.it.

Come è nata l’idea di venire a giocare a Polistena?
L’idea nasce grazie a Letterio De Domenico. Non ci ha impiegato molto a convincermi, ho notato subito grande professionalità ed entusiasmo in questo progetto. E poi, forse, avevo bisogno di nuovi stimoli e volevo rimettermi in gioco dopo tre anni alla Polisportiva Futura. Diciamo che è stata l’occasione giusta al momento giusto.

Che importanza dai al ruolo del portiere nel Futsal?
Il portiere, nel nostro sport, soprattutto al giorno d’oggi in cui il futsal si è evoluto tantissimo, ha un’importanza rilevante, tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva. Non possiamo distrarci un attimo, dobbiamo aiutare i compagni e coprire, dove è possibile, i loro errori. Dobbiamo sempre cercare di prendere la decisione più giusta quando bisogna uscire dalla pressione o da un fallo laterale, dare un appoggio se il nostro compagno è in difficoltà e dobbiamo gestire nel migliore dei modi i momenti più critici della partita. Ovvio che senza il supporto dei nostri compagni tutto questo è impensabile.

Di cosa ha bisogno un portiere per mantenere sempre al massimo il suo rendimento?
Credo che per mantenere il rendimento al massimo ci sia solo un segreto: lavorare sempre e costantemente, non sentirsi mai arrivati e volersi migliorare giorno per giorno. Guardo e osservo molto i miei colleghi, mi piace capire come si muovono e come si comportano nei loro punti forti.

Quali sono le squadre che possono ambire alla vittoria del campionato?
Dopo il girone di andata, sicuramente il Melilli è la squadra più vicina al salto di categoria anche grazie ai 6 punti di vantaggio sulla seconda accumulati fin qui. Cataforio e Mabbonath hanno, comunque, le carte in regola per provare a giocarsela fino all’ultima giornata.

Nelle ultime gare la tua squadra ha guadagnato terreno in classifica, che aria si respira negli spogliatoi?
L’aria che si respira è sicuramente serena visto che abbiamo ottenuto 3 vittorie di fila e siamo tornati in piena zona playoff, ma non vogliamo accontentarci. La nostra è un’ottima squadra che ha imparato a conoscersi e che battaglierà in tutte le gare senza regalare nulla. Vogliamo provare a dire la nostra in questo girone di ritorno.

Il prossimo avversario è il Regalbuto a soli 3 punti da voi, cosa ti aspetti da questa partita?
Il Regalbuto ha allestito una squadra per vincere il campionato e lo hanno dichiarato fin dalle prime giornate, quindi questo rende l’idea del match che affronteremo. Sarà una partita ad alto tasso agonistico e tecnico-tattico dove, alla fine, i dettagli potrebbero fare la differenza.

Quali sono le tue speranze sportive nel breve e lungo periodo?
Vorrei intanto ripagare la fiducia avuta nei miei confronti, dal presidente a tutti i dirigenti. E poi vorrei tornare a giocare la serie A e vorrei farlo con questa società e questo staff. Meritano davvero grandi palcoscenici. Infine ho un sogno: tornare a vestire anche solo per una volta la maglia della Nazionale, perché sono emozioni uniche.

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