Futsal, che terremoto: il Tft ha deciso su Futsal Polistena-Città di Cosenza

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Clamorosa decisione appena resa nota dal Tribunale Federale Territoriale della Lnd Calabria. Retrocessione all’ultimo posto del campionato in corso per il Città di Cosenza, attualmente secondo in classifica alle spalle del Polistena Calcio a 5 nel torneo di Serie C1 con inibizione del presidente Giuseppe Fuoco e del dirigente Ettore David per 4 anni e ammenda di 2.000 euro a testa; penalizzazione di tre punti e ammenda di 500 euro per il Futsal Polistena attualmente impegnato in Serie B, con inibizione per un anno e 500 euro di ammenda al suo presidente Letterio De Domenico.

Accolte solo in parte le richieste della Procura Federale che aveva chiesto per De Domenico, dirigente  l’inibizione di 14 mesi e 700,00 € di ammenda; per Fuoco e David l’inibizione di anni 4 e €10.000,00 di ammenda; per il Futsal Polistena la penalizzazione di quattro punti (3 per la violazione della clausola compromissoria ed 1 per l’omessa denuncia) e 700,00 € di ammenda; – per il Città di Cosenza la retrocessione all’ultimo posto o esclusione dal
campionato in corso.

Motivo scatenante di tutti questi provvedimenti l’indagine da parte del procuratore federale relativamente, come si legge sul Comunicato Ufficiale n. 74 “in merito ad un presunto illecito sportivo, relativo alla gara Futsal Polistena C5 – Città di Cosenza del 7.04.2018, nonché eventuale violazione della clausola compromissoria da parte di De Domenico Letterio, Presidente del Futsal Polistena”.

Questo quanto si legge nel Comunicato Ufficiale diramato dalla Lnd Calabria in merito ai motivi che hanno portato al deferimento delle parti interessate: “Premesso che dagli atti di indagine raccolti è emerso che in data 30/03/2018, presso il Bar Crystal di Rosarno, De Domenico Letterio, dirigente della Futsal Polistena, veniva invitato da un soggetto non identificato ad incontrare Fuoco Giuseppe e David Ettore, presidente e dirigente della Cosenza C5, i quali proponevano al De Domenico di far vincere la società Città di Cosenza nella gara “Futsal Polistena-Città di Cosenza” valida per il campionato di Calcio a 5 serie C, che si sarebbe disputata il 07/04/2018 successivo, impegnandosi a schierare il calciatore Naccarato Carmine, squalificato, in modo da far annullare detta vittoria nel solo caso risultasse superflua in relazione all’antagonista società Polisportivo Traforo, pure impegnata la stessa giornata di campionato. Il De Domenico rifiutava tale proposta, non denunciando però quanto accaduto ai competenti organi federali, e, successivamente alla gara ed al comunicato stampa in cui veniva accusato dal Fuoco di averlo minacciato fra il primo e secondo tempo, sporgeva denuncia nei suoi confronti per il reato di diffamazione senza aver preventivamente richiesto alcuna autorizzazione federale; ritenuto, pertanto, che dalla complessiva attività di indagine compiuta e dagli atti sopra indicati apparivano emergere i seguenti comportamenti posti in essere dai seguenti soggetti:
1. DE DOMENICO LETTERIO, dirigente della ASD Futsal Polistena C5, per rispondere della violazione dell’art. 1 bis, comma 1 (principi di lealtà, correttezza e probità) e 7, comma 7 (Illecito sportivo ed obbligo di denuncia), e 15 (Violazione della clausola compromissoria), del Codice di Giustizia Sportiva, e art. 30 (Efficacia dei provvedimenti federali, vincolo di giustizia e clausola compromissoria), comma 4, dello Statuto Federale, per non aver informato la Procura Federale della FIGC, pur essendo venuto a conoscenza già a far data del 30/03/2018, di un tentativo di illecito sportivo per la gara “Futsal Polistena-Città di Cosenza” che si sarebbe disputata il 07/04/2018, valevole per il campionato di calcio a 5 di serie C 2017/2018, e per non aver richiesto la preventiva autorizzazione ai competenti
organi federali prima del ricorso alla giurisdizione statale penale consistito nella proposizione della querela in data 12/04/2018 nei confronti di Fuoco Giuseppe, presidente della società Cosenza C5, per le dichiarazioni asseritamente diffamatorie da questo rilasciate agli organi di stampa all’indomani della gara Futsal Polistena-Città di Cosenza del
07/04/2018;
2. FUOCO GIUSEPPE, presidente della ASD Cosenza C5, per rispondere della violazione dell’art. 1 bis, comma 1 (principi di lealtà, correttezza e probità) e 7, commi 1 e 2 (Illecito sportivo ed obbligo di denuncia), del Codice di Giustizia Sportiva, per aver in data 30/03/2018, presso il Bar Crystal di Rosarno, insieme al dirigente David Ettore ed
altro soggetto non identificato, proposto a De Domenico Letterio, dirigente della società Futsal Polistena C5 di alterare lo svolgimento ed il risultato della gara: “Futsal Polistena-Città di Cosenza” che si sarebbe disputata il 07/04/2018, valevole per il campionato di calcio a 5 di serie C 2017/2018, facendo vincere la propria compagine, e per aver riferito
agli organi di stampa, dopo la gara in questione, la circostanza non veritiera di essere stato minacciato dal De Domenico Letterio fra il primo e secondo tempo;
3. DAVID ETTORE, dirigente della ASD Cosenza C5, per rispondere della violazione dell’art. 1 bis, comma 1 (principi di lealtà, correttezza e probità) e 7, commi 1 e 2 (Illecito sportivo ed obbligo di denuncia), del Codice di Giustizia Sportiva, per aver in data 30/03/2018, presso il Bar Crystal di Rosarno, insieme al presidente del Città di Cosenza Fuoco Giuseppe ed altro soggetto non identificato, al De Domenico Letterio, dirigente della società Futsal
Polistena C5 di alterare lo svolgimento ed il risultato della gara: “Futsal Polistena-Città di Cosenza” che si sarebbe disputata il 07/04/2018, valevole per il campionato di calcio a 5 di serie C 2017/2018, facendo vincere la propria compagine; ritenuto, altresì, che da tali comportamenti consegue la responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma 2 del C.G.S., della società ASD Futsal Polistena C5, per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio, e diretta e oggettiva, ai sensi dell’art.4, commi 1 e 2, della società ASD Città di Cosenza C5, per le violazioni addebitate al proprio presidente Fuoco Giuseppe e dirigente David Ettore;
vista la comunicazione di conclusione delle indagini inviata e regolarmente ricevuta dai destinatari, e letta la memoria difensiva presentata dall’avv. Eugenio Caruso per gli incolpati Fuoco Giuseppe e David Ettore, dalla quale non emergono elementi sufficienti a scardinare l’impianto accusatorio”.

Questi invece i motivi che hanno portato alla decisione da parte del Tribunale Federale:
“In via generale, va precisato che, contrariamente al sistema penalistico, in cui vige il principio della presunzione di non colpevolezza, in forza del quale l’imputato può essere condannato soltanto in presenza di prove dimostrative della commissione del reato oltre ogni ragionevole dubbio, il giudizio disciplinare sportivo, ai fini della dimostrazione della
colpevolezza soggiace a un sistema probatorio notevolmente ridotto.
Non si tratta di un’inversione dell’onere della prova, ma, piuttosto, di un sistema attenuato dell’onere probatorio, nel senso che a carico della Procura Federale non incombe l’onere di una rigorosa dimostrazione probatoria.
Sicché, nel procedimento disciplinare sportivo, ricade sull’incolpato, da una parte, l’onere di confutare l’evidenza del contestato illecito e, dall’altra, l’onere di offrire una ricostruzione dei fatti alternativa ai capi d’accusa, dettagliata, coerente e credibile.
Tuttavia, le legittime limitazioni del sistema probatorio non escludono che il sistema sia assoggettato ai principi fondamentali propri dell’ordinamento giuridico generale.
In sintesi, ai fini dell’accertamento della violazione disciplinare sportiva e della conseguente affermazione della responsabilità, non necessita la certezza assoluta della commissione dell’illecito (e, tanto meno, il superamento del principio di ogni ragionevole dubbio), essendo sufficiente un grado inferiore di certezza, ragionevole, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti.
Ragionevole certezza che a parere di questo collegio è stata raggiunta nel presente procedimento.
Si ritiene difatti che gli elementi probatori raccolti siano sufficienti ad integrare gli estremi dell’illecito contestato per come riferito nella parte motiva del deferimento sopra riportata.
In particolare il contributo, correttamente definito auto ed etero accusatorio, offerto dal De Domenico, si qualifica per l’assoluta credibilità della narrazione, scevra da vizi logici e arricchita da una serie di elementi che rendono l’illecito provato, anche nell’idoneità a raggiungere lo scopo fraudolento, attraverso un’articolata costruzione del pactum
sceleris proposto. In particolare appare opportuno rilevare il puntuale riferimento alla possibilità offerta all’ASD Futsal Polistena C5, nel caso in cui la vittoria del Polisportivo Traforo avesse reso inutile il successo dell’ASD Città di Cosenza C5, di poter “riacquisire“ un risultato favorevole a mezzo del ricorso avverso la posizione irregolare del calciatore
avversario Naccarato, fatto giocare seppur squalificato proprio nella prospettiva di una tale ”esigenza”.
L’illecito in esame si connota per una particolare gravità in quanto posto in essere con il contributo del Presidente della ASD Città di Cosenza C5 che ha generato, in virtù del rapporto di immedesimazione organica esistente tra rappresentante e rappresentato, la responsabilità diretta della stessa società.
Appare, in conclusione, riconosciuta la responsabilità dei deferiti De Domenico Letterio, dirigente della ASD Futsal Polistena C5, nonché Fuoco Giuseppe e David Ettore, rispettivamente presidente e dirigente della ASD Citta’ di Cosenza C5, per quanto loro imputato ai sensi dell’art. 7 C.G.S. e dell’art. 1 bis C.G.S.; la responsabilità, inoltre, a titolo
di responsabilità oggettiva, della ASD Futsal Polistena C5, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio e della ASD Città Di Cosenza C5, ai sensi dell’art. 4, commi 1 e 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio presidente Giuseppe Fuoco ed al proprio dirigente David Ettore.
Venendo alla contestata violazione al dirigente della ASD Futsal Polistena C5, Letterio De Domenico, dell’articolo 30 dello Statuto, per aver disatteso il vincolo di giustizia sportiva sporgendo denuncia/querela davanti alla Procura della Repubblica nei confronti del Presidente della ASD Città di Cosenza C5, per il reato di diffamazione è da dirsi che il
vincolo in questione rappresenta l’obbligo di ogni tesserato di accettare diritti e doveri che scaturiscono – al momento del tesseramento/affiliazione – dalla sottoscrizione della cosiddetta clausola compromissoria, compreso l’impegno di rivolgersi per la risoluzione delle controversie nascenti dall’attività sportiva solo ed esclusivamente agli organi federali
competenti fatta salva la facoltà di chiedere alla Federazione la preventiva autorizzazione ad adire – in deroga – per gravi ragioni di opportunità, la giurisdizione statale.
La Corte Federale d’Appello di recente (vedi comunicato ufficiale n° 001/CFA 2017/2018 del 3.7.2017, testi delle decisioni relative al comunicato ufficiale n° 055/CFA del 21.10.2016), ha chiarito come il divieto ad adire il giudice ordinario, non si pone in termini di assolutezza tant’è che lo stesso può essere eliso dalla concessione dell’autorizzazione. La stessa normativa statale (d.l. 220/2003 convertito in legge 280/2003) prevede che l’autonomia
dell’ordinamento sportivo sia derogabile in quanto sotto ordinata all’ordinamento statale solo nei casi in cui le situazioni giuridiche suddette abbiano rilievo per quest’ultimo.
Con espresso riferimento ai rapporti intersoggettivi regolati dal diritto penale il legislatore statale ha introdotto una sorta di distinzione basata sul coefficiente di interesse che alcune situazioni rivestono per l’ordinamento ordinario, situazioni che, contraddistinte da limitato potenziale di pericolosità o provocanti un minore allarme sociale, non determinano un suo diretto intervento. Trattasi chiaramente della ripartizione fra reati perseguibili d’ufficio ovvero a querela di parte, trattandosi, in tale seconda ipotesi, di quei casi in cui lo Stato delega all’eventuale iniziativa del cittadino l’attivazione dell’organo a ciò deputato, cioè il P.M..
Nel caso che occupa – riconducibile alla fattispecie della diffamazione a mezzo stampa per il perseguimento della quale il De Domenico ha investito il Procuratore della Repubblica – deve affermarsi la prevalenza dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, l’applicazione del vincolo sportivo e consequenzialmente la violazione della stessa”.