Deliese, la reazione della società sulla squalifica di Battista

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La Corte sportiva d’Appello territoriale ha ridotto di sei mesi la squalifica comminata dal Giudice Sportivo al giocatore della Deliese Giovanni Battista, inizialmente squalificato sino al 14 novembre 2019, “per avere durante la gara colpito volontariamente con il gomito sul petto l’arbitro” durante la gara Deliese-Saint Michel del 7 novembre scorso.

Una decisione che comunque non è andata giù alla società amaranto la quale perderà il calciatore fino al termine della stagione, visto che la chiusura del campionato è prevista per il 5 maggio. E a dimostrarlo arriva il comunicato degli amaranto.

“Quando una squadra di calcio si iscrive al campionato di competenza si accetta incondizionatamente il regolamento del gioco del calcio – si legge nel Comunicato a firma della Deliese –Questo però non contempla l’accettazione di tutto ciò che sia pura invenzione soggettiva di una persona che dovrebbe essere il paladino delle regole stesse all’interno del terreno di gioco (arbitro).

Quello che il “signor” Ursano di Catanzaro ha dichiarato nel referto di Deliese-Saint Michel del 7 novembre scorso è pura immaginazione, dettata probabilmente dalla sua onnipotenza datagli dal suo ruolo. Noi non accettiamo che a sua causa un nostro ragazzo riconosciuto in tutti gli ambienti (scolastico, sportivi e anche nel sociale) come un ragazzo modello debba subire l’ingiustizia di non poter svolgere quello a cui teneva di più per 6 mesi.

Ora noi ci domandiamo, se a lei “signor” Ursano veniva preclusa la possibilità di arbitrare o di correre (altra sua passione) senza motivi oggettivamente validi, come si sentirebbe? Noi conosciamo già la risposta perché la vediamo ogni giorno sulla faccia del nostro ragazzo. 

Sappia però che sia la famiglia di Giovanni sia noi come società non ci fermeremo qui.
Pur accettando nostro malgrado le decisioni della giustizia sportiva, forviata dalla sua relazione mendace, ci rivolgeremo alla giustizia ordinaria. Lì tutte le persone che hanno assistito alla sua sceneggiata potranno testimoniare, sperando che chi di dovere le precluda la possibilità di continuare a fare ciò che (oggettivamente) secondo noi non è in grado di fare.

Per concludere vorremmo invitarla a guardarsi allo specchio ogni tanto ma non per specchiarsi, ma per domandarsi se ha la coscienza a posto. Purtroppo anche qui conosciamo la risposta….

Lei – conclude la Deliese – si definisce paladino dello sport e della legalità, però purtroppo, per lei, quando questa storia finirà (la legge italiana è lenta ma inesorabile) sarà smascherato e il nostro Giovanni avrà finalmente giustizia”.

 

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