San Luca in festa, intervista al tecnico Maurizio Panarello

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Una lunga cavalcata. Vincente. Il San Luca ha centrato con merito, e con cinque giornate di anticipo, il salto in Eccellenza. Il conforto della matematica è arrivato domenica contro il Filogaso. Tra coloro i quali si sono ritagliati una grande fetta di merito c’è anche il tecnico dei giallorossi Maurizio Panarello che abbiamo sentito a qualche ora di distanza dal match decisivo.

Campionato mai in discussione e vinto con cinque turni di anticipo. Se lo aspettava quest’estate quando ha accettato l’incarico?

Ammetto che se mi avessero prospettato a giugno questa cavalcata entusiasmante, una finale di Coppa Italia, sarei caduto dal letto e mi sarei fatto male. Sapevamo tutti di avere una squadra forte, però non è che uno perchè fa la squadra vince i campionati. La consapevolezza è venuta già dopo la prima partita di Coppa Italia, con la Bovalinese di Eccellenza quando abbiamo vinto 3-1, ma la scossa l’abbiamo avuta con la vittoria a Stilo, con una diretta concorrente, tra l’altro squadra molto attrezzata, pari o uguale alla nostra, dove abbiamo vinto dominando e da là è partita la consapevolezza che eravamo davvero forti e non ci siamo più fermati.

Quali sono stati i punti di forza della sua squadra?

I punti di forza sono tutti. Io ringrazio i giocatori. Mi è stato chiesto se dovessi rimanere il prossimo anno, se avrò bisogno di giocatori. Ma no, è una squadra fatta di ragazzi straordinari e poi il campionato lo vince lo spogliatoio. C’è un gruppo pazzesco, escono la sera, si divertono. Sono molto uniti e questo fa lo spogliatoio e si vedono i risultati. Un giocatore può essere forte per la squadra ma se lo spogliatoio non è unito e compatto non si va da nessuna parte.

Cosa vuol dire per il San Luca disputare il campionato di Eccellenza?

Sicuramente per un paese come San Luca è una grandissima soddisfazione. E’ la prima volta che si raggiunge un traguardo così importante. Domenica in campo c’era il commissario prefettizio, tantissima gente, addirittura mi riferiva il presidente che, per l’occasione, sono tornati dalla Germania 20-30 loro concittadini per festeggiare. Si è sempre parlato di San Luca per altri motivi e adesso vederlo che primeggia nella provincia, nel mondo sportivo, è sicuramente un motivo di orgoglio per i cittadini di San Luca e anche per la stessa provincia.

Ha già parlato con la società in merito ad una sua riconferma o ancora è prematuro?

Ancora è presto. Adesso pensiamo solo a finire questo campionato perché vogliamo finire imbattuti mantenendo il nostro record e poi si vedrà. A metà maggio probabilmente ci sediamo e parliamo. Loro dicono che mi riconfermano, ma dobbiamo mettere tutto nero su bianco. Il contratto il 30 giugno scade, vedremo.

La Supercoppa di fine anno può essere l’occasione per riscattare il ko, comunque onorevole, nella finale di Coppa Italia.

Ci teniamo perché, secondo me, non meritavamo assolutamente di perdere. Ognuno di noi ha il suo punto di vista e può vederla da varie angolazioni, non voglio dire che siamo stati superiori in quella partita, ma almeno alla pari abbiamo giocato. Secondo me abbiamo perso solo per degli episodi sfortunati. Anche la dirigenza ci tiene molto, l’unica cosa che mi preoccupa è che dopo aver vinto il campionato con cinque giornate di anticipo, i giocatori mollano un pò  psicologicamente e arriveranno un pò scarichi. La società ed il presidente hanno fatto un bel lavoro in estate allestendo una squadra fortissima. Io credo molto nel lavoro e ho la nomèa di essere molto duro negli allenamenti, ma in tutti questi anni i risultati e le vittorie di campionato mi hanno dato ragione. In conclusione ci tengo a ringraziare la società per avermi dato l’opportunità di coronare il mio sogno, dopo due anni di inattività, essendomi trasferito al nord per lavoro. Diciamo che mi hanno dato la possibilità di entrare dalla porta principale nel mondo del calcio, almeno a livello dilettantistico.