10 giugno 1961 Juventus-Inter 9-1, un trionfo con poca gloria

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Nell’anticipo serale di venerdì 7 dicembre in programma all’Allianz Stadium di Torino, a distanza di 109 anni e 23 giorni dal primo confronto ufficiale che premiò i bianconeri grazie a un classico 2-0 frutto della doppietta di Borel, andrà in scena la 200a sfida in campionato tra la Juventus e l’Inter di Steven Zhang nominato, lo scorso 26 ottobre, ventiduesimo presidente della storia del club.

Tornando, però, indietro nel tempo di qualche decennio, esattamente alla stagione 1960-61, a fare scalpore fu un roboante 9-1 maturato a favore dei bianconeri che sarebbe passato per sempre alla storia. Ma come andarono in realtà i fatti?

La compagine meneghina, che nell’estate del 1960 aveva ingaggiato dal Barcellona Helenio Herrera “il mago”, dopo un avvio di campionato strabiliante, nel quale sommerse di reti Atalanta, Udinese e Vicenza, riuscendo a prevalere anche sul Milan e sulla Juventus, battuta 3-1, al termine del girone d’andata, conclusosi con un 5-0 ai danni del sorprendente Catania di Carmelo Di Bella (terzo in classifica a pari merito con la Roma prima di scendere in campo a San Siro) si sarebbe laureata campione d’inverno con un vantaggio di due lunghezze su Milan e Roma e quattro su Catania e Juventus.

Nel girone di ritorno il cammino dell’Inter subì una pesante flessione in primavera e, complici quattro sconfitte consecutive contro Lecco, Padova, Milan e Sampdoria, perse il primato a favore dei bianconeri che, nell’arco di sole due domeniche, la sopravanzarono di quattro punti in attesa della sfida del Comunale in programma il 16 aprile 1961. Quella domenica l’impianto torinese era stracolmo fino all’inverosimile ma, nonostante una parte del pubblico avesse già oltrepassato le inferriate sistemandosi all’interno del campo, l’incontro prese ugualmente il via. Giunti, però, alla mezz’ora circa, con l’Inter che aveva sfiorato il vantaggio quando Morbello colse la traversa, l’arbitro genovese Gambarotta, vedendo il pubblico accalcarsi con maggior vigore a bordo campo, prima interruppe la partita e poi la sospese.

Dieci giorni dopo, come da regolamento, la Lega attribuì lo 0-2 a tavolino all’Inter che ritornò in corsa per il tricolore. La Juventus, però, il cui presidente Umberto Agnelli era nel contempo presidente della F.I.G.C., si oppose a tale decisione facendo ricorso. Giunti alla vigilia dell’ultima giornata di campionato,  come un fulmine a ciel sereno, arrivò la decisione della C.A.F. di far ripetere la partita e la classifica (che, dopo la clamorosa sconfitta della Juventus contro il Padova di Nereo Rocco e il 3-0 dell’Inter sul Napoli, vedeva le due contendenti appaiate a 46 punti) venne ridisegnata con la Juventus che balzò in testa solitaria con 46 punti contro i 44 dell’Inter e del Milan. La notizia piombò sull’Inter disorientandola tant’è che, contro il tranquillo Catania voglioso, però, di rivalsa dopo il pesante cappotto subito a Milano, in quello che avrebbe potuto essere l’epilogo del primo trionfo targato Helenio Herrera, giocò, come riferito dallo stesso Guarneri, con il morale sotto i tacchi perdendo 2-0 (da qui il “clamoroso al Cibali” pronunciato da Sandro Ciotti), di Castellazzi e Calvanese le reti degli etnei, mentre l’1-1 colto dalla Juventus in casa contro il pericolante Bari, che ristabilì l’equilibrio con De Robertis dopo che Mora aveva portato i bianconeri in vantaggio su calcio di rigore, le permise di conquistare il dodicesimo tricolore.

L’ormai inutile recupero, giocatosi il 10 giugno 1961 al Comunale Torino, venne segnato dalla durissima protesta del presidente dell’Inter Angelo Moratti che, consultatosi con Helenio Herrera, decise di schierare la formazione giovanile con in campo il classe ’42 Mazzola. La vittoria, intrisa da quell’eclatante 9-1 che ancor oggi fa rumore, andò ai bianconeri che schierarono la migliore formazione della quale fece parte, per l’ultima volta, Boniperti, assieme a Charles e Sivori, anch’essi in campo, uno dei tre interpreti del cosiddetto “trio magico”. Una citazione, su tutti, la meritano, però, i ragazzi della De Martino, scesi in campo quel giorno per difendere i gloriosi colori neroazzurri, il cui undici recitava: Annibale, Riefolo, Tacchini, Morosi, Masetto, Dalmaso, Manini, Mazzola, Fusari, Guglielmoni, Ghelli. A guidarli c’era Giuseppe Meazza… il miglior marcatore interista di sempre contro gli eterni rivali piemontesi la cui sfida, da oltre mezzo secolo, viene etichetta con l’appellativo di “derby d’Italia”.