Co.Re. Calabria: nulla cambia

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Ribaltando le previsioni della vigilia che vedevano in ampio vantaggio il candidato Ernesto Montalto, l’uscente presidente del Co.Re. Calabria, Piromalli, ha ottenuto la riconferma per un secondo mandato. L’Assemblea elettiva si è svolta ieri con modalità di voto elettronico e, a conferma delle ubbie della vigilia, si registra un coro crescente di proteste e malumori da moltissimi motoclubs che, a causa del voto elettronico da esprimersi in un arco brevissimo di circa 1 minuto fra la dichiarazione di apertura del voto e quella di chiusura, non ha consentito ad alcuni di esprimere la preferenza. A fronte di 40 clubs, o poco più, venivano ammessi alla votazione solo 38 e, fra questi, diversi riscontravano grosse difficoltà o impossibilità all’espressione di un voto il cui esito, comunicato poco dopo, non potrebbe mai essere oggetto di verifica o riconteggio salvo a presentare un ricorso volto a verificare la security degli algoritmi del sistema.

I clubs calabresi della Fmi, scesi nell’ultimo quadriennio ad appena 81 unità, venivano elettoralmente dimezzati in quanto per una decisione assunta dal Consiglio Federale del 2019, per lo più non conosciuta, i clubs che nell’anno precedente non avessero fatto attività (dunque nel 2020, anno del Covid e del Lockdown) non avrebbero avuto diritto di voto. La comunicazione dell’attuale FMI e del CoRe Calabria, evidentemente molto efficiente, vedeva esclusa dal voto la metà più uno dei club, compreso quello del Presidente uscente. Questa limitazione ha certamente alterato il peso specifico del quadro elettorale ulteriormente falsato dal voto elettronico – voluto dal Presidente uscente senza alcun coinvolgimento nella decisione della base dei club, che avrebbero gradito, invece, una assemblea tradizionale con il voto espresso sulle schede da inserire nell’urna. Il voto elettronico ha implicato una metodologia di espressione che ai più non è risultata agevole. Si aggiungano le cadute del segnale internet lamentato da molti e si comprende bene come il risultato abbia lasciato l’amaro in bocca a Montalto e alla sua squadra che comprendeva due donne – una delle quali , Luana Felicetta,accreditata di una grande esperienza come Commissario di Gara e l’altra Giusy Maida, 21 anni come fresca espressione di una nuova generazione di giovani che vivono il motociclismo in proiezione federale o come Pietro Osnato, anche agonistica.

Fortissime e generalizzate inoltre le critiche che hanno fatto seguito agli interventi del Presidente uscente e del suo vice che hanno usato espressioni di profonda negatività verso la gestione che li aveva preceduti -e che sono state giudicate false e irriguardose, espressione di un malcelato astio contro il vecchio organigramma che aveva invece raggiunto lusinghieri traguardi in ogni disciplina ivi compresa la velocità in circuito, la supermoto, il Motocross, il Beach Cross e il Supermarecross, l’Enduro (sempre pesantemente supportato con intere premiazioni offerte dal Comitato) e con contributi economici e servizi gratuitamente offerti per dimostrare vicinanza ai club, e infine , lo stesso turismo che ha rappresentato l’unico settore in cui negli ultimi 4 anni il comitato ha profuso impegno, lasciando che il cross diventasse il campicello privato di un factotum elevato a deus ex machina del fuoristrada.

Prova della fallimentare gestione, viene ricordato, è data dal crollo delle affiliazioni e del tesseramento, a nulla rilevando altresì che il maggior numero di partecipanti alle gare di cross – vero cimitero per elefanti ultraquarantenni – sia derivato dal fatto che il factotum, in precedenza animatore di un EPS, avesse smesso di fare il boicottaggio finendo di organizzare gare con l’ACSI e prima ancora con l’UISP (enti che vengono usati da sempre come strumento per lotte politiche dentro le varie FSN) Pertanto fonti espressione del vecchio organigramma si dicono scandalizzate e inorridite nell’aver sentito fra le tante menzogne anche l’espressione ”abbiamo trovato il deserto dopo il disastro della precedente gestione” che – viene sottolineato -nonostante evidenti forme di ostilità e di prevenzione dell’ex Presidente Sesti – aveva sempre tenuto alta l’attenzione anche verso la storia del motociclismo,la cultura della FMI, la sicurezza e l’educazione stradale, le moto d’epoca e altri settori, oggi assolutamente trascurati dagli attuali organi regionali. “La campagna elettorale aveva consentito di registrare, ovunque nella regione – dice Ernesto Montalto – criticità, critiche e malumori contro gli uscenti oggi riconfermati e ci ha consentito di prendere atto della deficitaria gestione del riconfermato Presidente, al quale, comunque, intendo porgere gli auguri di buon lavoro”.