Michael Schumacher: 8 anni dopo quel tragico incidente…

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Sono passati esattamente 8 anni da quel tragico giorno in cui la vita di Michael Schumacher cambiò per sempre. Un paio di sci, un giubbotto da neve, un caschetto protettivo, una GoPro, le Alpi dell’Alta Savoia e… una maledettissima roccia sulla quale la sua testa va a sbattere violentemente. Schumi riporta dei danni cerebrali enormi, viene operato d’urgenza e finisce perciò in coma farmacologico per alcuni mesi. Da lì comincia un calvario che ancora oggi continua. È il destino beffardo e crudele: una vita passata oltre i 300 km/h che si ritrova ad essere appesa ad un filo per una caduta banale.

Eppure però, se dovessimo tornare indietro a quei giorni di fine 2013, nonostante le cattive notizie che giungevano dall’ospedale di Grenoble, la maggior parte dei tifosi sperava si trattasse di una cosa passeggera. “Ho sempre creduto che non si debba mai, mai rinunciare e si debba sempre continuare a lottare anche se c’è soltanto una piccola possibilità” è la frase simbolo del Kaiser, il suo motto con cui ha costruito un’intera carriera da fenomeno.

Allora siamo sicuri che non mollerà. Vincerà anche questo Gran Premio e, una volta che si sarà ripreso, rassicurerà tutto il mondo che è stato solo uno dei tanti momenti difficili che è riuscito a superare come soltanto lui sa fare. E, per festeggiare questa vittoria, esulterà come sempre: il classico saltello sul podio coi pugni al cielo, il sorriso a denti stretti, la direzione d’orchestra al momento dell’Inno di Mameli. Questo incidente sarà un brutto ricordo e daremo il via alla festa più importante: quella della 92esima vittoria.

Ma oggi, dopo quasi un decennio, la situazione appare diversa e non esattamente come speravamo tutti noi. Le condizioni di salute di Schumacher rimangono un vero e proprio mistero. L’ultima dichiarazione ufficiale a riguardo è datata 16 giugno 2014. La manager e portavoce dell’ex pilota tedesco, Sabine Kehm, dichiarò alla stampa che Schumi era uscito dal coma e che avrebbe iniziato un percorso riabilitativo in una clinica privata. Dopo qualche mese, si venne a sapere del trasferimento dalla clinica a casa, nella villa di Gland in Svizzera.

Da allora tutto tace. Nessuna dichiarazione ufficiale, solo ipotesi da parte di alcuni giornali solamente per vendere qualche copia in più. La famiglia ha sempre fatto causa a chi osava speculare su questa vicenda, a chi riportava false notizie e a chi cercava di illudere i tifosi. La strada intrapresa è quella della riservatezza. L’immagine che deve rimanere di Michael è quella di un pilota festante e gioioso sul podio, non quella di una persona in evidente difficoltà. E poi Schumacher è sempre stato un uomo riservato, è sempre stato lontano dai riflettori per quanto riguarda le faccende private, ha sempre protetto la sua famiglia. Ora sembra che i ruoli si siano invertiti: è la sua famiglia a proteggere lui.