Quarant’anni dopo Palmi riabbraccia il Giro d’Italia

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Sono trascorsi ben 93 anni da quel lunedì 27 maggio 1929 quando il Giro d’Italia, giunto alla sua 17a edizione (con il lombardo Luigi Ganna “il re del fango” a fare sua nel 1909 la primissima della serie snodatasi per 2448 Km.), toccò per la prima volta le sterrate strade calabresi, con la 5a tappa Potenza > Cosenza di 264 Km., il cui vincitore della stessa e della tappa successiva Cosenza > Salerno, fu Alfredo Binda “il trombettiere di Cittiglio”; la prima leggenda del ciclismo che avrebbe vinto quella edizione del Giro per la quarta volta chiudendo con una strabiliante cinquina nel 1933.

Da quel lontano 1929 l’ultimo lembo d’Italia fu interessato dal Giro in tante altre occasioni toccando diverse località sparse lungo tutto il suo aspro territorio tra le quali Palmi ma per quel che attiene la partenza di una tappa una data storica per Palmi fu quella del 25 maggio 1982. All’epoca si correva l’11a tappa del 65o Giro d’Italia e in quel memorabile giorno di quarant’anni orsono a vincere la Palmi > Camigliatello Silano fu il francese Bernard Becaas. Erano gli anni di Francesco Moser e Giuseppe Saronni anche se ad aggiudicarsi quell’edizione del Giro, con un vantaggio di 2’35’’ sullo svedese Tommy Prim e di 2’47’’ sul lombardo Silvano Contini, fu il fenomeno francese Bernard Hinault.

Andando all’oggi, l’edizione numero 105 del Giro d’Italia, già partita dalla capitale ungherese, Budapest, il 6 maggio e il cui gran finale sarà all’Arena di Verona il 29 dopo aver pedalato per 3445,6 Km., farà ancora scalo in Calabria con la 6a e la 7a tappa e per la seconda volta, dopo la Avola > Etna (la cui durissima ascesa verso il Rifugio Sapienza con i suoi 1.910 metri di altitudine è andata al tedesco Lennard Kämna) e la Catania > Messina, la partenza di una tappa (la 6a) sarà da Palmi con direzione Scalea (Riviera dei cedri) per proseguire con la 7a tappa Diamante > Potenza. Il percorso della Corsa Rosa che prenderà il via dalla cittadina tirrenica giovedì 12 maggio (leggermente ondulato e con un G.P.M. di quarta categoria che si concluderà con una probabile volata) si snoderà per 192 Km.

Il favorito della vigilia è l’equadoregno ventottenne nato a El Carmelo Richard Carapaz della Ineos Grenadiers (vincitore nel 2019), con il portoghese Joao Almeida, il britannico Simon Yates e l’olandese Tom Dumoulin a insediarlo. A provare a tenere alta la bandiera del bel paese saranno, invece, il trentasettenne messinese Vincenzo Nibali della Astana Qazaqstan Team (ultimo italiano ad aggiudicarsi il Giro d’Italia nel 2016) e il chietino Giulio Ciccone della Trek Segafredo. L’eritreo Biniam Girmay (secondo in classifica generale dopo la 1a tappa Budapest-Visegrád vinta dall’olandese Mathieu van der Poel), presente assieme ai connazionali Natnael Tesfatsion e Merhawi Kudus, si fregia, invece, d’essere il primo africano ad aver vinto una grande classica World Tour, la Gand-Wevelgem 2022. Tra i 176 ciclisti che hanno preso il via dalla lontana terra ungherese vi è anche un rappresentante di nazionalità ucraina, il diciannovenne Andrij Ponomar… uno tra gli innumerevoli cantori di uno sport epico per antonomasia pronto a ricolorare di rosa la ridente Palmi.