L’angolo del tifoso: Trimboli e il suo amore amaranto

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Inauguriamo una nuova rubrica della nostra testata, “L’angolo del tifoso“, facendo due chiacchiere con Francesco Trimboli, un giovane e appassionato tifoso della Reggina.

Francesco cosa rappresenta per te la Reggina?
La Reggina è un costante sprazzo di bellezza. È passato. Ricordi di quando ero bambino. I viaggi in macchina con papà, le vittorie storiche, la curva sud, il profumo dei tanti sigari in gradinata. È presente. La passione del presidente, il successo, il bel calcio, Denis, Toscano. Futuro. Il nuovo stadio, la gente, la provincia, lo store. È rinascita, terapia, gioia, benessere, cultura. Il tutto oggi. È storia passata dentro un presente glorioso in attesa di un futuro trionfante.

Un tuo pensiero riguardo la stagione appena conclusa.
Se dovessi immaginare quello che eravamo tre, quattro anni fa, in quanti andavamo allo stadio, quanta poca gente veniva in trasferta, pensare alla stagione appena conclusa mi emoziona. Credo che questa squadra in questa stagione, abbia riacceso speranze sportive e non per la Reggina e Reggio Calabria. In ogni luogo si parla di Reggina. Quindi in poche parole penso sia stata una stagione armoniosa.

Per quanto riguarda la prossima stagione, in quale reparto dovrebbe rinforzarsi la squadra? Quali sono le tue aspettative?
Ho sempre seguito il calcio con passione, a volte, però, mi soffermo sui dettagli. Il mister Toscano ha un’idea ben chiara di gioco. Servono giocatori utili alla sua idea di calcio. Un portiere esperto, un difensore importante, due centrocampisti di quantità, un esterno, Menez e una punta da venti goal a stagione.
Le mie aspettative? In primis, vorrei tanto ricominciare ad andare allo stadio. Penso che faremo una stagione importante. Mi piacerebbe che la campagna abbonamenti superasse il numero dei 10.000 abbonati. Sarebbe un risultato molto positivo per il club e la città.

Quando hai capito che la Reggina ce la potesse fare a vincere il campionato?
Sono due i momenti. Il goal di Denis contro il Bari. Si, quello è stato il momento in cui ho compreso la talentuosità della squadra. Ci metterei dentro anche la trasferta di Potenza.