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Col Salisburgo l’ultima di Walter Zenga con la maglia dell’Inter

2023-10-24 08:53

Francesco Lacquaniti

CALCIO, SPORT SOTTO I RIFLETTORI, calcio, Inter, Sport sotto i riflettori, Salisburgo, Serie A, Coppa U.E.F.A. ,

Col Salisburgo l’ultima di Walter Zenga con la maglia dell’Inter

11 maggio 1994: le strepitose parate di Walter Zenga valsero all'Inter la Coppa U.E.F.A.

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Era l’11 maggio del 1994 quando allo stadio Giuseppe Meazza di Milano andò in scena la finale di ritorno di Coppa U.E.F.A. tra l’Inter e il Salisburgo che avrebbe arriso ai bauscia di Gianpiero Marini (a febbraio subentrò a Osvaldo Bagnoli) aggiudicatisi il trofeo 3 anni dopo il primo firmato Giovanni Trapattoni

 

Con un andamento che in campionato fu quasi ai minimi storici (tredicesima piazza a un solo punto dalla zona retrocessione) e con una Coppa Italia salutata ai quarti di finale (passò la Sampdoria poi vincitrice del trofeo), gli unici bagliori si videro in campo europeo dove, dopo un cammino che li vide far fuori: Rapid Bucarest (gara già indirizzata nell’andata a Milano grazie a una tripletta di Bergkamp), Apollon Limassol (ciprioti che dopo l’1-0 patito a Milano con rete di Bergkamp si ritagliarono un piccolo momento di gloria impattando 3-3 nel ritorno a Cipro), Norwich City (a eliminare gli inglesi ci pensò Bergkamp), Borussia D. (con Manicone a spegnere le velleità di rimonta dei gialloneri nel ritorno a Milano) e Cagliari (sardi vittoriosi 3-2 al Sant’Elia con rete decisiva di Pancaro ma fatale fu il 3-0 patito a Milano), si arrivò a mettere le mani su un trofeo che in pochi avrebbero immaginato di conquistare. Un trofeo che ebbe due marchi di fabbrica (Nicola Berti che firmò lo 0-1 in terra austriaca) e, soprattutto, il numero uno Walter Zenga alla sua ultima con la maglia dell’Inter. 

 

Un’ultima da primissimo della classe viste le strepitose parate che mantennero l’Inter a galla dagli assalti dell’undici di Otto Baric prima che Jonk realizzasse la rete del definitivo 1-0. Per Zenga, arrivato lungo i Navigli nel 1982 (all’epoca riserva di un altro grande numero uno, Ivano Bordon), fu l’ennesima ciliegina sulla torta di una carriera (a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 difese anche la porta della nazionale italiana) che, prima e dopo l’Inter, lo vide vestire le casacche di: Salernitana, Savona, Sambenedettese (trampolino di lancio verso l’Inter), Sampdoria, Padova e New England Revolution; compagine statunitense del Massachusetts dove “l’uomo ragno” appenderà i guanti al chiodo alla veneranda età di 39 anni.