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Rolando Megna, delusione e amarezza

2024-05-14 13:11

Marco D'Agostino

CALCIO, Promozione, intervista, promozione, virtus rosarno, Capo Vaticano, Rolando Megna, finale playoff,

Rolando Megna, delusione e amarezza

Tra rabbia e prospettive, il tecnico esprime amarezza per le decisioni del Comitato e riflette sul futuro

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Dopo lo 0-0 nella finale play-off del girone B di Promozione tra il Capo Vaticano e la Virtus Rosarno, che visto qualificarsi i vibonesi per il prossimo turno, il tecnico della squadra rosarnese Rolando Megna ha parlato ai nostri microfoni facendo il punto sulla partita, sulla stagione complessiva e sul suo futuro.

 

Mister, a distanza di due giorni dalla partita, che sensazioni prova?

La delusione più grande è sapere che abbiamo lavorato 20 giorni in più per giocare i play-off e poi questo viene tutto vanificato dal Comitato che in queste settimane si è arrampicato sugli specchi. Non c’era necessità di giocarli gli spareggi perché non c’erano possibilità per nessuna squadra di accedere al campionato di Eccellenza. Questa mi pare una grossa mancanza di rispetto per i club. Per quello che riguarda la partita, c’è ancora molta amarezza, perché abbiamo fatto bene tutto sommato. Noi abbiamo fatto il nostro; purtroppo siamo arrivati un po’ tirati sia fisicamente che mentalmente. Però i ragazzi hanno fatto in toto quello che mi aspettavo”.

 

Quindi non cambierebbe nulla delle decisioni che ha preso?

Assolutamente no. Noi abbiamo l’abbiamo preparata bene e abbiamo approcciato la partita nel migliore dei modi. Anche il campo ci ha penalizzato perché non era possibile sviluppare determinate trame di gioco. Ciononostante, li abbiamo costretti a una difesa ad oltranza. Detto questo, io credo che i regolamenti dei play-off siano da cambiare, perché non si può giocare uno spareggio e sapere che devi solo vincere. Secondo me dovrebbero esserci per tutte e due le squadre le stesse opportunità di passare il turno. Per questo, a mio parere, occorre una modifica nel regolamento”.

 

La stagione della Virtus Rosarno ha avuto due facce. Da dicembre è subentrato lei e la squadra ha compiuto una grande rimonta in classifica, arrivando al quarto posto. Il bilancio complessivo com’è?

Sono soddisfatto del mio lavoro e di quello dei ragazzi. Ho trovato un gruppo che mi ha seguito nonostante ci siano stati degli alti e bassi a livello di gestione del gruppo. Io, dall’alto della mia esperienza, ero sicuro di tirar fuori il meglio da questi ragazzi e ci sono riuscito. Anzi, penso che questa squadra avrebbe potuto dare molto di più se avesse avuto, in determinati momenti, il tempo di riflettere maggiormente sulla gestione, sulle situazioni di gioco e sul modo di interpretare le partite. Purtroppo, abbiamo dovuto fare tutto in poco tempo e quindi qualche difficoltà c’è anche stata, come ad esempio la gestione di alcuni infortuni e squalifiche. Ho sempre saputo a cosa sono andato incontro e, se ho fatto questa scelta, l’ho fatta in primis da rosarnese perché penso che a Rosarno si possa costruire qualcosa di interessante. La cosa che mi ha inorgoglito di più è stata quella di rivedere tante persone allo stadio, sia quando abbiamo giocato in casa che in trasferta a Palmi e a Ricadi”.

 

Ha avuto modo di parlare con la società per quel che riguarda il suo futuro? Andrà via o rimarrà a Rosarno anche la prossima stagione?

Io credo che qualcuno si auguri che io vada via. Ad oggi io sono l’allenatore della Virtus Rosarno. C’è stato un mezzo approccio col presidente e la volontà della società è quella di riconfermarmi per la prossima stagione. Per fare i matrimoni però bisogna essere in due. Io non ho mai sposato una panchina, ma il progetto. Se il progetto mi stimola e mi interessa, io continuerò ad allenare a Rosarno anche perché l’anno prossimo si prospetta un campionato di vertice”.