
Dopo settimane di voci, dubbi e trattative sottotraccia, arriva la svolta definitiva: il presidente Pippo Caffo ha ceduto il club a una cordata campana, mettendo fine a un’era lunga, intensa e spesso contrastata. Con l’ingresso della nuova proprietà, cambia tutto: progetto, gestione, e anche i volti chiave della passata stagione.
Ettore Meli e Michele Facciolo sono stati ufficialmente sollevati dall’incarico. Nessun rinnovo, nessun ripensamento: la decisione è arrivata in maniera netta, senza appelli. Il nuovo gruppo dirigente ha chiesto carta bianca, e Caffo ha acconsentito. Il tecnico e il direttore sportivo, artefici del rilancio rossoblù e fautori del progetto tecnico della scorsa stagione, sono stati messi alla porta senza margini di trattativa.
La cessione non è stata solo un passaggio di quote, ma una scelta di rottura: il nuovo corso parte con uomini nuovi, un pacchetto già pronto che porterà con sé allenatore, direttore sportivo e probabilmente anche i primi innesti sul mercato.
Nessun comunicato ufficiale è ancora apparso sulle pagine del club, ma le conferme sono arrivate da ambienti vicinissimi alla società. La cordata campana — secondo indiscrezioni — ha già avviato i primi contatti con calciatori di fiducia e prepara un ribaltone totale nella rosa.
Secondo le indiscrezioni raccolte da Vibosport il nuovo allenatore sarà Raffaele Esposito, ex Paganese, mentre il direttore sportivo sarà Angelo Costa, ex Messina.
Caffo, che nelle scorse settimane aveva ventilato l’ipotesi di restare con Meli e Facciolo “in cima ai suoi pensieri”, ha infine scelto una linea diversa. Non si sanno ancora i termini dell’accordo e se la società sarà ceduta integralmente o se ci sarà una cessione della maggioranza delle quote sociali. Se ne saprà di più domani, quando le parti dovrebbe incontrarsi per chiarire le rispettive posizioni, per poi mettere nero su bianco.
Che succede ora?
La nuova Vibonese è pronta a ripartire. A Vibo si chiude un capitolo e se ne apre un altro, con la tifoseria divisa tra delusione e speranza. Meli e Facciolo, per ora, restano senza panchina e scrivania, ma il loro lavoro non è passato inosservato: su entrambi si sono già accesi i fari di altre piazze ambiziose.









