
L’Italia femminile del rugby è pronta a vivere la sfida più importante: il Mondiale 2025 in Inghilterra. Tra le protagoniste c’è Gaia Maris, pilone del Valsugana Padova, che vanta già 39 presenze in Nazionale e che a soli 23 anni si appresta a disputare il suo secondo Campionato del Mondo. Un legame particolare la unisce alla Calabria: papà Francesco è originario di Nao di Jonadi, in provincia di Vibo Valentia, dove Gaia torna spesso e volentieri per ritrovare la sua famiglia.
Raggiunta dai microfoni di Radio Onda Verde, direttamente ad Exer in Inghilterra, sede del ritiro azzurro, l’atleta ha raccontato emozioni, aspettative e il desiderio di far crescere il movimento rugbistico anche nel territorio vibonese.
L’intervista
Gaia, sei in Inghilterra per preparare l’esordio mondiale. Con chi giocherete la prima partita?
La nostra avventura inizia contro la Francia il 23 agosto a Exeter. Poi affronteremo il Sudafrica il 31 agosto a York e chiuderemo la fase a gironi contro il Brasile il 7 settembre a Northampton. L’obiettivo è arrivare almeno alle semifinali.
Che emozioni provi alla vigilia del tuo secondo Mondiale?
Sono carica e felice. Al mio primo Mondiale ero quasi esordiente e ho giocato poco, stavolta spero di essere più protagonista. Vestire la maglia azzurra, cantare l’inno e rappresentare l’Italia è un onore che emoziona ogni volta.
Qual è il tuo ruolo in campo?
Sono pilone sinistro. È un ruolo che richiede fisicità e impatto, perché bisogna lavorare molto in mischia e nei contatti diretti. Siamo le giocatrici che “pesano di più”, quelle che devono aprire la strada.
Il rugby viene spesso definito uno sport “maschile”. Che ne pensi?
Non credo ci siano più sport da uomini o da donne. Il rugby femminile cresce in tutto il mondo e anche in Italia sta diventando sempre più seguito. Penso che noi ragazze riusciamo a trasmettere la stessa passione e bellezza di questo sport.
Parliamo del tuo legame con la Calabria.
Mio padre è di Nao di Jonadi, mia madre è trentina. In Calabria ho mia nonna, zii e tanti cugini. Ci torno almeno un paio di volte l’anno e mi sento molto legata a queste radici. È sempre bello vivere momenti di famiglia giù a Vibo.
Com’è iniziata la tua avventura con il rugby?
Ho iniziato a 7 anni, seguendo mio fratello che aveva provato questo sport durante una colonia estiva. Prima avevo praticato judo, danza ritmica e calcio, ma con il rugby è stato subito amore.
Che effetto fa vestire la maglia azzurra e partecipare ai Mondiali?
Dal debutto nel 2021 al Sei Nazioni fino ad oggi, ho vissuto esperienze incredibili: un Mondiale in Nuova Zelanda, tornei in Sudafrica, tanti viaggi e sfide. Indossare l’azzurro e cantare l’inno è qualcosa di unico.
Quali sono le nazionali favorite per il titolo?
L’Inghilterra è la squadra più forte, con un movimento professionistico di lunga tradizione. Subito dietro ci sono Nuova Zelanda e Canada.
Vivi il sogno del rugby ma sogni anche di portarlo in Calabria. Quanto sarebbe difficile farlo attecchire?
Non è facile, soprattutto perché mancano strutture e tradizione. Ma credo che attraverso la visibilità in tv e la nostra testimonianza si possa avvicinare qualche ragazzo e ragazza a questo sport. In passato anche il calcio femminile sembrava un’utopia, oggi è professionistico. Spero accada lo stesso al rugby.
Che qualità servono per iniziare a giocare?
Serve la voglia di mettersi in gioco e di lavorare in squadra. Il rugby è per tutti: alti, bassi, magri o robusti. Ognuno trova il suo ruolo, perché è uno sport inclusivo che ti fa crescere come persona.
Un saluto alla tua famiglia di Nao di Jonadi.
Un grande abbraccio, spero che possano seguire le nostre partite e che presto ci rivedremo in Calabria.
Calendario Italia al Mondiale femminile 2025:
- 23 agosto – Italia vs Francia (Exeter, Sandy Park)
- 31 agosto – Italia vs Sudafrica (York, Community Stadium)
- 7 settembre – Italia vs Brasile (Northampton, Franklin’s Gardens)









