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Cosa insegna Reggina-Vibonese: servono denti stretti e lotta totale

2025-09-01 10:51

Paolo Messina

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Cosa insegna Reggina-Vibonese: servono denti stretti e lotta totale

Un esordio sofferto che vale da lezione: il cammino verso la Serie C sarà una guerra di nervi e sacrificio

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La stagione sportiva ufficiale della Reggina è finalmente cominciata. I temi da trattare arrivano copiosi in una piazza che non aspetta altro di festeggiare il tanto agognato ritorno in Serie C, pur consapevole che non sarà una sfilata di moda, bensì una battaglia totale e logorante da qui fino alla fine del campionato. A ricordarlo a tutti è stata proprio la partita inaugurale dell'annata 2025-'26, ovvero la vittoria ai rigori nel primo turno di Coppa Italia Serie D sul neutro di Palmi contro la Vibonese. Una sveglia per tutti sembra esagerato, ma un voler ribadire a chiunque - dagli addetti ai lavori fino ai tifosi - che non basta essere i più forti tecnicamente, si dovrà sudare sempre e comunque per conquistarsi il salto di categoria.

 

GRINTA E RESISTENZA L'approccio contro la Vibonese non è stato dei migliori, ma la squadra aveva comunque carburato al momento giusto. Passata in vantaggio con il sempre verde Ragusa, serviva chiuderla e qui è mancata la grinta giusta sotto porta. Passi la sfortuna per il palo di Barillà che avrebbe campionato la visione generale, ma negli ultimi 20 metri serviva un pizzico di cattiveria agonistica in più per spingere il pallone in rete. Lo stesso Trocini, a riguardo in conferenza stampa post gara, ha sottolineato di essere "al 31 di agosto e sicuramente dobbiamo crescere come squadra, gruppo e singoli. Dopo aver sbloccato la partita abbiamo avuto sempre il pallino del gioco in mano e dovevamo essere bravi a chiuderla." Il problema, inaspettato se vogliamo, è la mancanza di resistenza davanti ad una Vibonese arrembante anche in dieci. L'espulsione a 20 minuti dalla fine ha tolto attenzione agli amaranto, che hanno smesso di lottare a denti stretti forse con la consapevolezza che il doppio vantaggio di uomini e gol - misto ad una tecnica superiore - poteva bastare così. Proprio qui una squadra che gioca in Serie D deve fare uno scatto da passo differente. Contro avversarie che non mollano mai, sfruttano ogni pallone sporco e battagliano a tutto campo, serve accettare la lotta, sporcarsi le mani ed emergere a petto in fuori. Siamo sicuri che in questi momenti, durante l'anno, la Reggina si farà trovare pronta e proprio da tale lato negativo visto ieri a Palmi si può già trovare un opposto positivo.

 

MENTALITÀ Bastano le parole di Trocini del resto, lui che conosce perfettamente certe situazioni: "Sono contento che questo tipo di gara faticosa, difficile e spigolosa sia arrivata subito adesso in Coppa Italia perché ci ricorda a tutti quanti quello che sarà il campionato e quello che troveremo in trasferta. Non giocheremo sempre al Granillo, troveremo campi come quello di oggi (ieri, ndr), anche peggio e dobbiamo essere bravi come l'anno scorso a riuscire ad adattarci a fare legna quando c'è da fare legna, a giocare a calcio quando c'è da giocare a calcio. Sono molto contento che sia successo oggi così ci diamo tutti una ripresa." Come fosse un avviso ai naviganti, perchè per salire di categoria serve dominare di tecnica e talento, ma anche gettarsi in mezzo al fango ed emergere con la faccia sporca ma soddisfatta. La Reggina, in una Serie D che non è come i campionati di livello superiore, dovrà usare fioretto e martello senza sottovalutare nessun avversario. La buona, ottima prova della Vibonese servirà come monito agli amaranto. I favoriti assoluti sono e restano Barillà e compagni, ma nulla è già scritto in partenza. Denti stretti e lotta totale, anche così si vince la Serie D e la partita di Palmi l'ha ricordato a tutti.

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