
A Palmi ancora una volta (e per l’ennesima volta...) il campo sportivo cittadino (il Leggendario Giuseppe Lopresti) si è vestito a festa per una partita di richiamo (l’incontro valevole per la Coppa Italia Serie D tra Reggina e Vibonese vinta dopo i calci di rigore dagli amaranto). Eretto nel lontanissimo 1932 come campo del Littorio ha scritto pagine e pagine di calcio prestigiose al fianco della Palmese e lo ha fatto fin dai quei memorabili anni ’30 quando, a reggere la presidenza di una squadra conosciuta in tutta Italia con l’appellativo di “squadra miracolo”, c’era il Commendatore Vincenzo Pirrottina [il 9 giugno 1935 (anno del punto più alto mai raggiunto) ospitò l’Andrea Doria nella prima giornata valevole per il girone finale per la promozione in Serie B, liguri che caddero sotto i colpi di Orzan e compagni]. Anni che li vide affrontare e anche battere in un catino divenuto arduo da violare le blasonate: Catania (ci giocò due volte raccogliendo un pareggio e una sconfitta inferta da Volpe), Catanzaro, Cosenza, Messina (strepitosa la tripletta di Morisco che li vinse), Reggina (il roboante 7-0 ebbe del clamoroso), Salernitana e a seguire tante e tante altre blasonate del calcio italiano (Bari, Casertana, Foggia, Lecce, Arsenal Taranto, Trapani, Palermo... rosaneri affrontati qualche anno fa (in occasione del gran ritorno in Serie D) e fermati (alla pari del Bari...) sullo 0-0.
Oltre agli incontri ufficiali (l’ultimo contro un’altra squadra di grido, il Marsala, andò in scena ai primi di marzo del 2020) le partite rimaste nella storia sono state le prestigiose amichevoli contro le compagini ungheresi Bocskay e Buday contro la Roma e la Fiorentina e negli anni ’60 contro il Varese (per l’occasione il commissario prefettizio, dottor Campagna, offrì a nome della città due medaglie d’oro ricordo a Luigi Ossola e Franco Maroso, fratelli di Franco Ossola e Virgilio Maroso periti a Superga), il Verona (scaligeri vittoriosi ma il protagonista assoluto fu l’incontenibile Savoia), il Padova, la Reggiana, il Modena e il Lecco. Nel reggino, eccetto l’Oreste Granillo, non vi è un campo così ricco di storia. Un campo che grazie al calcio (sport cittadino per eccellenza che si pratica da oltre un secolo) ha dato a Palmi e continua a darle tanto “girando” anche nel campo cinematografico la più bella storia che si potesse immaginare. Una storia le cui gesta di un calciatore giunto nel profondo sud per ritrovare l’amore per il calcio (Etienne Morville) l’ha avuto come palcoscenico nel palcoscenico al punto oggi da diventare più che un emblema ma un autentico simbolo di una Palmi che non può non guardare al futuro senza il suo bel campo posto alle pendici del monte Sant’Elia.


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