
La Calabria e Vibo Valentia hanno bisogno, oggi più che mai, di una pista di atletica leggera idonea, capace di accogliere allenamenti e meeting di livello nazionale e internazionale. La regina degli sport, l’atletica, è ancora senza una vera casa: lo testimoniano i sacrifici di atlete come Giovanna Romeo, che negli anni ’80 e ’90, senza strutture adeguate e con allenamenti improvvisati tra pinete e campetti periferici, è riuscita comunque a vestire la maglia azzurra e a stabilire record regionali sui 100, 200 e 400 metri, tuttora imbattuti.
La sua storia è un esempio di resilienza e determinazione, ma anche un monito alle istituzioni: senza impianti adeguati, i giovani calabresi non hanno reali possibilità di crescere nello sport. In questa intervista, Giovanna racconta le difficoltà di ieri e di oggi, l’orgoglio delle sue radici vibonesi e il futuro che spera di consegnare alle nuove generazioni attraverso l’impegno per una pista finalmente degna di questo nome.
A proseguire sulla strada tracciata dalla madre, ma allenandosi su impianti veri in Emilia Romagna, è la figlia Viola Canovi, classe 2008, che ha conquistato uno straordinario quinto posto nei 200 metri ai Campionati Europei Under 20 di Tampere, in Finlandia.
Ecco l’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva
Giovanna Romeo, quando hai iniziato a correre? Come sono stati i tuoi primi passi nell’atletica a Vibo Valentia?
L’inizio è stato molto difficile, perché non c’era la cultura dell’atletica. Non ero appoggiata da mia madre, da nessuno. Non c’erano allenatori. Poi ho saputo che Pasquale Mazzeo, che poi è stato il mio primo e unico allenatore, portava dei ragazzi ad allenarsi in località Colamaio a Pizzo, in pineta. Da Vibo partiva con la sua macchina, li caricava e li portava lì. Ma per me non c’era mai posto, perché la macchina era già piena. Per un anno intero io gli ho telefonato chiedendo di allenarmi. Alla fine, per sfinimento, mi ha detto “dai” e mi ha portata a un campetto vicino casa, alla Libertas, verso Triparni. Mi disse: “fammi vedere cosa sei capace di fare”. Da lì non mi ha più mollato. Però per me gli allenamenti sono stati sempre difficili: grazie a lui ho potuto allenarmi, ma ci dovevamo sempre spostare in macchina, non c’era una pista. E purtroppo devo dire che le cose non sono cambiate: con molto dispiacere mi rendo conto che per i nostri ragazzi non c’è la possibilità di fare atletica.
Quello della pista di atletica è un cavallo di battaglia: da anni si parla di un impianto a Vibo Valentia. Il progetto era rimasto nei cassetti per 30 anni, ma ora i fondi sono stati recuperati. Speriamo sia la volta buona. Dopo questi inizi difficili, cosa è successo?
Ho fatto comunque il Corso di Laurea e contemporaneamente gareggiavo. Ho vestito due volte la maglia azzurra. Ho iniziato tardi, a 18 anni, e magari in un altro contesto avrei potuto cominciare prima. Poi mi sono trasferita in Emilia per lavoro e gli impegni non mi hanno più permesso di continuare. Nel frattempo ho avuto una figlia, che ho instradato all’atletica perché è la mia grande passione.
Tua figlia ha già brillato a livello internazionale… ma torniamo a te: quanti record regionali hai ancora tra le mani?
Sì, mia figlia ha partecipato ai Mondiali Junior e si è piazzata quinta nei 200 m! Quanto a me: i miei record regionali calabresi sui 100 m, 200 m e 400 m, sia nella categoria Junior che Assoluti, sono ancora imbattuti.
Da una parte è bello pensare questo, dall’altra significa che l’atletica calabrese si è fermata a tanti anni fa. Le piste oggi sono fatiscenti e non regolari. È un handicap enorme.
Sì, assolutamente. L’anno scorso ho portato mia figlia a Siderno, dove anni fa c’era un bell’impianto. Ho trovato solo asfalto e sterpaglia e mi sono vergognata davanti a mia figlia. A Reggio Calabria la pista era stata chiusa a lungo, poi riaperta, ma senza progetti concreti. Per i nostri ragazzi è fondamentale avere la possibilità di praticare lo sport. Per me l’atletica è stata più di uno sport: mi ha aiutata nella vita ad affrontare momenti difficili. Ti tempra lo spirito, ti dà strumenti per superare situazioni complesse. Per questo è fondamentale che la provincia di Vibo porti a termine il progetto della pista. Spero con tutto il cuore che venga realizzato presto.
Tu sei vibonese e lo rivendichi con orgoglio.
Assolutamente. Io sono vibonese e torno almeno due volte l’anno: in estate e a Natale. Mi sento a tutti gli effetti sempre vibonese ed anche le mie figlie.
Anche tua figlia, dunque, ha radici vibonesi e la stessa passione per la velocità. È una bella eredità.
Sì, esatto. Quando è nata, il ginecologo disse che non aveva mai visto una neonata con i muscoli: aveva già i quadricipiti formati! Era nel DNA. Viola si è appassionata subito: ricordo la sua prima gara, da bambina, si spaventò al colpo di pistola dello start. Poi si è innamorata della corsa. Con molta serietà e passione si è trasferita con me da Reggio Emilia a Modena, per allenarsi in una società più strutturata ma mantenendo la stessa allenatrice. Perché il rapporto atleta-allenatore è fondamentale.
Tu che hai vestito l’azzurro, ti rivedi un po’ in tua figlia quando corre?
Sì, anche se non l’ho mai forzata, perché deve sentirlo dentro. Però quando la vedo è come se fosse un mio prosieguo, non una rivincita ma una continuità. Io vivo emozioni fortissime, battiti a mille, gambe che tremano: è bellissimo, non potevo essere più fortunata.
Un quinto posto agli Europei Juniores è un grande risultato. Cosa ti sentiresti di dire ai ragazzi della provincia di Vibo, che oggi non hanno spazi adeguati per fare atletica?
Se fossi genitore di un ragazzo con passione, voglia e talento, lo porterei via. Qui non avrebbe possibilità di arrivare. È doloroso dirlo, ma è la realtà. Io stessa l’ho vissuto sulla mia pelle e oggi la situazione è peggiorata.
Un appello alle istituzioni: cosa chiedi concretamente?
Dico a chi ha possibilità di fare qualcosa per i ragazzi: muovetevi. L’atletica è la regina delle discipline. Offre salti, corse veloci, resistenza, lanci: ogni giovane può trovare la sua passione. Ma serve un impianto adeguato. Lo sport educa, forma caratteri, migliora il rendimento scolastico. Facciamo questa pista al più presto, se vogliamo bene ai nostri ragazzi. Glielo dobbiamo.
Record calabresi di Giovanna Romeo ancora imbattuti
- Record Regionali Junior e Assoluti Femminili (100/200/400 m):
- 100 m – 11.9 – Romeo Giovanna (Pol. Hipponion) – Siderno, 12/07/1988
- 200 m – 25.0 – Romeo Giovanna (Pol. Hipponion) – Reggio Cal., 24/09/1988
- 400 m – 55.94 – Romeo Giovanna (NAF Aranca) – Tolentino, 17/06/1989
- 4×200 – 1:49.8 – NAF Aranca (Tripodi–Tripepi–Faccioli–Romeo) – Reggio Cal., 06/05/1989



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