
Un gol, un'altra rete clamorosamente non vista dalla squadra arbitrale e la prima vittoria messa a referto. Questo il dinamico e non banale primo pomeriggio stagionale al Granillo. Una domenica intensa e ricca di passione per gli oltre 4 mila tifosi presenti allo stadio. Un terreno di casa che rinvigorisce la Reggina, leggermente depressa dopo la sconfitta di Favara. Stavolta è successo contro una delle rivali più accreditate per la promozione. Quella Nissa tanto sprecona nel primo tempo, a sottolineare che gli amaranto ancora al massimo non sono affatto. Una migliore attenzione difensiva e una maggiore concretezza sotto porta arriveranno col tempo. Intanto, i primi tre punti sono presi e per il momento va bene così.
ALTALENA L'aria di casa è tutta un'altra cosa, ma non è questa l'unica differenza sostanziale rispetto all'avvio di gara di sette giorni fa. Rispetto a Favara, la Reggina approccia decisamente meglio la gara e l'indice migliore per spiegare il tutto è facile facile da trovare. Al 10', infatti, la Reggina va già in vantaggio. Ragusa penetra in area dalla fascia destra. L'ex Sassuolo fa a sportellate e non perde palla, guadagna il fondo e mette basso a rimorchio per Ferraro che dall'area piccola tira a botta sicura. C'è una deviazione ma non decisiva, il pallone sarebbe comunque finito in porta. Dal canto suo, la Nissa subisce quasi inerme per poi presentarsi in partita di fatto solo al 22', ma in maniera decisamente concreta. Rischia tantissimo Palumbo, troppo impegnato a rimanere alto e decisamente tardivo nel recuperare la posizione in contropiede. Proprio dal suo lato, sfrutta la voragine l'ex di giornata De Felice che si invola a tu per tu con Lagonigro. Al tiro, l'attaccante di fascia sinistra si divora la rete mettendo di un soffio al lato. I minuti passano, la Reggina cala drasticamente in ritmo e attenzione, la Nissa esce fuori con continuità. La dimostrazione di tale successione è tutta ad una decina di minuti dalla fine del primo tempo, quando la difesa amaranto comincia a scricchiolare. Blondett non tiene il passo, Palumbo è spesso fuori posizione e Girasole non trova il tempo giusto d'intervento. Ne stava per approfittare proprio al 35' Diaz, capace di penetrare con fin troppo facilità tra le vie centrali. Davanti a Lagonigro allarga troppo il pallone e manda alle ortiche una grande opportunità. La squadra di Trocini ha bisogno di scuotersi, un lampo che arriva poco dopo con un lancio lungo illuminante di Palumbo ad involare verso la porta Barillà. Creuso riesce a deviare in angolo. Un corner dove nascerebbe una chiara e nitida rete su colpo di testa dall'area piccola di Ferraro. L'arbitro ha la visuale impallata da diversi giocatori e si affida al guardalinee che non segnala la rete. Difficile parlare di gol fantasma, perchè la palla era ampiamente entrata. Errore, dunque, per la squadra arbitrale.
NEL NOME DI MIMMO Avremmo potuto inserirlo nelle note del tabellino, come spesso accade per omaggi, minuti di silenzio e simili. Oggi, no, non era sufficiente. Non per togliere qualcosa a qualcuno, ma perchè il ricordo ci tocca da vicino. Durante l'intervallo è stato deposto un mazzo di fiori in tribuna stampa in memoria di Mimmo Cannizzaro. Per tutti noi giornalisti e addetti ai lavori ha rappresentato più di uno storico e stimato steward al servizio del Granillo e di chi ci viene per raccontare il calcio. Il signor Cannizzaro era un uomo buono, semplice e genuinamente appassionato di pallone. Mai spiccava in mezzo a un gruppo, stava sulle sue ma aveva un sorriso e una buona parola per tutti, cercando di aiutare ogni giornalista - e non solo - che aveva necessità in tribuna o sala stampa. Ex giocatore a livello dilettantistico e stimato sia a Reggio Calabria che a Villa San Giovanni, sua città dove ha vissuto insieme alla tanto amata famiglia, che oggi - nelle persone dei suoi due commossi figli - ha voluto regalare un momento doveroso e soprattutto sentito da parte di tutti. Tanti cari saluti signor Cannizzaro, che tu possa guardarci e guidarci in tribuna anche da lassù.
Tornando in campo nel secondo tempo, i protagonisti sono in maglia bianca con riga obliqua amaranto e stemma d'altri tempi. In particolare uno, Ferraro che si divora la doppietta. Rinvio lungo di Blondett ad allentare la pressione. Il pallone è alto in direzione di Bruno davanti la difesa. Il difensore viene contrastato di gran carriera da Ferraro, che a sportellate vince lui, tiene palla, salta l'altro centrale Silvestri con una giocata di fino e va al tiro. Proprio la conclusione è l'unica imperfezione: gol solo sfiorato. Va segnalo, come pesante notizia negativa, l'infortunio di Lagonigro. Il portierone amaranto è costretto a lasciare il terreno di gioco al 80' per un problema al ginocchio. Sono proprio gli ultimi minuti a rianimare la storia della gara, seppur senza intaccare il tabellino. Una discesa poderosa del buon esordiente Gatto che pesca Ragusa sul palo opposto con un ottimo cross. Peccato per la successiva conclusione, strozzata troppo e terminata al lato.
Il tabellino
REGGINA-NISSA 1-0
Reggina (4-3-3): Lagonigro (78' Boschi); Palumbo, Blondett, D. Girasole, Gatto; Correnti (53' Mungo), Laaribi, Barillà (71' Porcino); Ragusa, Ferraro (62' Montalto), Di Grazia (74' Grillo). In panchina: Boschi, Adejo, Salandria, Lanzillotta, Chirico. All. Trocini.
Nissa (4-2-3-1): Creuso; Rapisarda (70' Crisci), Bruno (94' Tumminelli), Silvestri, Megna; Palermo, Cittadino (83' Dampha); De Felice, Ciprio (61' Napolitano), Kragl (61' Rotulo); Diaz. In panchina: Castelnuovo, Croce, Rotulo, Crisci, Agnello, Marino. All. Di Napoli.
Squadra arbitrale | Arbitro: Gabriele Sciolti di Lecce. Assistenti: Francesco Minerva di Lecce e Gabriele Lovecchio di Brindisi.
Marcatori: 10' Ferraro (R).
Note | Spettatori: 4507 di cui 2873 abbonati e 0 nel settore ospiti. Ammoniti: Laaribi (R), Ragusa (R), Barillà (R), Lagonigro (R), Cittadino (N), Palumbo (R). Calci d'angolo: 6-1. Recupero: 4' pt, 10' st.







.gif)
.gif)





