
858 giorni. Tanto è passato dall'ultima volta che la Reggina è scesa in campo al Granillo in notturna. La luce dei riflettori ad illuminare la gloriosa maglia amaranto, uno stadio stracolmo di tifosi festanti e un sogno chiamato Serie A alimentato da un finale di partita che, a tempo scaduto, aveva condotto la squadra di Pippo Inzaghi ai playoff. Tempi andati che sembrano passati da un'eternità, eppure era solo il 2023. Oggi, le sensazioni sono diverse. Dalla tribuna alzi gli occhi e vedi la gradinata chiusa, così come la curva nord. Ti soffermi sul campo e analizzi una partita di Serie D con il solo obiettivo di ritornare ai tre punti per non compromettere, già a settembre, un discorso promozione che non significherebbe massima serie ma "soltanto" ritorno tra i professionisti. Quanta malinconia, quanta tristezza. Eppure ci si consola con il fatto di essere vivi e questo conta più di ogni altra cosa. Quello stemma e quella maglia corrono luminosi sul terreno di gioco, quel tifo passionale non manca mai e un sogno nel cuore c'è sempre. Mai lamentarsi, mai guardare indietro e nemmeno avanti, il segreto per la felicità è vivere il presente con leggerezza. Il presente - però - è difficile da digerire. Gli uomini di Trocini hanno perso clamorosamente contro la Gelbison in partita con dentro di tutto: contestazione e contro-contestazione dagli spalti, reazione di orgoglio e mazzata a tempo scaduto.
DISASTRO AMARANTO Ritmi bassi e compassati in avvio di gara, con due circostanze ben visibili. La prima è legata ad una serie quasi infinita di errori tecnici nel giro palla amaranto. La seconda ci porta tra gli ospiti, con una Gelbison tutt'altro che arroccata in difesa, ma decisamente propositiva. Se la matematica non è un opinione e quindi 1 più 1 fa 2, allora succede che il vantaggio è campano. Il tutto si materializza dopo 20' di gioco. Calcio d'angolo dalla destra egregiamente battuto da Russo verso il secondo palo. Lì si trova tutto solo - con grandi colpe di una difesa amaranto mal piazzata - Visconti, che ha modo di coordinarsi e scaraventare in porta la palla di prima intenzione con un gesto tecnico decisamente bello da vedere. Gli amaranto, nonostante una prestazione tutt'altro che convincente, hanno la forza di non abbattersi e continuano a condurre la propria partita. Chi la dura la vince e al 32' l'arbitro fischia calcio di rigore per la Reggina. Mischia furibonda in area da cross rasoterra, Mungo va a terra ma non c'è fallo. Qualche istante dopo viene atterrato Montalto e lì sì che è tempo degli undici metri. Tutto molto bello, peccato che sia un fuocherello di paglia. L'occasione è cestinata dall'errore di Edera con un'esecuzione maldestra da palla in curva. La doppia doccia fredda - gol subito e rigore sbagliato - diventa tripla nell'azione successiva di marca Gelbison. Visconti è completamente libero di seminare il panico sulla fascia sinistra, riuscendo a servire al centro dell'area l'altrettanto smarcato Piccioni. Insomma, tutto troppo facile per i campani con tiro ravvicinato dell'attaccante e rete del doppio vantaggio.
TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO Non ha molte possibilità la Reggina, tranne quella di segnare il prima possibile ad inizio secondo tempo e mettere le basi per una rimonta che avrebbe del clamoroso. La speranza arriva, eccome se arriva. Bastano tre minuti dopo il ritorno dagli spogliatoi e il gol amaranto è un fulmine a ciel sereno. Di quelli che squarciano in due tutto ed elettrizzano chiunque. La rete porta la firma di Mungo, bravo a risolvere una mischia con pallone a mezz'altezza indirizzato di prima intenzione in porta. Da qui in avanti bisogna cavalcare l'entusiasmo e sfruttare l'inerzia a proprio favore. Come non passare, allora, da Simone Edera. L'uomo con maggiore qualità trova il pareggio con un'efficace parabola di Di Grazia a pescare il compagno di fascia opposta. Per l'ex Torino, ben appostato, è facile realizzare il suo primo gol stagionale alla gara d'esordio. Di Grazia ha così il tempo di servire l'assist per poi uscire. Il 10 lascia il posto a Ragusa che, non appena entrato, sfiora la rete in girata di testa da calcio d'angolo. Non ci sono ulteriori grandi azioni da gol, eppure Barillà e compagni ci provano con grinta e orgoglio. Stasera, però, è solo questioni di docce fredde una dopo l'altra. Proprio al 90', quando si è di fatto entrati nel recupero e il pareggio sembra il risultato più congruo, la Gelbison si affaccia per la prima volta in avanti e con una girata di testa di alta classe Papaserio trafigge sul secondo palo Lagonigro per quello che potrebbe essere l'episodio conclusivo di una disfatta. C'è solo il tempo per l'espulsione di Ferraro che qualcosa di non amichevole avrà detto all'arbitro. A quel punto sì che la cronaca di un tracollo ha appena vissuto la fine della storia.
STADIO SPACCATO Esplode facilmente la contestazione dello stadio, con la curva sud a bersagliare principalmente Ballarino con un "non ti vogliamo più" e tanto altro di meno trascrivibile, bandiere e striscioni ammainati e una pioggia di fischi che certamente non aiutano la squadra già durante il corso del primo tempo. E pensare che si era partiti con i fuochi d'artificio e la scritta "vincere" proprio dal settore più caldo del Granillo. La tribuna ha risposto a tono urlando "fuori" e "forza Reggio alè" a chi in curva continuava a bersagliare la dirigenza amaranto anche sul 2-2. Insomma, il calcio è un'altra cosa e infatti la partita ha offerto grandi emozione con un risultato pirotecnico e dei capovolgimenti di fronte esaltati. Ciò che conta è sempre e comunque la Reggina che esce con le ossa rotte per quello che - adesso si può certificare - è un inizio stagione da incubo.
Il tabellino
Reggina-Gelbison 2-3
Reggina: (4-3-3): Lagonigro; Palumbo, Blondett, D. Girasole, Gatto (74' Distratto); Mungo, Laaribi, Porcino (60' Barillà); Edera (74' Grillo), Montalto (76' Ferraro), Di Grazia (60' Ragusa). A disposizione: Boschi, Adejo, R. Girasole, Correnti. All. Trocini.
Gelbison (3-5-1-1): Corriere; Donida, Gorzelewski, Viscomi; Pellino (43' Papaserio), Teijo (66' Liurni), Mele, Diabate, Zugaro; Russo (57' Gonzalez); Piccioni (76' Ferreira). A disposizione: Sakho, Carcione, Tilli, Liurni, Fernandez, Leo. All. Carcione.
Squadra arbitrale | Arbitro: Mansour Faye (Brescia). Assistenti: Andrea Mapelli (Treviglio), Edoardo Monelli (Busto Arsizio)
Marcatori: 21' Visconti (G), 37' Piccioni (G), 48' Mungo (R), 56' Edera (R), 90' Papaserio (G)
Note | Spettatori: 4.423 di cui 7 ospiti. Ammoniti: Teijo (G), Zugaro (G), Donida (G), Porcino (R), Ferreira (G). Espulsi: Ferraro (R). Calci d'angolo: 5-3. Recupero: 2' pt, 6' st.


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