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Savoia-Reggina, le pagelle a freddo: amaranto smarriti, spicca solo il portiere

2025-09-29 10:00

Paolo Messina

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Savoia-Reggina, le pagelle a freddo: amaranto smarriti, spicca solo il portiere

Settembre si chiude con troppi interrogativi e nessuna risposta per gli amaranto

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Quando una partita si ritrova i portieri come migliori in campo, allora qualcosa che non va c'è sicuro. Lato Savoia, è una gioia per gli occhi vedere esibirsi De Lorenzo in una serie folle di miracoli. Il tutto, però, a culmine di una compattezza difensiva inevitabile per una squadra che ha visto il pareggio come oro nelle carte. Indice decisamente negativo, invece, l'ottimo Lagonigro. E meno male che c'è lui tra i pali amaranto, impegnato a parare di tutto e in ogni modo. Una formazione come la Reggina dovrebbe avere nell'estremo difensore il classico spettatore non pagante, invece si tratta dell'ultimo baluardo prima della disfatta. Questa sì che è una caratteristica comune a qualsiasi compagine in piena crisi. D'altronde si parla di due sconfitte, una vittoria e due pareggi in settembre disastroso per Barillà e compagni.

 

DI TUTTO E DI PIÙ L'1-1 maturato in terra campana nelle scorse ore ha, per l'ennesima volta, messo in luce una prestazione variegata della Reggina. E non è affatto un bene per una squadra che dovrebbe essere letale e soprattutto senza soluzioni di discontinuità sia di risultato che di gioco. Eppure, si assiste ad un avvio di gara ben strutturato seppur - come sempre - sterile in fase offensiva. Solo la fortuna e un errore avversario strizzano l'occhio agli amaranto con quel calcio di rigore che Barillà trasforma. Da quel momento, da una formazione sulla carta di livello superiore, ci si aspetterebbe la messa in cassaforte del risultato. Servirebbe spingere alla ricerca del secondo gol, quello di una maggiore tranquillità. Invece, la prestazione cambia ancora con gli amaranto intenti ad abbassare drasticamente il baricentro, chiudersi in difesa e rimanere costantemente nella propria metà campo come se ci fosse un confine impossibile da superare. Di fatto, è un modo inconscio per dire al Savoia di attaccare e rientrare in partita. I campani non ci pensano due volte ed ecco il pareggio. Come se non fosse abbastanza, i ragazzi di Reggio cambiano ancora atteggiamento e prestazione lanciandosi in un arrembaggio finale confuso ma che, con la qualità che a tratti e troppo tardi emerge, quasi quasi riesce a trasformarsi in gloria. Una circostanza che rende ancora più amaro il pareggio. Se la Reggina ha la capacità di creare palle gol a raffica e in velocità come visto negli ultimi 20 minuti, perchè non gioca così in maniera lineare per tutta una partita? Ah che domanda, sarebbe perfetta da chiedere a Trocini. Peccato che siano tutti in silenzio stampa, ancora.

 

TATTICA UGUALE CONFUSIONE Probabilmente non è l'unico problema. Evidentemente qualcosa nel gruppo non funziona e non si trova la giusta motivazione, eppure c'è un discorso tattico che sembra mettere i bastoni fra le ruote alle prestazioni amaranto. Mister Trocini le sta provando di  ogni, forse spingendosi troppo oltre. Non parliamo tanto dei due giocatori leggermente fuori ruolo come Rosario Girasole terzino e Porcino ala offensiva - scelte plausibili anche nell'ottica delle tre partite in sette giorni - ma è doveroso concentrarsi sull'azzardato cambio di modulo della ripresa. Il passaggio dal 4-3-3 ad un 3-5-1-1 di dubbia forma non trova facili spiegazioni. Addirittura cambiare l'assetto difensivo, irrobustire il centrocampo e diminuire il peso offensivo quando ci sarebbe da attaccare con maggiore pulizia tattica e insistenza per chiudere la gara? Tant'è che l'effetto è opposto, con il pareggio del Savoia. A quel punto si ritorna subito al collaudato 4-3-3, ma francamente la troppa confusione di idee e scelte non fanno certamente bene ad una squadra in crisi. Questa è oggi la dimensione della Reggina.

 

Le pagelle

 

Lagonigro 7: Salva dei gol potenzialmente fatti, con uscite perentorie e parate attente quanto difficili. Di gran lunga il migliore in campo dei suoi. Senza la sua presenza difficilmente il conto dei gol subiti si sarebbe fermato a 1.

 

R. Girasole 6: Ha compiti e attitudini marcatamente difensivi e non potrebbe essere altrimenti per un centrale schierato terzino. Serve a dare maggiore equilibrio al reparto, ma probabilmente avrebbe contributo maggiormente nel suo ruolo naturale. Dal 68' D. Girasole sv.

 

Adejo 5: Si stacca spesso dalla linea difensiva, soprattutto sui rinvii lunghi del Savoia, per anticipare gli avversari con la giusta scelta di tempo, ma restando in posizione avrebbe evitato di lasciare scoperta la sua zona. I rischi arrivano proprio lì. Si perde la marcatura di Favetta, complice Blondett. Dal 72' Di Grazia sv.

 

Blondett 6: Gli interventi salva risultato non si contano più dopo nemmeno mezzora di gioco. Si getta a coprire ogni buco e appare implacabile. Si perde, come detto per Adejo, la marcatura di Favetta dimostrando un'affinità non perfetta con lo stesso Daniel.

 

Gatto 5.5: Propositivo in fase offensiva, dialoga bene con Porcino sulla fascia sinistra con sovrapposizioni potenzialmente interessanti. Un suo cross è insidioso nella ripresa. Soffre come tutti nella confusione generale in fase difensiva del secondo tempo.

 

Mungo 5.5: A differenza di quanto visto finora in stagione, non incide nè in fase di possesso nè in mediana. Eppure non commette sbavature di alcun tipo. Dal 60' Palumbo 5: fatica subito a mantenere la posizione e a giocare in difesa. Per lo più non è incisivo nemmeno in fase di possesso, ma quello è un problema di tutta la squadra.

 

Laaribi 5.5: Recupera palloni in quantità industriali e difende saggiamente in mediana. Quando c'è da impostare il giro palla, invece, si eclissa e non fa girare nessun ingranaggio. Bene ma solo ma metà e non può bastare.

 

Barillà 5.5: Freddo e impeccabile nel realizzare il calco di rigore. Niente meno, niente più. La sua partita inizia e finisce lì. Dal 72' Salandria 6: Entra dalla panchina e dispensa subito un cross interessante e pericolose a servire Porcino. Ci prova come può ad invertire l'ennesimo pomeriggio negativo della Reggina.

 

Edera 6: Palla al piede in velocità è una gioia per gli occhi. Dribbling e visione di gioco, peccato che all'appuntamento con il gol non è mai presente e la difficoltà si fa sentire. Clamorosa la rete divorata sfiorando il palo, proprio dopo una percussione palla al piede. Dal 83' Ragusa sv.

 

Montalto 4: Si guadagna un calcio di rigore, il secondo dopo la Gelbison. La sua partita inizia e finisce qui, con uno strappo alla regola negli ultimi 20 minuti grazie ad una serie colpi di testa non trasformati in gol solo per dei miracoli del portiere avversario. Proprio quando sembrava in crescita, seppur ad intermittenza, commette una leggerezza difficile da capire con quell'espulsione gratuita, lasciando la squadra senza attaccanti titolari per la prossima partita. Non funziona così.

 

Porcino 6: Cross pericolosi e inserimenti insidiosi in una posizione da esterno inusuale negli ultimi tempi, ma che sembra esaltarlo nuovamente. E' tra i pochi a non mollare nel secondo tempo, facendo salire la squadra palla al piede, ma non è seguito da nessuno.

 

All. Trocini 4.5: Opta per dei cambi singolari tra i titolari. Porcino ala offensiva, Rosario Girasole all'esordio non da centrale ma da terzino destro. Dopo un'ora di gara dimostra ancora una volta tutta la sua personalità e il suo coraggio passando ad un inedito 3-5-1-1 con Edera dietro a Montalto, Palumbo e Gatto esterni a tutta fascia e il trio di difesa composto da Rosario Girasole, Adejo e Blondett. Un assetto difficile da capire, il che asseconda le difficoltà amaranto dopo il vantaggio. Non esattamente una mossa irresistibile. Tant'è che poco dopo arriva il gol del Savoia, a controprova di come tale cambio abbia definitivamente affondato la squadra. Corre ai ripari, ma la riscossa finale è questione d'orgoglio, certamente non tattica. Sembra aver perso la rotta e ritrovarla adesso sarà una missione bella tosta.

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