
Il derby dello Stretto ha detto molto, ma nulla di positivo in chiave Reggina. La grande e tanto attesa partita - seppur declinata in una triste Serie D per entrambe le rivali - ha certificato una volta per tutte come gli amaranto non funzionino e non siano al livello di quei proclami di gloria fatti in estate. L'ennesima prestazione diligente e nulla più degli avversari, come accaduto spesso fin qui in stagione, ha messo a nudo tutte le ben note difficoltà di Barillà e compagni. L'1-0 inflitto dal Messina rischia, adesso, di essere il punto di non ritorno in un campionato rivelatosi sorprendentemente catastrofico.
ELEFANTE NELLA STANZA Questa è una squadra che non ha idee per creare azioni pericolose, attuando una manovra di gioco sterile, imprecisa e inutile. Diventa così difficile arrivare negli ultimi 20 metri dove parlare di polveri bagnate è sbagliato, visto che le polveri non arrivano nemmeno ai cannoni per poter provare a sparare e vedere quel che succede. Costruzione inesistente, attacco disperso nel nulla e - per lo più - difesa facilmente perforabile. Trovare qualcosa di positivo tra le maglie amaranto è un'impresa probabilmente più ardua del veder giocare bene la squadra di Trocini. Se qualcuno si era illuso nella vittoria di domenica scorsa contro un avversario modesto come il Ragusa o del successo in Coppa in pieno turnover contro il Sambiase, allora bisognerebbe chiedersi se davvero si è mai visto una partita di calcio. Proprio il calcio è un gioco che dimostra di conoscere bene un Messina concreto e cinico. I peloritani hanno messo in campo una difesa solida e rocciosa, con una linea a cinque ben disposta e che nulla ha concesso e tutto ha rispedito al mittente, compresi gli spifferi d'aria che soffiavano molto lentamente da Reggio Calabria. Pressando anche bene, i giallorossi ripartivano velocemente in contropiede spaccando in due la timida difesa amaranto e concretizzando qualsiasi occasione pericolosa dalle parti di Lagonigro con un gol o con situazioni interessanti. Se non fosse per la penalizzazione, i siciliani sarebbero ben più avanti della Reggina in classifica, involati verso la promozione. Peccato, leggendo il tutto in chiave amaranto, che in estate a Reggio si facevano proclami verso la cavalcata quasi da invincibili con vista Serie C e dalle parti di Messina si parlava di retrocessioni, fallimenti e altri brutti termini. Il campo, poi, è un'altra storia e per la Reggina il derby dello Stretto ha "semplicemente" sbattuto in faccia una realtà che si intravedeva fin dalla prima gara stagionale: questa squadra non è all'altezza di se stessa.
FINALMENTE SI PARLA Fin dalla sconfitta contro la Gelbison nessun tesserato amaranto aveva osato proferire parola come da rigida scelta societaria. Un club che adesso non ha più retto tale decisione ed è uscito allo scoperto direttamente con il proprietario. Proprio Ballarino ha riacceso i microfoni di una sala stampa, parlando apertamente a noi giornalisti che da tempo aspettavamo un qualche tipo di dichiarazione e soprattutto una presa di posizione della dirigenza riguardo l'andamento negativo della squadra. Per il patron, il problema non è tanto l'allenatore - di cui fa capire che un eventuale esonero non risolverebbe molto - quanto i giocatori stessi. Ballarino dichiara senza mezzi termini: "Devo chiedere scusa per quello successo oggi (ieri, ndr.) e nelle domeniche passate ai nostri tifosi, perchè la squadra che ho visto è ridicola. Dico le cose per come sono, la squadra è senza cuore. Alla fine del primo tempo avevo detto loro: 'se oggi noi perdiamo questa partita, molti di voi hanno il dovere di chiedere la rescissione del contratto', perchè questa è una squadra in teoria costruita per vincere il campionato e oggi si trova in una posizione ridicola. Troppo facile andare dal mister e dire: 'la società non ha più fiducia in te, sei esonerato'. Significa dare la responsabili all'allenatore e dare la possibilità a un gruppo di giocatori importanti di poter dire che 'non è colpa nostra'. Sto aspettando le decisioni della squadra e la società, secondo quello che loro diranno, prenderà sicuramente delle decisioni e ce ne assumeremo le responsabilità. Se non riesco a stoppare una palla non è mica colpa del mister, parlo di gente che fino a ieri la palla la faceva passare sopra la testa degli altri, quindi qualcosa c'è. "
Parafrasando le parole di Ballarino e interpretandole nell'ottica del prossimo futuro, è chiaro che verrà presa una decisione di rottura rispetto fino a quanto fatto finora. Vero che la colpa non è solo di Trocini, ma non può pagare l'intera squadra solo perchè nel calcio non si possono "esonerare" tutti i calciatori nel bel mezzo di una stagione. Più facile, come spesso accade, cercare la scossa con un cambio di allenatore e ciò - probabilmente - arriverà se davvero il rapporto tecnico tra squadra e staff tecnico si è rotto. Del resto, come dice Ballarino, la squadra non ha messo cuore e grinta, ma è altrettanto vero come l'allenatore non riesca più ad incidere su un gruppo che non gira in nessun modo. Si attendono, quindi, novità di un certo peso da un momento all'altro.
Le pagelle
Lagonigro 5.5: Sorpreso dal colpo di testa vincente di Roseti, va al tuffo leggermente in ritardo ma avrebbe potuto far poco davanti ad una conclusione estremamente angolata. Per il resto ha poco su cui incidere.
Gatto 5: Soffre le scorribande in velocità del Messina proprio dalla sua parte di campo e si eclissa anche quando c'è da attaccare. Vive dell'inerzia della partita che è totalmente a sfavore suo e della squadra. Spostato sulla sinistra nella ripresa avrebbe più spazio, ma è impreciso nel gestire palla e non crea nulla.
Blondett 5.5: Salva su Fragola all'ultimo secondo con un intervento di gran carriera ad evitare un'ulteriore beffa. Peccato che non sia così perentorio durante il resto della gara.
D. Girasole 5.5: Si spende per la causa senza mollare mai, facendosi dare palla in impostazione dal basso e salendo sempre nei calci d'angolo, dove rappresenta come di consueto una mina vagante. Peccato che una goccia nel mare non fa differenza. Non è perfetto in marcatura in mischia nel gol giallorosso e sembra soffrire la velocità avversaria.
Fomete 5.5: Inesistente in fase offensiva per tutto il primo tempo, non si sovrappone quasi mai a Di Grazia. Lo fa una volta rientrato dagli spogliatoi, dispensando anche qualche cross pericoloso. Proprio quando sembra aver ingranato la marcia giusta, Trocini lo richiama in panchina. Dal 61' Palumbo 5: Innocuo e impalpabile, non partecipa con successo alla comunque sterile manovra amaranto e in difesa continua ad accusare evidenti lacune dettate dall'essere fuori ruolo.
Correnti 5: Mezzala mobile, entra in area al momento giusto. Peccato che quando riceve palla prende spesso scelte sbagliate e non riesce mai a concretizzare i suoi movimenti davanti alla porta. Dal 61' Barillà 5: Non sarà al meglio visto il problema al polso, ma un calciatore così difficilmente riesce a dare un contributo determinante.
Mungo 5: Alza la testa palla al piede, ma non serve bene nessun compagno. Si limita al compitino del giro palla nello stretto, di fatto senza offrire nulla alla squadra. Dal 82' Zenuni sv.
Porcino 5.5: Presente oggi così come quasi 9 anni fa nell'ultimo Messina-Reggina. I segni dei tempi non si fanno sentire per lui, che si propone sempre in avanti e si sbatte per la causa come può. Sembra essere l'unico dei pochi a crederci per davvero ma, un pò come Girasole, rappresenta un miraggio nel deserto.
Grillo 5.5: Preparazione al cross e successiva palla in mezzo sono i suoi pezzi forti, sempre ben eseguiti ma mai sfruttati dai compagni. Dunque, il tutto appare come un compitino e nulla più, ma non è totalmente colpa sua. Dal 55' Edera 5: L'esempio di un giocatore fine a stesso, riesce ad accendersi solo nel tentare la giocata in solitaria. Con la squadra dialoga poco e male. Avrebbe l'opportunità di segnare nell'unica rocambolesca azione amaranto, ma prende la traversa da pochi passi.
Ferraro 5: Gioca molto di sponda e si abbassa, ma fatica ad addomesticare il pallone. Soffre un gioco di squadra che si dimentica di servire gli attaccanti e naufraga nel mare tempestoso amaranto.
Di Grazia 5: Prova ad accendersi con giocate personali, ma gli manca palesemente la corrente per dare vita al tutto. Come spesso accade, è un corpo estraneo alla manovra corale. Discontinuo e solitario, due caratteristiche che non possono farlo diventare uomo della svolta. Dal 73' Pellicanò sv.
All. Trocini 4: Grillo dal 1' al posto di Edera sorprende e non convince, così come la continua bocciatura di un Laaribi imprescindibile per creare un minimo di manovra ragionata. Scelte dei titolari discutibili a parte, la sua squadra ancora una volta non ha idee nel giro palla e risulta senza personalità praticamente in ogni frangente. L'allenatore dovrebbe trovare soluzioni, ma al momento non se ne intravedono e lui appare semplicemente sconsolato in panchina. Quando Fomete sembra prendersi in mano la partita, provando quanto meno a buttare palla in mezzo con precisione e forza, il mister lo sostituisce e non ne capiamo il motivo. La truppa non ha mordente, ma lui non riesce nemmeno a girare il timone di una nave già bella che naufragata.


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