
Capo Verde (Stato insulare dell’Africa occidentale posto a circa 570 Km. dalla terra ferma formato da un arcipelago di isole e isolotti che coprono un’area di 4.033 Km.2 la cui capitale è Praia e la cui scoperta risale al XIV secolo…) in campo calcistico si è appena ritagliato il suo più alto momento di gloria. Battendo, infatti, l’eSwatini (fino al 2018 Swaziland) la nazionale [il cui unico trofeo che vanta (la Coppa Amílcar Cabral, trofeo riservato alle nazionali dell’Africa Occidentale) lo fece suo nel 2000, mentre in Coppa d’Africa ha esordito solo nel 2013 raggiungendo come massimo obiettivo (nel 2013 e nel 2023) i quarti di finale] si è qualificata per la prima volta ai campionati mondiali di calcio essendo tra l’altro, con i suoi circa 500.000 abitanti, il più piccolo Stato che l’immenso continente africano abbia mai portato alla massima rassegna per nazioni.
A condurlo nel punto più alto di sempre (ai mondiali disputati in Brasile nel 2014 a dire il vero ci era arrivato, ma per aver schierato nella partita con la Tunisia un calciatore squalificato, Fernando Varela, la F.I.F.A. decretò la sconfitta a tavolino che ne spezzò il sogno) è stato il cinquantacinquenne capoverdiano Pedro Leitão Brito detto Bubista alla guida della nazionale dal 2020. Inseriti nel gruppo D, il cammino degli squali blu, dopo un inizio stentato (contro: Angola, eSwatini e Camerun raccolsero 4 punti appena…) è poi letteralmente cambiato grazie a sei vittorie e a due pareggi, che gli han permesso di staccare di quattro lunghezze il favoritissimo Camerun (costretto agli spareggi e ai play off intercontinentali), l’ultima delle quali (il 3-0 inferto all’eSwatini) con l’ex Hellas Verona (dagli inizi di settembre in forza ai portoghesi del Casa Pia… Rocha Livramento), a smuovere lo 0-0 al minuto 48 mandando in delirio calciatori e tifosi presenti in massa all’Estádio Nacional de Cabo Verde.
Nell’attesa che il quadro delle 48 partecipanti si completi e nell’attesa di eventuali altre new entry (Uzbekistan e Giordania sono fin ora le altre due grandi novità), l’incantato arcipelago africano di origine vulcanica adagiato sulle tiepide acque dell’Oceano Atlantico, il cui isolamento dalla terra ferma ha consentito lo sviluppo di oltre novanta specie endemiche (tra queste figura un piccolo albero… il marmolán), la squadra di club più titolata è il Mindelense, la lingua ufficiale è il portoghese e la popolazione si professa per la maggioranza cristiana cattolica, si gode il suo meritatissimo momento di gloria pronto sul far dell’estate che verrà a sbarcare nelle lontane Americhe per godersi una prima da sogno assieme ai suoi calorosissimi e coloratissimi tifosi.


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