
Pioggia di fischi, assenza di palle gol e mancanza totale di idee in campo. Questo ha detto il Granillo, nulla di nuovo da queste parti in una stagione che sembra soltanto un grande teatro dell'orrore. Almeno non si perde, verrebbe da dire con tono sarcastico a pochi minuti dalla fine. Peccato che nel recupero addirittura si riesce a subire un gol da un avversario che mai aveva attaccato in 90 minuti. C'è solo da piangere in chiave Reggina, dove si viene superati da una Vigor Lamezia in pieno cambio di allenatore ed equilibri di gioco. Ne nasce un pesante e difficilissimo da accettare 0-1 tra un primo tempo che più sterile non si può e una ripresa disseminata di tentativi senza alcuna concretezza con delusione atroce finale. La squadra di Trocini delude ancora una volta le aspettative e continua a peggiorare una situazione che già all'ottava giornata sembra irrecuperabile.
FORMAZIONI VARIETÀ La Reggina aveva un disperato bisogno di vittoria e prestazione convincente, ma anche di una scossa capace di andare in profondità fino al cuore e alla mente dei calciatori. Un sussulto bello forte che prova ad innescare già Trocini con delle scelte di formazione decisamente sorprendenti. Da Porcino dirottato nel ruolo di terzino, Salandria e Laaribi titolari e Mungo in panchina nelle fluide gerarchie di centrocampo, per non parlare soprattutto della seconda esclusione consecutiva dal 1' di Simone Edera - poi in campo da falso nove causa infortunio di Ferraro - stavolta per far posto a Palumbo. Non sappiamo se siano le mosse della disperazione o il segnale di uno stravolgimento generale tra gli equilibri di squadra, fatto sta che il tecnico amaranto prova a cambiare formula per cercare sostanza senza riuscirci nemmeno per un istante. Ne abbiamo per tutti i gusti nella formazione di casa come in quella ospite, dove Mancini è alla prima panchina in biancoverde. Dal 3-5-2 si passa al 3-4-3 iniziale con nuove scelte tattiche e di uomini. Insomma, squadre non nuove ma quasi e - nonostante ciò - sempre in chiara difficoltà.
POLO NEGATIVO Com'è normale che sia per due squadre reduci da risultati negativi, nonostante i buoni propositi dei cambi di formazione, si gioca a ritmi compassati per tutta la partita. La Vigor è alle prese con l'ambientarsi e il prendere le misure alla nuova veste tattica disegnata dal neo allenatore biancoverde Renato Mancini, mentre gli amaranto tengono palla in maniera eccessivamente timida come al solito. Reggina che arriva per la prima volta dalle parti di Ianni al quarto d'ora su calcio d'angolo. Di Grazia crossa forte e teso, in mischia svetta di testa Barillà colpendo bene ma mandando al lato non di molto. L'occasione del capitano è di fatto una vocina bassa bassa che nemmeno senti all'interno di un frastuono fatto di fischio all'indirizzo degli amaranto e di un nulla totale sul piano del gioco. Per di più, a ridosso della fine del primo tempo alza bandiera bianca Ferraro e al suo posto Trocini sorprende ancora mandando in campo Edera da falso nove. Del resto in panchina non c'è il giovane Pellicanò lasciato in tribuna e neppure Montalto squalificato (nostro l'errore di considerarlo indisponibile per scelta tecnica alla vigilia, ndr).
PUGNO IN FACCIA La svolta sembra poter verificarsi in avvio di ripresa ma è un miraggio poco credibile. Di Grazia mette finalmente in mezzo uno dei suoi tanti palloni ben lavorati in solitaria. A colpire di testa dopo un rapido inserimento è Salandria, il quale trova il fondo sfiorando il palo. Ad andare vicino alla rete è anche Blondett al 10', abile a svettare sul primo palo da calcio d'angolo del solito Di Grazia. Ad opporsi è un gran riflesso di Ianni, anche se l'azione viene cancellata dal fischio dell'arbitro per presunto fallo in attacco. Pur senza incidere, quanto meno, la Reggina ci prova conquistando calci d'angolo in serie e andando al tiro con Edera e Di Grazia su tutti, seppur senza mai trovare lo specchio della porta. Dal fronte opposto, la Vigor Lamezia sembra arrendersi al dato di fatto di essere dentro un assedio sterile ma comunque totalizzante degli amaranto, tanto da non avvicinarsi non solo a Lagonigro ma nemmeno alla metà campo avversaria. Invece di sfruttare la situazione a proprio favore, Barillà e compagni restano inermi con le mai tra i capelli davanti ad azioni che sono solo un abbozzare qualcosa senza metterci chissà quale determinazione. Basterebbe già così? Nemmeno per sogno, c'è tempo per perderla una partita in cui quanto meno non si era subito nulla. In pieno recupero, con tutti in attacco si perde palla. In volata Lagonigro salva su Guerrisi, ma sulla ribattuta Staiano anticipa tutti i difensori rientrati affannosamente e a porta vuota realizza il gol che non può sapere di beffa, ma di orrore puro e semplice. C'è da spaventarsi nel vedere giocare la Reggina, nient'altro da dire.
Il tabellino
REGGINA-VIGOR LAMEZIA 0-1
Reggina (4-3-3): Lagonigro; Lanzillotta, Blondett, D. Girasole, Porcino (16' 'st Grillo); Salandria (22' st Correnti), Laaribi, Barillà; Palumbo (16' st Fomete), Ferraro (38' pt Edera), Di Grazia (39' st Rizzo). In panchina: Boschi, R. Girasole, Mungo, Gatto. All. Trocini.
Vigor Lamezia (3-4-3): Ianni; Montebugnoli, Errico, Sanzone (43' st Del Pin); Guerrisi; Simonetta, Marcellino (6' st Staiano), D'Anna; Spanò (15' st Bammacaro), Tandara, Mascari (24' st Embalo). In panchina: Verdosci, Rossi, La Vecchia, Chirico, Amendola. All. Mancini.
Terna arbitrale | Arbitro: Antio Pio Pascuccio (Ariano Irpinio). Assistenti: Stefano Orlando (Modena), Piergiorgio Stotani (Viterbo).
Marcatori: 49' st Staiano (V).
Note | Spettatori: 3951 di cui 259 ospiti. Ammoniti: Ianni (V). Calci d'angolo: 7-1. Recupero: 2' pt, 6' st.









