
Vittoria con l'elmetto doveva essere e vittoria con l'elmetto da partita sporca è stata. Così si prospettava Sancataldese-Reggina per gli amaranto, prima ufficiale per mister Alfio Torrisi alla guida di una squadra che ha smarrito - anzi non ha mai trovato - se stessa e adesso prova a riemergere dalle sabbie mobili della crisi. Basta un gol di Montalto per prendersi tre punti e muovere la classifica. Essere pienamente soddisfatti, però, non si può. Del resto è mancata una costruzione di gioco fluida, così come le palle gol e i tiri in porta, la lucidità in momenti diversi, la voglia di chiuderla e l'occupazione dell'area di rigore con più uomini. Insomma, ancora tanto da lavorare per un gruppo che fatica a muoversi da insieme, da collettivo che ragiona come fosse una cosa sola. Ci si augura che il tecnico siciliano ci possa arrivare quanto prima, per adesso si archivia il ritorno al successo guardando avanti con timida fiducia.
Le pagelle amaranto
Boschi 7: Sostituire Lagonigro non è un compito semplice, ma lo assolve con personalità e bravura. L'attacco innocuo della Sancataldese lo agevola, ma nell'unico reale pericolo esegue un'ottima parata alzando sopra la traversa una conclusione ravvicinata che poteva sorprendere chiunque.
Palumbo 6: Ritorna da terzino, dopo una serie di partite nel suo ruolo naturale di ala e sembra maggiormente sicuro di sé. Bene in protezione e copertura, come raramente si era visto finora. Tenta una serie importanti di lanci lunghi e verticalizzazioni, ma fatica a dialogare con i compagni.
Blondett 4.5: Ingenuità colossale per uno dalla sua esperienza, l'espulsione è un macigno che pesa sulla sua prestazione. Sfiora il gol nel primo tempo, staccandosi dalla difesa e avanzando fino all'area d rigore. Poi cala sempre di più tra pericolose palle perse e interventi fuori tempo, fino alla seconda ammonizione.
D. Girasole 6: Sempre tutto d'un pezzo, non ha molti pericoli da arginare dalle sue parti. Si concede qualche scorribanda senza successo, ma appare sempre lucido e pronto quando c'è da fare la voce grossa davanti agli attaccanti avversari.
Distratto 6.5: Sembra un veterano del ruolo, non un under e non si è visto spesso in questa condizione. Ha fiducia in sé stesso, dialoga bene con i compagni e tiene palla senza paura. Parte da lui e dalla sua giocata l'azione del vantaggio. Ora è chiamato a mostrare continuità. Dal 72' Gatto sv.
Mungo 5: Spesso lontano dalla manovra, non riesce nemmeno ad inserirsi in area di rigore con puntualità. Meno dinamico e più statico del solito, non certo la miglior versione di sé stesso. Dal 80' R. Girasole sv.
Laaribi 5: Imballato nel giro palla, fuori tempo negli interventi in copertura. Si prende anche un giallo per fallo di frustrazione. Sembra accusare le recenti prestazioni sottotono. Dal 55' Salandria sv.
Porcino 6.5: Dinamico e capace di svariare posizione in mezzo al campo così come sulla fascia sinistra dov'è più incisivo anche di Di Grazia, che di ruolo farebbe l'ala. Con personalità trova l'assist per Montalto, grazie ad un cross basso e teso frutto di un'intelligenza tattica importante. Cala drasticamente nel secondo tempo, senza accendere più la luce. Dal 64' Barillà sv.
Grillo 5: Batte i calci d'angolo dalla destra ed è l'unico modo per entrare in partita, si fa per dire. Non viene ricordato per nulla in particolare, rappresentando di fatto un corpo estraneo alla manovra. Si fa sentire principalmente nel motivare i compagni e nel mantenere tutti concentrati ed è comunque qualcosa.
Montalto 7: Uno così ti serve sempre quando le cose non girano. Non viene praticamente mai servito dai compagni e, in teoria, non avrebbe modo di incidere. Lui resta sempre in agguato in area nonostante tutto e al primo cross utile segna da vero opportunista. Ringhia in pressione su ogni pallone e non molla mai. Questo è il vero bomber da categoria superiore che tutti conoscono, fattore decisivo per le sorti della squadra.
Di Grazia 5: Impreciso nella gestione palla, mai pericoloso sia in solitaria che provando a servire i compagni. Dimostra sempre quel senso di incompiutezza rispetto al gioco collettivo. Una sorta di vorrei ma non posso, dotato da talento cristallino ma limitato da una collettività che non gira. Dal 75' Adejo 7: Salva un gol in pieno recupero con un intervento perentorio, lotta su ogni pallone e infonde lucidità e saggezza com'è sempre richiesto da uno del suo calibro.
All. Torrisi 7: Prova a svegliare la squadra chiedendo grinta e personalità e, per lunghi tratti della partita, sembra un predicatore nel deserto. Ci sarà tempo per costruire qualcosa di concreto dal punto di vista tattico, ma sapeva benissimo che l'obiettivo era solo vincere dando una scossa che - nonostante tutto - è riuscito ad infondere ai suoi dimostrando carattere da vendere e consapevolezza della situazione. Lasciatelo lavorare e seguitelo tutti, verrebbe da dire. Darà soddisfazioni.


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