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Talento senza tempo: Domenico Fiorino e il calcio del futuro

2025-11-04 10:59

Angela Galluccio

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Talento senza tempo: Domenico Fiorino e il calcio del futuro

“Ai ragazzi dico di giocare e divertirsi. Ai tecnici, chiedo di lasciarli liberi di esprimersi"

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Il movimento dilettantistico giovanile, punto di riferimento fondamentale per la crescita del calcio italiano, trova nella Lega Nazionale Dilettanti e nelle sue Rappresentative LND grande spazio e visibilità. Questo avviene grazie ad amichevoli, tornei e stage organizzati su tutto il territorio. Alla base c’è un intenso lavoro mirato ad accompagnare calciatori e calciatrici in un percorso di crescita che possa aprire loro le porte del professionismo.

 

Tra i protagonisti di questa macchina organizzativa c’è Domenico Fiorino, riconfermato per il secondo anno consecutivo come Responsabile Scouting LND per l’Area Sud. I dati mostrano un trend ormai consolidato, perché sempre più giocatori che vestono la maglia delle Rappresentative riescono poi ad attirare l’attenzione delle società dei campionati maggiori:

 

 “Questo è indice del fatto che tutti insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro e l’obiettivo è cercare di migliorare ulteriormente i numeri positivi dello scorso anno. Ci sono tanti ragazzi promettenti e sta a noi metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio. È gratificante vederli intraprendere questo percorso dove imparano gradualmente a vivere un ambiente professionale e a capire cosa li aspetta in futuro”

 

Tra i tanti, sono recenti i trasferimenti di Giona Laganà (2001) alla Juventus e quello di Alessandro Fusaro (2010) all’Hellas Verona. Non farsi sfuggire il talento è prerogativa dell’attento lavoro di scouting che nelle regioni del Sud Italia fa riferimento proprio alla guida di Fiorino. Le valutazioni si basano sul metodo TIPS (Tecnica, Intelligenza, Personalità, Speed) e su un codice a colori per classificare i profili più interessanti, ma l’analisi guarda anche oltre la tecnica:

 

Abbiamo un team di osservatori che ogni weekend si reca sui campi a vedere le partite. È un lavoro continuo, ma ci dà molte soddisfazioni. Naturalmente sappiamo che esistono tante variabili che possono condizionare la prestazione individuale in una gara e per questo motivo le nostre osservazioni seguono un orizzonte temporale più lungo. Consideriamo anche comportamento e atteggiamento, dentro e fuori dal campo. Servono occhi esperti e chi fa questo mestiere porta con sé anni di esperienza”.

 

Domenico Fiorino ricopre anche il ruolo di Coordinatore tecnico delle Rappresentative regionali e de ‘La Giovane Calabria’, ormai giunta al suo quinto anno. Anche in questo caso, i risultati sono più che positivi, con diversi giovani calabresi selezionati dai commissari delle squadre Nazionali LND. Ma è anche la stretta collaborazione con  i club dilettantistici a fare la differenza:

 

“Questo progetto, nato insieme al Presidente Mirarchi, ci permette di individuare fin da subito i ragazzi con maggiore talento e di seguirli nel loro percorso di crescita. Abbiamo notato con estremo piacere che anche le società stanno aderendo sempre di più alle nostre iniziative e sono felici di ricevere le nostre chiamate. Questo dimostra che siamo stati credibili in ciò che facciamo e i rapporti con loro sono ottimi”.

 

Prima ancora di ricoprire ruoli dirigenziali, Fiorino ha scritto pagine importanti da giocatore. È stato il primo, nella sua famiglia, a inseguire un sogno che lo ha portato lontano, fino a entrare nel cuore di tutti i tifosi:

 

“Rispetto ad ora, noi non avevamo molte risorse a disposizione. Ci allenavamo e giocavamo su campi di terra e quella è stata la nostra vera palestra. Sono davvero felice di ciò che ho vissuto, ma la cosa che più mi gratifica è che ancora oggi, quando torno in quei posti, la gente si ricorda di me”.

 

La sua carriera parte da Palmi, dove il talento emerge fin da ragazzo. A soli 15 anni segna il primo di una lunga serie di gol, che gli permetteranno di stabilire record su record e di costruire un legame indissolubile con i colori neroverdi:

 

Ho esordito in Serie D in una partita contro la Paolana, subentrando quando il risultato era a favore loro ed ebbi la fortuna di segnare il gol del pareggio. La Palmese mi ha dato la possibilità di vivere la mia passione fino in fondo. Sognavo di chiudere la carriera con quella maglia addosso e riuscirci è stato davvero emozionante.

 

E a chiunque si chieda quale fosse il suo segreto, la risposta è nella passione autentica con cui ha vissuto quei momenti. Dietro ad ogni rete si nascondono spesso emozioni profonde e tra queste ce n’è una in particolare:

 

“Io vivevo per segnare. Seguivo ogni indicazione che mi veniva impartita, ma il mio pensiero fisso era quello di tornare a casa con almeno un gol segnato. Era una vera ossessione per me. Mi porto dietro tanti bei ricordi tra cui uno dal sapore dolce amaro: a Messina ho dedicato un gol a mio padre quando stava male e per farlo ci ho messo tutto me stesso. Oggi non c’è più ma è stato bello poter vivere quel momento insieme a lui.”

 

Fiorino lascia un’eredità preziosa per i giovani che partendo dai campi dilettantistici possono seguire l’esempio di chi, con tenacia, passione e duro lavoro, ha raggiunto traguardi importanti. Proprio a loro rivolge un messaggio:

 

Ai ragazzi dico di giocare, divertirsi e mostrare le proprie qualità. Ai tecnici, invece, chiedo di lasciarli liberi di esprimersi: non limitiamoli troppo con le tattiche. Lasciamoli dribblare, inventare. Solo così possono crescere e sviluppare il loro talento.

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