
Il numero tre che tutto spiega e tutto rasserena. Terza vittoria consecutiva della Reggina, terza volta con la porta inviolata. Poi ci sarebbe anche un due a rappresentare i gol fatti oggi, ma va bene così. Numeri a parte, la certezza è che gli amaranto si sono definitivamente ritrovati come testimonia il successo mai messo in discussione contro il fanalino di coda Paternò. Non era affatto scontato riuscire ad avere la meglio, ma gli uomini di Torrisi ci sono riusciti imponendo la propria qualità superiore ed è ciò che conta nonostante la classifica che ancora non può far venire il sorriso. Questo, però, è un discorso a parte.
TUTTO E SUBITO Ci si gode una squadra propositiva, aggressiva e votata all'attacco. Così la Reggina si è presentata sul campo del Falcone-Borsellino di Paternò, prendendosi con forza e velocità redini della partita e risultato a favore. Del resto, passano solo 11 minuti prima che l'arbitro comandi un calcio di rigore per fallo di Marchetti su Edera. L'ex Torino sublima l'ottima pressione alta, mettendo il piede davanti al capitano rossoblu intento a rinviare palla. Quest'ultimo calcia di fatto l'avversario, commettendo un chiaro fallo. Dal dischetto, Ragusa spiazza il portiere e apre il via alla supremazia reggina, suggellata con il raddoppio di Rosario Girasole al 24'. Da calcio di punizione di Ragusa la sfera finisce sulla linea di fondo, ma Mungo rimette dentro e con un tiro-cross colpisce la traversa. Sulla ribattuta corta si fionda il giovane difensore che di piatto appoggia in porta da pochi metri. L'uno-due spegne ogni speranza siciliana, che già di per sé apparivano flebili vista l'attitudine difensiva e l'inconsistenza palla al piede. Con una supremazia così nitida il rischio di abbassare l'attenzione e far rientrare in partita gli avversari resta sempre alta, ma tranne qualche piccolo e isolato errore, la Reggina non perde mai la tranquillità.
GESTIONE PURA La storia non si capovolge nel secondo tempo, ma per certi aspetti le parti si invertono. La Reggina non ha più l'interesse e nemmeno le energie per attaccare e pressare nella stessa maniera di quanto fatto nei primi 45'. Il Paternò, dal canto suo, non avendo molto da perdere prova ad alzare il proprio baricentro alla ricerca di un episodio che avrebbe riaperto la partita. Nonostante il cambio di ruoli dal punto di vista del canovaccio tattico, in porta ci arriva - seppur timidamente - la Reggina. Un flebile colpo di testa di Ferraro al 67' scalda i guantoni di Branduani. La difesa amaranto lavora più del primo tempo, ma spegne al momento giusto ogni offensiva siciliana. I padroni di casa riescono a rendersi pericolosi, infatti, solo ad un quarto d'ora dalla fine quando Boulahia scarica un potente tiro verso Lagonigro. Il portiere amaranto è attento a deviare in angolo, evitando una rete che avrebbe rinvigorito i rossoazzurri. Squadra di Torrisi che risponde con un gol clamorosamente mancato di Pellicanò a 10' da termine. Subentrato a Ferraro, il giovane attaccante si trova a millimetri dalla linea della porta quando colpisce di testa e riesce a mandare alto. Mani tra i capelli e delusione per una rete che avrebbe rappresentato il fischio finale anticipato.
INUTILE SOFFERENZA La grande nota stonata non si fa mancare per la Reggina che, quasi a tempo scaduto (88'), resta in dieci per una clamorosa ingenuità di Sartore. Già ammonito, calcia via il pallone a gioco fermo e si guadagna il secondo cartellino giallo. Un'espulsione senza senso, che non guasta la festa alla Reggina ma la costringe a soffrire inutilmente. Denti stretti e vittoria portata a casa con una ripresa non negativa, ma quantomeno sottotono. Ci si accontenta di uno 0-2 maturato nel primo tempo? O si da il massimo e oltre per trovare altre reti nella ripresa? Risposte che sanno di filosofia. La concretezza delle cose ci dice che dopo un nefasto periodo di crisi, la Reggina sta conquistando vittorie in serie e il resto conta poco. Certo, è altrettanto concreta una nona posizione in classifica a meno 8 punti dalla vetta ma non si può avere tutto e subito. Un passo alla volta gli amaranto dimostrano di esserci, qui e ora.
Il tabellino
PATERNO'-REGGINA 0-2
Paternò (4-3-3): Branduani; Marchetti (75' Di Maria), Scalon, Ursino (60' Ambrogio), Ferrandino; Camara (85' Jungling), Di Stefano, Krstevski; Lucca, Fernanandez, Boulahia. In panchina: Lucatelli, Lopes, Saitta, Marchese, La Rosa, Rizza,. All. Mascara.
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Lanzillotta, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi (86' Macrì), Mungo (60' Fofana); Edera (70' Di Grazia), Bevilacqua (45' Sartore), Ragusa; Ferraro (75' Pellicanò). In panchina: Summa, Desiato, Palumbo, Fomete. All. Torrisi.
Terna arbitrale | Arbitro: Samuele Camia (Nichelino). Assistenti: Francesco Serusi (Oristano), Francesco Marri (Gradisca D'Isonzo).
Marcatori: 13' rig. Ragusa (R), 24' R. Girasole (R).
Note | Rispettato un minuto di silenzio in memoria di Nicola Pietrangeli. Spettatori: dato non comunicato. Ammoniti: Mungo (R), Laaribi (R), Marchetti (P), D. Girasole (R) Sartore (R), Ambrogio (P). Espulsi: 89' Sartore (R) per somma di cartellini gialli. Calci d'angolo: 5-3. Recupero: 3' pt, 6' st..




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