
L’ambiente calcistico (in particolare quello calabrese e salentino) piange l’improvvisa scomparsa del 67enne Carmelo Miceli. Nato a Cosenza e formatosi con le giovanili del Rende ricoprendo il ruolo di difensore per poi passare al Monza in Serie B (senza, però, mai scendere in campo) e con il Lecce (ci giocherà dal 1977 al 1987 mettendo insieme tra Serie B, Serie A e Coppa Italia oltre 300 presenze e qualche rete) che si ritaglia il ruolo di autentica bandiera (il 20 aprile 1986 ci sarà anche lui nell’incredibile 2-3 con la Roma messa sotto da Di Chiara e da una doppietta di Barbas che tarperà le ali sulla via del possibile Scudetto all’undici di Sven Goran Eriksson).
Trasferitosi all’Ascoli (marchigiani che manterranno la Serie A togliendosi la soddisfazione di far fuori dalla Coppa Italia il Milan di Arrigo Sacchi che si aggiudicherà lo Scudetto), al Catanzaro e al Nola, attaccate le scarpe al chiodo agli inizi degli anni ’90 intraprenderà l’avventura in panchina con le giovanili del Cosenza. Dopo aver guidato: Messina, Ragusa, Corigliano, Rossano, Casarano, Pisticci, Cosenza (altra esperienza con le giovanili) e Turris, si sposta a Palmi nella stagione 2005-06 guidando la Palmese per un breve periodo intercorso tra Casciano e il compianto Fornaciari scomparso anche lui quest’anno.
Terzo e ultimo allenatore della tribolata stagione neroverde che si sarebbe conclusa con la retrocessione in Promozione perdendo i play out contro il Corigliano Schiavonea. Finita la parentesi alle pendici del monte sant’Elia ricoprirà il ruolo di vice allenatore di Cosenza e Catanzaro. Poi (2008-09) esperienza all’estero con i belgi dell’Union Saint Gilloise. Ritornato in Italia allenerà i pugliesi del Sogliano Cavour, il Montalto e il Roggiano.









