
Tempo di bilanci? Quasi. Del resto, il clima natalizio è perfettamente nell'aria e manca davvero poco al 2026. Prima, però, c'è più di qualcosa da fare in questo 2025 che sta per terminare. Prendete la Reggina, chiamata a salutare il proprio pubblico - già oltre 6 mila spettatori sicuri di un posto - in quella che domani sarà l'ultima partita annuale allo stadio Oreste Granillo. Nulla di speciale in palio, se non tre punti per continuare a sperare in una difficilissima rimonta. Avversario il Milazzo, squadra da battere per dimostrarsi all'altezza dell'obiettivo chiamato rimontona.
La Reggina è finalmente tornata, anzi è entrata per la prima volta in stagione in serie positiva e parliamo di grande concretezza. Tre vittorie consecutive con la rete sempre inviolata. Dall’Enna fuori casa al Paternò di settimana scorsa sempre in trasferta, passando per il Gela al Granillo in mezzo. Nel giro di 20 giorni, gli amaranto hanno trovato un gioco fluido e concreto, una difesa solida e 9 punti in classifica che quantomeno tranquillizzano. Il tutto è frutto di un assiduo lavoro messo in atto dallo staff di mister Torrisi fin da quando l’ex tecnico del Trapani è arrivato a Reggio. C’è voluto del tempo prima di scorgere i primi frutti, ma adesso appare chiaro a tutti come Barillà e compagni siano finalmente pronti a combattere e a sperare che anche la più difficile delle problematiche venga risolta. Del resto, la classifica sbatte in faccia alla piazza amaranto la dura realtà di un nono posto a meno 9 punti dalla vetta. Il segreto è sempre quello: viaggiare a ritmo di una partita alla volta e guardarsi intorno solo nel girone di ritorno dove si potrà definitivamente capire se e quante speranze avrà la Reggina di evitare il quarto anno consecutivo in Serie D.
Andando per gradi, domani al Granillo si presenta una delle squadre più in forma dell’intero girone. I mamertini rossoblu possono guardare gli amaranto dall’alto verso il basso, stando ad una classifica che li vede al quarto posto a meno 3 punti dal primato e a più 6 proprio dalla squadra calabrese. Per di più, i siciliani vantano una striscia positiva di 4 vittorie consecutive che - allargando ulteriormente - si trasforma in 6 successi nelle ultime 7 partite. I numeri non mentono, parliamo di un grande ostacolo da superare. Niente di meglio per testare le reali qualità di una Reggina in crescita, vogliosa di recuperare punti a tutte le avversarie e dimostrare di non essere inferiore a nessuna delle compagini che la precedono in classifica. L’opportunità è di quelle importanti, l’esito della gara dirà molto in ottica zona alta.
La fase d’avvicinamento all’ultima sfida casalinga dell’anno ha registrato un gradito volto nuovo in casa amaranto. Nelle scorse ore è stato ufficializzato l’arrivo del terzino sinistro Panebianco (qui l’approfondimento) che potrebbe già giocarsi il posto con Distratto. Da considerare la lunga lista di assenti tra cui gli squalificati Sartore, Mungo e Salandria, gli infortunati medio/lungo degenti Barillà, Adejo e Porcino e i nuovi aggiunti Lanzillotta e Palumbo. Scelte obbligate, dunque, soprattutto a centrocampo dove i convocati sono solo quattro per tre posti. Di fatto rimarrà fuori dal 1’ solo uno tra Macrì, Fofana, Laaribi e Bevilacqua. Sulle fasce, Edera può entrare in ballottaggio con Di Grazia e Ragusa, ma quest'ultimo non è al massimo della condizione e potrebbe partire dalla panchina. Restano dei dubbi in difesa, dove si dovrà sopperire ai già citati infortuni di Porcino e Lanzillotta, di fatto i due titolari. Potrebbe essere dirottato in fascia Rosario Girasole, lasciando spazio a Desiato in mezzo. L'assetto più semplice, invece, vedrebbe l'impiego di Fomete. Vedremo cosa avrà preparato il buon Torrisi solo al momento delle distinte ufficiali e non sono escluse novità alla Macrì di qualche settimana fa, ovvero l'impiego di nuovi giovani. A tal proposito sono stati convocati il 2008 Bianchi e il 2007 Longo in difesa.
La probabile formazione della Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Fomete, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi, Fofana; Di Grazia, Bevilacqua, Edera; Ferraro.









