
Gira che ti rigira sembra tutto uguale a sé stesso. Ci ritroviamo ancora una volta a salutare un anno pronto a concludersi e ad accoglierne un altro ansioso di cominciare. Momento propizio per tirare le somme di quanto fatto e affidare i sogni al futuro prossimo. Eppure eccoci qui a vivere un qualcosa di già visto. Del resto la Reggina è sempre lì in Serie D, non è prima in classifica e spera di recuperare quegli apparentemente pochi punti che la separano dalla vetta in un girone di ritorno stracolmo di speranze e pressioni. Ecco che rispetto alla fine del 2024 nulla sembra cambiato dopo 365 giorni. Vige sempre quel senso di delusione per quanto si è sprecato, ma si fa largo un forte ottimismo per quello che potrà essere. E' in mezzo, nel lungo girovagare del percorso, che le cose sono cambiate e non poco.
UN PUNTO E UN SIRACUSA Riavvolgendo il nastro del 2025, la parola chiave buona per ogni mese è rimonta. Del resto, a gennaio scorso si parlava solo ed esclusivamente di questo. Colmare la distanza in classifica di ben 7 punti dalla capolista Siracusa con una squadra, quella di mister Trocini, condannata a vincere praticamente tutte le partite del girone di ritorno per sperare nel colpo grosso. Le cose sembrano andare per il verso giusto, i successi arrivano e i siciliani - giornata dopo giornata - sono sempre più a distanza di tiro. Come tutte le rese dei conti degne di una sceneggiatura epica, c'è sempre uno scontro diretto a fare da spartiacque. In questa storia, viene scelto il Granillo come teatro e un Reggina-Siracusa di inizio febbraio iniziato come una dolce commedia romantica e terminato in film dell'orrore. Gli amaranto passano in vantaggio, poi crollano nella ripresa. Una sconfitta che sul momento sembra già pesare come un macigno e così sarà alla fine dei giochi. Il Siracusa resta avanti e conserva la vetta. Gli amaranto continuano a lottare, perchè il buon Trocini non ha insegnato la distruttiva arte della resa ai suoi ragazzi, che a testa alta ci provano fino all'ultimo. Fino - complice il fallimento dell'Akragas - ad arrivare alla distanza beffa: un punto alla fine della stagione regolare a lasciare un devastante amaro in bocca ai reggini.
MONTAGNE RUSSE L'immensa delusione di dover disputare per la prima volta nella storia la terza stagione consecutiva in Serie D ha presto lasciato spazio ad un diffuso e forse fin troppo ottimistico, a guardarlo col senno di poi, senso di fiduciosa speranza. Un repentino cambio di umore che troppo spesso, nell'ultracentenaria avventura amaranto, ha giocato un brutto scherzo ai tifosi. Dopo un mini torneo playoff dominato, la conferma di Trocini in panchina e un mercato di alto livello tutto alimentava la benzina dell'ottimismo. Seppur ancora tra i dilettanti, l'obiettivo di dominare il girone conquistandosi la C già nei primi mesi di campionato sembrava facilmente alla portata. Nulla di più illusorio, anzi catastrofico. Squadra spenta, incapace di dimostrarsi all'altezza delle aspettative e finita nel baratro della zona retrocessione e di un'accesa contestazione culminata con il faccia a faccia tra ultras e calciatori. Inevitabile, a quel punto, l'esonero di Trocini e il ripiombare in una psicosi da ennesimo anno in D già prenotato.
ARRIVA IL SOLE La situazione al giungere di Torrisi era da salviamo il salvabile. Nessuno immaginava, nemmeno il più visionario dei tifosi, che il discorso promozione poteva nuovamente riguardare la martoriata Reggina. E invece, l'uomo venuto da Catania con esperienza gloriosa e carattere forte ha rimesso tutti i cocci al posto giusto e ricostruito una squadra con forza, autostima e concretezza. Tanto da concludere il girone d'andata a quattro punti dalla vetta. Cinque vittorie consecutive, tutte con la rete inviolata, sono il regalo di Natale per i tifosi amaranto. I sostenitori reggini hanno scartato sotto l'albero una parola, già letta e detta più volte, ma che sempre il suo effetto fa: speranza. Non sarà il sole bello caldo dell'estate, ma il tepore si sente.
SOSTANZIALE DIFFERENZA A rileggere quanto fatto in un anno di calcio, sembra davvero tutto un grande deja-vu, quel già visto che infastidisce. Sempre rimonte, sempre cali e risalite, anche due cambi di allenatore (Pergolizzi-Trocini 2024 e Trocini-Torrisi 2025). Eppure una grossa differenza c'è ed esattamente la benzina perfetta per alimentare la speranza. Oggi, a differenza di un anno fa, non c'è un Siracusa, non c'è una squadra padrona del campionato da spodestare. La Reggina, a guardare la classifica, dovrebbe fare la corsa su tre squadre: Igea, Savoia e Nissa tutte in vetta. Gli amaranto, in realtà, dovranno fare la corsa su se stessi. Confermarsi per prestazioni e risultati, rispettando le aspettative che la vedono di gran lunga superiore a chiunque militi nel girone I, sarà l'unico "Siracusa" della situazione. Mica poco, del resto. E allora sì che si può dire con forza: 2026, fatti avanti!"


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