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Pasquale Angiò, l'attesa di chi sa ancora incidere

2026-01-05 08:09

Redazione

CALCIO, calcio, intervista, pasquale-angio,

Pasquale Angiò, l'attesa di chi sa ancora incidere

"Il campo mi manca, ma sto lavorando per farmi trovare pronto"

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Dopo l’inizio di stagione all’Africo, pausa forzata per l’esperto difensore Pasquale Angiò, vissuta però con la determinazione di chi sa di avere ancora molto da dare.
Nei campionati dilettantistici, dove spesso contano più le certezze che le scommesse, l’esperienza resta una moneta preziosa. Pasquale Angiò, si allena, aspetta e osserva, con la consapevolezza di chi conosce i tempi del calcio dilettantistico e sa che una chiamata può cambiare tutto.

 

Abbiamo incontrato Pasquale ponendogli qualche domanda:

 

Quanto è importante, per un giocatore esperto, farsi trovare subito pronto?
È determinante non perdere i ritmi atletici, specialmente per chi come me ha superato i 35 anni, ma come sempre ho dimostrato nel tempo, non mi sono mai lamentato del duro e faticoso lavoro , riuscendo a tenere il passo di tanti giovani diciottenni.
 

Come stai vivendo questo periodo?
Lo vivo con estrema tranquillità e con la voglia di ricevere al più presto una chiamata da qualche squadra a prescindere della categoria.
 

È più difficile allenare il corpo o la testa quando manca il campo?  
Riesco a gestire al meglio  corpo e mente ma il campo e soprattutto lo spogliatoio ed i compagni sono cose insostituibili.
 

Che tipo di progetto stai cercando?        

Come detto mi manca un progetto "tranquillo" dove poter contribuire con la mia esperienza a supportare qualche mancanza. Ad Africo  si è partiti con molta pochezza di mezzi e di organizzazione, pensate che addirittura ho dovuto, spesso e volentieri, sostituire anche i tecnici. L'ambiente mi e rimasto e lo porterò nel cuore, ho conosciuto ragazzi eccezionali alcuni dei quali in futuro, sono sicuro, potranno dimostrare i grandi valori tecnici in possesso, ma bisogna lavorare sulla mente e la testa per avere una completezza e migliorare per ottenere  un percorso ottimale. Grazie al Presidente Modafferi che si è dimostrato, almeno nei miei confronti, molto disponibile. Solo che bisognava pensare da prima a rifondare la squadra e non aspettare il girone di ritorno. Ecco perché ho chiesto di andare via. Chiudo facendo gli auguri di un felice 2026  non solo all'Africo, ma a tutte le squadre della locride in primis e poi della Calabria e grazie a Voi di RC Sport.

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