
Il pomeriggio del 4 Gennaio a Vibo Valentia si è trasformato in una pagina intensa di sport e di umanità. Lo stadio “Luigi Razza” ha fatto da cornice alla finale regionale di Coppa Italia dilettanti, una sfida combattuta e vibrante tra Deliese e DB Rossoblù Città di Luzzi, capace di andare oltre il semplice risultato sportivo.
In campo le due squadre hanno dato vita a una gara vera, giocata con grande tensione agonistica ma sempre nel segno del rispetto. La DB Rossoblù ha messo il sigillo sull’edizione numero 34 della Coppa Italia regionale imponendosi per 2-1: vantaggio nella prima frazione con il colpo di testa di Miceli, pareggio della Deliese nella ripresa firmato Salomè e rete decisiva nel finale del subentrato Mosciaro.
Prima del fischio d’inizio, però, il calcio ha mostrato il suo volto più autentico. I giocatori della Deliese sono scesi in campo indossando una maglietta dedicata al piccolo Domenico Carbone, scomparso poco prima di Natale a Delianuova. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha unito squadra, tifosi e comunità nel ricordo di un bambino che aveva il pallone nel cuore.
Sugli spalti, il Razza si è colorato soprattutto di amaranto: Delianuova ha risposto presente in massa, con tifosi, rappresentanti dell’amministrazione comunale, il parroco e il vice parroco, in un abbraccio collettivo alla propria squadra. La presenza di tutto lo staff dirigenziale della FIGC di Catanzaro, con a capo il presidente dottor Saverio Mirarchi, ha dato ulteriore prestigio all'evento, sottolineando l'importanza della manifestazione e la grande considerazione in cui è tenuta la Coppa Italia.
Un episodio in particolare ha commosso tutti, quando un contrasto di gioco ha provocato la perdita di conoscenza di un giovane atleta della DB Rossoblù. In quei momenti concitati è emersa la grandezza dello sport nella sua dimensione umana: l’intervento immediato del dottor Domenico Fedele, medico della Deliese, è stato decisivo. Assistito anche dalla Croce Rossa di Vibo Valentia, il calciatore è stato stabilizzato, trasportato in ospedale e sottoposto agli accertamenti necessari.
Il dottor Fedele ha accompagnato personalmente l’atleta in ambulanza, per poi rientrare allo stadio e mettersi nuovamente a disposizione delle squadre. Un gesto che non è passato inosservato. Il presidente Mirarchi lo ha voluto ringraziare pubblicamente, sottolineando come “i primi interventi siano sempre interventi salvavita” e lodando la professionalità e l’umanità dimostrate.
Al termine dei 90 minuti, la cerimonia di premiazione ha incoronato la DB Rossoblù Città di Luzzi, premiata dal presidente Mirarchi, che ha anche consegnato una targa di ringraziamento all’amministrazione comunale di Vibo Valentia e alla società Vibonese per l’organizzazione dell’evento. La Deliese ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del vicepresidente FIGC Domenico Luppino, tra gli applausi del pubblico.
Ma il vero vincitore della giornata è stato lo sport nella sua accezione più nobile. La sconfitta non ha spento l’orgoglio della Deliese e dei suoi tifosi, consapevoli di essere protagonisti di una stagione importante, con la squadra saldamente in vetta al campionato di Promozione. La festa è solo rimandata.
A Vibo Valentia è andata in scena una finale che resterà nella memoria: per il risultato, per il ricordo di un bambino, per un medico diventato eroe silenzioso e per una comunità che ha dimostrato come il calcio possa essere, prima di tutto, una questione di cuore.
Clemente Corvo


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