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Reggina, è tempo di scontro diretto: a Caltanissetta per superare la Nissa

2026-01-10 18:54

Paolo Messina

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Reggina, è tempo di scontro diretto: a Caltanissetta per superare la Nissa

Quarta contro quinta, due punti di distanza e uno scontro diretto che può cambiare la stagione

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Una settimana fa si sarebbe parlato di attacco al vertice o di una lotta impari uno contro tre. Adesso che la Nissa si è staccata dall'ex terzetto di testa causa pareggio in quel di Milazzo, l'opportunità della Reggina non sarà quella di accorciare direttamente dal primo posto ma un ulteriore grande balzo in avanti, quello sì che sarà possibile. Domani alle 14:30 in terra siciliana, a Caltanissetta, si sfidano pur sempre quarta e quinta separate da due punti e chi si ferma è perduto.

 

PAROLE CHIAVE E ASPETTATIVE La Reggina sarà davanti al primo grande momento verità del girone di ritorno. La Nissa rappresenta una di quelle squadre da battere per dimostrare di valerla davvero quella rimontona sognata, cullata e alimentata dagli ultimi risultati positivi. Le sei vittorie di fila, rese immacolate da una rete amaranto mai violata, hanno issato la squadra di Torrisi a meno 4 dal duo di testa Savoia-Igea, ma si è solo a metà della tabella di marcia. Adesso, mettersi sperare nei passi falsi altrui non è il massimo, anzi è caldamente sconsigliato. Qualcuno si ricorda il Siracusa l'anno scorso, giusto? Meglio, molto meglio, contare su ciò che è possibile determinare con i propri mezzi, con le proprie prestazioni e capacità. Due sole parole riassumono tutto: scontri diretti. Domani la Nissa, poi nel giro di tre settimane il Savoia e solo a marzo Igea e Athletic Palermo. In mezzo, tante partite dure da vera Serie D tutta lotta e fango. Una corsa a tappe con alcune che valgono più di altre. Inciampare qua e là è un'ipotesi possibile ma chiaramente da evitare. L'imperativo, però, è quello di non sbagliare per nessuna ragione al mondo gli scontri diretti. Allora sotto a chi tocca, ecco la Nissa. Biancoscudati che in casa non vincono dal 16 novembre - pur avendo giocato successivamente solo due partite allo stadio Tomaselli - e che nell'ultima uscita a Milazzo hanno acciuffato il pareggio solo a 10’ dalla fine. Innegabile il leggero calo, per gli amaranto è ora il momento di colpire. Occhi aperti, però, i nisseni erano primi fino a pochissimo tempo fa e questo pur qualcosa, anzi più di qualcosa, vorrà pur dire. Come se non bastasse, ma gli amaranto ci sono evidentemente abituati su ogni campo di questa Serie D, la sfida alla Reggina è vista come l'evento dell'anno e il clima sarà quantomeno avvolgente e trascinante per i padroni di casa.

 

VOLTI NUOVI E VECCHIE CERTEZZE Mister Torrisi ha finalmente alternative là davanti. L'arrivo di Guida permetterà all'allenatore catanese di dosare le energie di Ferraro - uscito stremato dal Granillo domenica scorsa - e mantenere l'intensità alta anche a gara in corso, senza imbattere in pericolosi cali fisici dovuti all'assenza di cambi adeguati. Già aperto il ballottaggio - anche se la doppia punta non è affatto da accantonare per il futuro - ma per il momento è da considerare che il neo arrivato si è allenato solo due giorni pieni con la squadra. L'altro importare innesto settimanale è il gradito ritorno di Giuliodori, per il quale la curiosità sarà di rivederlo già dal 1' da terzino destro. Il discorso del poco lavoro al Sant'Agata, però, conta anche per lui. Due ingressi, un'uscita. Negli scorsi giorni è stato ceduto Gatto ai corregionali del Catanzaro. Il ragazzo non è mai stato al centro del progetto di Torrisi, a differenza di quello che è ormai il padrone del ruolo di terzino sinistro Distratto. Due giovani dal destino amaranto opposto, ma che ci permettono di aprire una piccola parentesi proprio in tema linea verde. La Reggina si è confermata tra i club più attenti ai giovani con il quarto posto nel progetto "Giovani D Valore" che premia l'impiego dei calciatori nati tra il 2006 e il 2010. Davanti agli amaranto nella speciale classifica ci sono Paternò, Ragusa e capolista la Sancataldese in riferimento al girone d'andata 2025-2026 da poco concluso. Teniamo il filo conduttore con il discorso pur  tornando alle cose di campo, visto che tra i centrali di difesa si rivedrà l'under Rosario Girasole, anche perchè sia Verduci che Desiato sono fermi per infortunio in un ruolo dove si è appena recuperato Adejo. Chi non si tocca è ovviamente il fratellone di Rosario, quel Domenico che giganteggia giornata dopo giornata. Altro muro è rappresentato dalla mediana Laaribi-Fofana. Troviamo conferme sulle ali, con Ragusa e Di Grazia apparentemente favoriti su chiunque altro con il lusso Edera in panchina, e sulla trequarti dove Bevilacqua dovrebbe sostituire ancora Mungo, anche se quest'ultimo è stato convocato e a sperare per una maglia è anche il giovanissimo Macrì. Un intreccio che verrà sciolto solo a ridosso della gara. Non saranno della partita, invece, i lungodegenti Barillà, Porcino, Chirico e Palumbo, oltre ai non convocati Fomete, Pellicanò e Zenuni.

 

La probabile formazione della Reggina (4-2-3-1):  Lagonigro; Lanzillotta, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi, Fofana; Ragusa, Bevilacqua, Di Grazia; Ferraro.

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