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La Reggina brinda ai suoi 112 anni

2026-01-16 07:48

Francesco Lacquaniti

CALCIO, Serie D, calcio, reggina, serie-d,

La Reggina brinda ai suoi 112 anni

Dalla nascita nel 1914 alla Serie D 2025-26, la vittoria sulla Nissa diventa simbolo di una storia che continua

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Domenica 11 gennaio d’un 2026 iniziato sotto i migliori auspici, la Reggina ha brindato ai suoi 112 anni (il sodalizio calcistico amaranto è infatti nato l’11 gennaio del 1914) e lo ha fatto cogliendo una preziosa vittoria nell’ostica trasferta contro la Nissa che le ha permesso di sopravanzarla in classifica sedendosi su una quarta piazza che mantiene vive le speranze di un’ulteriore risalita verso la vetta (oggi occupata dall’Igea Virtus) che è l’unica via sicura per ritornare in Serie C (categoria che nell’arco della sua storia è stata di pertinenza del club amaranto per più volte). 

 

Denominata all’epoca Seconda Divisione, la prima volta che la giocò (l’affiliazione alla F.I.G.C. arriverà nel 1924 prendendo poi parte a campionati regionali di Seconda Divisione) fu nella lontanissima stagione 1926-27. Stagione che per l’allora Reggio Foot Ball Club (sorta come U. S. Reggio Calabria mutuò denominazione nel 1922) si chiuse con l’ultimo posto che ne sancì la retrocessione in Terza Divisione. Retrocessione che dopo un anno di fermo (oltre alle problematiche economiche sopraggiunse il problema dell’impianto di gioco…) la vedrà ripartire dal Campionato Meridionale con l’acronimo sociale Reggina. Campionato che ne segnerà un’altra retrocessione e l’immediata risalita in Prima Divisione al termine di una stagione tiratissima conclusasi con il primo posto nel girone finale che gli valse la promozione assieme a Trani e Molfetta. 

 

La Prima Divisione 1930-31 segnerà l’inizio di una nuova era che la vedrà protagonista nella terza serie fino al 1934-35. Stagione molto complicata quella che la vide battagliare nel girone H dove a primeggiare fu la Palmese mentre la Reggina (assieme a: Savoia, Cosenza, Lucano, Termini e Siracusa) abdicò arrivando poi a sciogliersi per problemi economici. Rimasta ferma per due stagioni per poi ripartire dal massimo campionato regionale (la Pima Divisione) ritroverà la terza serie (dal 1935-36 mutuata in Serie C) nel 1938-39 ma l’esito sarà un’altra retrocessione. Le ennesime problematiche economiche e la guerra in atto segneranno un altro periodo buio ma sul finire degli anni ’40 ritroverà la Serie C. Categoria che parecchi anni dopo (1964…) la vedrà spiccare lo storico salto in Serie B. A guidarla verso la cadetteria c’erano Tommaso Maestrelli in panca e il presidente Oreste Granillo. In cadetteria ci rimarrà fino al 1973-74 scrivendo la pagina più importante nel 1965-66 sfiorando la Serie A. 

 

Trascorsi un bel gruzzolo di anni tra terza e quarta serie ritrova la Serie B nel 1988 battendo nello spareggio la Virescit Boccaleone. Come successe dopo la prima promozione in Serie B il salto in Serie A l’anno seguente fallì per un soffio. A tarpare le ali all’undici amaranto del confermato Nevio Scala fu la Cremonese che nello spareggio giocatosi all’Adriatico di Pescara prevalse ai calci di rigore. Salutata la Serie B dopo tre stagioni la rivedrà nel 1995 quando inizierà la sua rincorsa alla Serie A centrata il 13 giugno 1999 grazie all’1-2 colto in casa del Torino con Martino a segnare la storica rete promozione (assieme alla Reggina, giunta terza, saliranno: Hellas Verona, Torino e Lecce). Promozione centrata grazie alla coraggiosa scelta del presidente Lillo Foti che a poche giornate dalla fine del campionato diede il bel servito a Elio Gustinetti chiamando in panza l’ex centrocampista dell’Inter Bruno Bolchi. Lo storico esordio nella massima serie (a guidarla c’era Franco Colomba) la vide impattare 1-1 in casa della Juventus ripresa da Kallon. L’ottimo inizio fece da preludio all’ottima stagione che la vedrà chiudere con la salvezza. 

 

La stagione seguente si rivela particolarmente sfortunata e dopo aver perso lo spareggio con l’Hellas Verona (a premiare gli scaligeri fu la regola del gol fuori casa) ritorna in Serie B. Ritrovata immediatamente la Serie A la riprende per i capelli prevalendo nello spareggio con l’Atalanta e ci rimarrà fino al 2008-09. Salutata la Serie A mettendo insieme nove partecipazioni (due in più del Catanzaro, prima squadra calabrese a spiccare il salto in Serie A nei primi anni ’70…) tocca il punto più basso (la Serie D) nel 2015-16 quando, ripartendo con l’acronimo sociale Reggio Calabria, ritornerà nel professionismo grazie a un provvidenziale ripescaggio. La nuova risalita le ridarà lo storico acronimo sociale Reggina e il ritorno in cadetteria ma nell’estate del 2023 arriva la mazzata dell’esclusione dal campionato per inadempienze finanziarie. 

 

Ripartita nuovamente dalla Serie D con l’acronimo sociale La Fenice Amaranto poi mutuato in Reggina centra i play off ma senza costrutto. La stagione 2025-26 (la terza consecutiva in Serie D) era partita sotto tono (ad agosto si era già salutata la Coppa Italia Serie D…) ma strada facendo (con Alfio Torrisi subentrato nel frattempo a Bruno Trocini) la storia è cambiata e le speranze di ritornare tra i professionisti (pur dovendo battagliare con le tre che attualmente la precedono: Athletic Palermo, Savoia e Igea Virtus) crescono giornata dopo giornata.

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