
Il mondo del calcio dilettantistico e professionistico piange oggi la scomparsa di Enrico Etna, una figura che ha segnato profondamente la storia del calcio calabrese e non solo. Conosciuto da tutti Ernico Etna non è stato solo un portiere d'altri tempi, ma un mentore capace di plasmare talenti che hanno poi calcato i palcoscenici della Serie A.
Nel ricordarlo, non possiamo non tornare con la mente alle parole raccolte dalla nostra collaboratrice Angela Galluccio in una toccante intervista (leggi qui) che oggi suona come un prezioso testamento professionale. In quel colloquio, Enrico emergeva in tutta la sua autentica personalità: un uomo fatto di "coraggio e passione", doti che, come lui stesso amava ripetere, "non puoi costruire, devi averle dentro".
Dall’asfalto dei marciapiedi dove giocava da ragazzino fino alle vette della Serie A raggiunte come preparatore con la Reggina e il Crotone, Etna ha vissuto il calcio con un'integrità rara. La sua forza risiedeva nella capacità di leggere l'anima dei suoi portieri - da Taibi a Mirante, da Belardi a Padelli - lavorando non solo sui muscoli, ma soprattutto sulla psicologia e sulla tenacia.
Ci lascia un uomo che vedeva il ruolo del portiere come una missione solitaria e affascinante, un eroe che non aveva paura di nulla pur di difendere la propria porta. Ma oltre all'atleta e al tecnico, oggi piangiamo l'uomo umile e riconoscente, che portava nel cuore ogni città e ogni tifoso incontrato lungo il suo cammino.
La redazione di RC Sport si stringe in un commosso abbraccio e porge le più sentite condoglianze alla famiglia Etna in questo momento di profondo dolore. Il suo insegnamento resterà vivo in ogni giovane che, indossando un paio di guanti, deciderà di tuffarsi con lo stesso coraggio.


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