
Non si ferma la Reggina, non poteva fermarsi proprio adesso mentre Athletic Palermo e Igea si scontravano, mentre il Savoia faticava contro l'Enna. Gli amaranto hanno superato il più difficile degli ultimi nove ostacoli. Quella striscia di vittorie che ha rischiato seriamente di interrompersi proprio nel piccolo impianto "Valentino Giordano" di Castelnuovo Cilento contro una Gelbison rocciosa, concreta e asfissiante. C'è voluta una partita di sofferenza pura, c'è voluto soprattutto un rigore trasformato al 90' dall'uomo della provvidenza Nino Barillà. Che storia nella storia la sua, entrato poco prima di calciare dagli undici metri un pallone che scottava e pesava. Ma il capitano non ha deluso e adesso la vetta è a un passo nell'entusiasmo generale. Questa stagione potrebbe aver appena preso la via della gloria in un crocevia di fine gennaio che inciderà sicuramente sugli equilibri di classifica a giochi fatti.
ASSENZE E SCELTE Mister Torrisi ha risolto la mini emergenza amaranto scegliendo la coppia di ali Edera-Palumbo al posto rispettivamente dello squalificato Ragusa e dell'infortunato Di Grazia. Bocciatura iniziale per Sartore, evidentemente ancora indietro nelle gerarchie di squadra. Lo schieramento del tecnico catanese, oggi chiamato a scontare l'ultima delle quattro giornate di squalifica, sorprende in difesa dove viene spezzata - si fa per dire - la solida coppia dei fratelli di Girasole. Il più giovane Rosario non era al meglio fisicamente e ha lasciato spazio all'esperto Adejo, che non si vedeva in campo da titolare da ormai - complice infortunio - due mesi, quando scese in campo per 50' al Granillo contro il Gela. Il suo è stato un ritorno in grande stile, vista la fascia da capitano al braccio indossata complice la panchina di Barillà e la già citata assenza di Ragusa.
CHE FATICA Come prevedibile la Reggina ha condotto le operazioni in avvio di gara, con la Gelbison arroccata in difesa con baricentro basso e una serie di falli a spezzare il rimo dettato dagli amaranto. La chiara situazione da gara sporca e difficile blocca i calabresi, incapaci di farsi vedere della parti di Corriere. I campani ne approfittano ed escono pian piano guadagnando campo e rendendosi pericolosi per primi alla mezz'ora quando un cross di Kosovan trova la deviazione in tuffo di Fernandez, al quale si oppone una provvidenziale parata di Lagonigro. Non solo il portiere, un'altra pezza la mette anche Adejo nell'azione successiva quando in scivolata sventa una mischia in area di rigore che si stava per risolvere con un tiro ravvicinato verso la porta. Due campanelli d'allarme per i ragazzi di Torrisi, palesemente in sofferenza davanti ad un avversario che per atteggiamento e disposizione mette in difficoltà come poche altre squadre affrontante in precedenza.
A PICCOLI PASSI La Reggina sembra essere consapevole del suo destino odierno: soffrire e sfruttare il poco che concederà il caso, anche perchè nulla di concreto si riesce a costruire in una manovra che non decolla e certamente non convince. Bisogna aspettare un'ora di gioco per registrare la prima palla gol. Sartore entra dalla panchina ed è subito nel vivo della partita, riuscendo al 62' a puntare l'avversario di turo e a crossare forte e teso verso il primo palo dove Ferraro spizza di testa, trovando l'opposizione di Corriere. Si tratta soltanto di un fuoco di paglia per gran parte di un secondo tempo noioso e senza emozioni esattamente come la prima frazione. In certe partite solo un episodio può accendere il fuoco dell'agonismo e della bellezza del calcio. Basta un istante, un frangente e cambia tutto.
DULCIS IN FUNDO Siamo al minuto 87', si comincia a ragionare sulla valenza di un punto strappato in un campo difficile, quando Scognamiglio tocca il pallone di mano in area da calcio d'angolo. L'arbitro non ha dubbi e comanda calcio di rigore. Quando il cronometro segna il 90' l'appena entrato capitan Barillà batte Corriere che aveva intuito, ma nulla ha potuto davanti ad un tiro ben angolato di Nino da Catona. L'anno scorso un suo errore dal dischetto in casa della Scafatese segnava una svolta negativa all'annata. Una stagione dopo, di rientro da una serie di infortuni, l'emblema della Reggina decide una sfida fondamentale per l'equilibrio del campionato. Il calcio è fatto di istanti e opportunità. A volte ti dice male, a volte ti dice bene. Tu ci devi credere sempre e stavolta sembra davvero il momento degli amaranto.
Il tabellino
GELBISON-REGGINA 0-1
Gelbison (4-3-3): Corriere; Semeraro, Viscomi, Urquiza, Scognamiglio; Fernandez (58' Coscia), De Martino, Chironi (57' Uliano); Kosovan, Ferreira (66' Castro), Liurni (75' Russo). In panchina: Sakho, De Feo, Cascio, Pellino, Delmiglio. All. Agovino.
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, Adejo, D. Girasole, Distratto; Fofana, Laaribi (58' Sartore); Edera (86' Barillà), Mungo (95' R. Girasole), Palumbo (58' Macrì); Ferraro (72' Guida). In panchina: Summa, Lanzillotta, Salandria, Chirico. All. Sorci (Torrisi squalificato).
Squadra arbitrale | Arbitro: Marco Costa (Busto Arsizio). Assistenti: Alessandro Tangaro (Molfetta), Piergiacomo Palermo (Bari).
Marcatori: 90' rig. Barillà (R).
Note | Spettatori: dato non comunicato. Ammoniti: Semeraro (G), Edera (R), Kosovan (G), Giuliodori (R), Distratto (R), Macrì (R), Guida, Urquiza. Calci d'angolo: 5-4. Recupero: 2' pt, 8' st.
Foto di copertina tratta da pagina facebook della Reggina









