
La Reggina dimostra ancora una volta di essere una validissima candidata alla vittoria finale di un campionato di Serie D che si sta facendo sempre più avvincente, vista la lotta a quattro in vetta. Gli amaranto, ottenendo la nona vittoria consecutiva, certificano la loro grande caratura. Del resto, non è da tutti vincere in ogni modo possibile e in qualsiasi situazione che si presenti davanti. C'è da dominare? La Reggina lo fa. C'è da soffrire? La Reggina lo fa. C'è da essere cinici e sporcarsi nel fango? La Reggina lo fa. Nell'ultimo periodo la squadra di Torrisi è riuscita ad emergere sempre e comunque, dando prova di non avere rivali se non se stessa.
La partita di ieri in terra campana ha messo di fronte agli amaranto una Gelbison combattiva, gagliarda e davvero dura a morire. Approcciata la sfida per non prenderle con difesa a cinque e baricentro basso, la squadra di Vallo della Lucania ha bloccato ogni tipo di offensiva calabrese per poi alzarsi con il passare dei minuti e andando molto più vicina al vantaggio di quando abbia mai fatto la Reggina. Una difesa solida, trovando sugli scudi l'onnipresente Lagonigro e il redivivo Adejo, ha retto l'urto. Certo, in fase offensiva non è visto praticamente niente di ben costruito, con una manovra che latitava sia nell'aumentare la velocità del giro palla che nel rendersi concretamente pericolosi. Ma non era il tipo di scenario in cui serviva calcio spettacolo e altre tematiche per filosofi. Bisognava stringere i denti, accettare la partita sporca ed essere opportunisti. Del resto, così ha fatto la squadra di Torrisi, brava a sfruttare l'episodio del rigore. Basta poco, un gollettino - si fa per dire - e i tre punti a casa si portano. Lo aveva teorizzato in conferenza stampa non tanto tempo fa proprio l'allenatore venuto da Catania. Questo serviva, questo è stato fatto. Ed è ciò che conta, insieme ad una classifica che continua a dire -2 dalla capolista Igea Virtus. Domenica prossima lo scenario cambierà, perchè in casa contro il Savoia non sarà tempo di partita sporca ma di obiettivo dominio e supremazia. La camaleontica Reggina ha già dimostrato di saperlo fare.
Le pagelle
Lagonigro 7: Ottima parata su Fernandez alla mezzora e una serie di respinte perentorie che dimostrano la sua alta attenzione e uno stato di forma invidiabile.
Giuliodori 6: I suoi cross sono armi taglienti per la difesa avversaria ma solo in teoria, visto che ci prova poco mancando di continuità in fase offensiva. Qualche suo cambio di gioco sembra poter accendere la statica manovra amaranto ma è sempre un nulla di fatto. Una sorta di vorrei ma non posso.
Adejo 7: Prima da titolare dopo due mesi, ma sembra non essersi mai fermato. Una chiusura in spaccata alla mezzora che evita il vantaggio Gelbison, interventi sugli avversari tutti riusciti con estrema precisione. Possiamo dirlo con forza: è tornato il leader della difesa che tutti conoscono.
D. Girasole 6.5: Bene in anticipo quando si stacca dalla linea difensiva e viene a prendere alto gli avversari. Ha meno compiti di comando, vista la presenza di Adejo, ma si trova bene con chiunque e non sfigura.
Distratto 6: Impeccabile in copertura, preziose le sue chiusure su una fascia che la Gelbison ha provato a sfruttare più volte. Praticamente inesistente in fase offensiva, anche per questo la manovra amaranto fatica. Prestazione dai due volti, ma comunque di sostanza.
Fofana 6.5: Più votato ad entrare in area rispetto al solito. Pericoloso in una di queste situazioni con un bel colpo di testa e tanto lavoro di quantità e d'esperienza in fase di non possesso. Rinunciare a lui non è ormai nemmeno un'opzione.
Laaribi 5.5: Qualche scelta di tempo non puntuale in mediana a regalare soprattutto una punizione al limite dell'era agli avversari. Non incide in positivo nel giro palla, rendendosi incapace di trovare spazio tra le strette maglie bianche. Dal 60' Macrì sv.
Edera 5.5: Sulla fascia destra corre e avrebbe anche spazio ma soffre gli ostacoli avversari tra falli, battibecchi e altri modi per limitarlo. Bloccato così dalla difesa, non è un fattore in nessun modo. Dal 86' Barillà 8: Senza il rigore trasformato sarebbe stato un classico sv (senza voto), ma calciatelo voi il pallone dal dischetto quando è il 90', la tua squadra sta pareggiando 0-0 e i tre punti varrebbero d'oro nell'equilibrio della corsa promozione. Il capitano l'ha fatto con il sorriso sulle labbra tipico della gente che sa come si fa.
Mungo 5.5: Fatica a farsi dare palla complici le fitte e ben strette linee difensive avversarie. Galleggia comunque pericolosamente sulla trequarti per tutta la partita, creando densità e spazi. Ci ha abituato a molto di più, ma in partite sporche emergere è difficile. Dal 95' R. Girasole sv.
Palumbo 5.5: Si smarca spesso e palla al piede lascia la sensazione di poter pericoloso. Si scrolla facilmente di dosso la ruggine di due mesi di infortunio, provando a più riprese la conclusione da azione personale. Assente, invece, il dialogo con i compagni che lo limita e non gli permette di incidere più di tanto. Dal 60' Sartore 6.5: Subito protagonista con un gran cross che per poco non portava al gol. Dimostra di non soffrire la bocciatura iniziale, anzi sfrutta il momento e innesta una marcia in più alla squadra.
Ferraro 5: Poco servito, poco presente nella storia della partita. Non ha modo di incidere in area e, a differenza del suo solito, non si abbassa a dialogare con la squadra per far salire la squadra ed è questo che manca di più all'interno di una prestazione opaca. Dal 72' Guida sv.
All. Sorci (Torrisi squalificato) 7: In termini tattici non si è mai riusciti a trovare la soluzione alla compattezza della Gelbison che poco concedeva e nulla lasciava passare tra le fitte linee difensive. Manovra sterile e macchinosa, ma la vittoria è stata trovata altrove. Con le sostituzioni giuste al momento giusto - tutte azzeccate - a far capire come la lettura della partita rappresenti l'arma in più dello staff tecnico amaranto che, ancora una volta, ha fatto la differenza.


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