
Due pareggi e dieci vittorie firmate bauscia, è questo (relativamente ai campionati) il bilancio tra Cremonese e Inter in quel di Cremona dove le due squadre hanno incrociato i loro destini la prima delle dodici volte nel lontanissimo novembre del 1914 (netta vittoria dell’Inter con Agradi autore di una tripletta).
Grigiorossi che non fanno punti al cospetto dei neroazzurri dal 30 marzo 1930 quando, in uno Zini ridotto un autentico pantano per l’abbondante pioggia caduta, fermarono i futuri campioni d’Italia di Arpad Weisz (andati vicinissimi al vantaggio con Gianfardoni che colse il palo) sullo 0-0. Pareggio che ebbe i contorni del miracoloso vista la netta differenza tecnica sancita dalla posizione di classifica occupata con i neroazzurri (all’epoca con l’acronimo sociale Ambrosiana Inter) a comandare dall’alto dei 32 punti e con i grigiorossi ultimissimi con 9 punti appena. L’undici cremonese di Secondo Talamazzini (da poco subentrato a Bela Ludwing) ritagliatosi quell’attimo di gloria al cospetto della corazzata milanese scese in campo con: Desti, Pollastri, Bodini, Mondini, Balestreri, Sbalzarini, Foglia, Dossena, Cabrini, Cavicchioli, Serdoz.
La mesta retrocessione dei grigiorossi (refertata dall’ultima piazza e dai soli 16 punti messi insieme nelle rimanenti giornate) non destò particolare preoccupazione pensando che la Serie A la si sarebbe ben presto ritrovata. Le cose non andarono esattamente così visto che (Campionato Alta Italia escluso...) per ritrovarla dovettero attendere la stagione 1988-89. Stagione che ne decretò il ritorno in Serie A il 25 giugno 1989 grazie al 4-3 inferto alla Reggina dopo i calci di rigore nello spareggio andato in scena all’Adriatico di Pescara. Tiri dal dischetto il cui ultimo e decisivo della serie fu segnato da Lombardo per la gioia di colui che ne fu il principale artefice (l’indimenticato presidente Domenico Luzzara) che 59 anni dopo l’ultima volta riportò i colori grigiorossi nell’Olimpo del calcio.


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