
La Reggina interrompe la striscia di vittorie consecutive dopo nove intensi successi e lo fa nell'1-1 con il Savoia. Va così in archivio il primo scontro diretto di un girone di ritorno che solo a marzo inoltrato presenterà le sfide con l'attuale capolista Igea Virtus e l'Athletic Palermo secondo. Igea che avrebbe potuto lasciare il primo posto agli amaranto in caso di vittoria calabrese, visto il pareggio a Enna dei giallorossi. Leggendola così, la partita di ieri all'interno di un Granillo granito di pubblico può sembrare uno di quei classici bicchieri mezzi vuoti. Tanto di positivo, però, si riesce comunque a tirare fuori in una rimonta non completata ma comunque incoraggiante.
I PRO La reazione d'orgoglio e di carattere, questo spicca di più nella prestazione a due facce della Reggina. Gli amaranto sono andati presto in svantaggio e nel primo tempo hanno sofferto gli avversari, apparendo quasi in balia di una situazione che li vedeva impotenti di controbattere tra errori arbitrali e mancanza di gioco collettivo efficace. Il ritorno dagli spogliatoi dopo i primi 45' ha cambiato completamente lo scenario, con la squadra di Torrisi in totale dominio. Mentalmente focalizzati e tecnicamente più efficaci, i padroni di casa hanno trovato prima il pareggio e poi sfiorato il sorpasso in un paio di frangenti rivelatisi sfortunati. Alla fine dei conti, l'1-1 lascia invariata la distanza dal primo posto, rappresentando così l'altra faccia della medaglia per leggere la sfida in chiave positiva.
I CONTRO Attenzione ad essere pienamente soddisfatti. La prestazione della Reggina non si può definire totalmente convincente e il primo tempo in cui il Savoia ha messo in difficoltà gli amaranto è lì a testimoniarlo. Piazzamenti difensivi superficiali e disattenti hanno agevolato il vantaggio campano. Manovra sterile, contratta e senza idee ha limitato sensibilmente l'artiglieria offensiva. Della reazione a metà partita abbiamo già dato conto, ma negli ultimi 20' di gara si poteva assestare il colpo di grazia invece andati al piccolo trotto. Alla formazione di Torre Annunziata sembrava ormai andare bene il pareggio e i calabresi non hanno spinto più di tanto, pur mantenendo una maggiore propensione offensiva. Attaccando sempre in maniera confusa e con diversi errori tecnico-tattici non si è trovata più la via non tanto della rete quanto dell'area di rigore. Essere efficaci e concreti, oltre ad avere un già dimostrato carattere di ferro, è fondamentale per il salto di categoria e - nonostante la rimonta in classifica e la striscia positiva - la Reggina deve ancora migliorare molto su questo aspetto, il quale passa in secondo piano contro le squadre di media-bassa classifica, ma che rischia di incidere durante gli scontri diretti.
Le pagelle
Lagonigro 7: Entrata da rosso ai suoi indirizzi a parte dove dimostra un coraggio da vendere, si rende protagonista di diverse parate salva risultato sia sullo 0-0 che sul finire di gara. Non può nulla sul gol subito, tradito da una difesa disattenta.
Giuliodori 5.5: Mai nel vivo del gioco, non si ricordano sue discese offensive su una fascia che non contribuisce a renderla pericolosa. Nessuno svarione difensivo, certo, ma per lunghi tratti si fatica a vederlo presente nel fraseggio. Dal 32' st Lanzillotta 6: Entra in un momento difficile, dove sbilanciarsi e prendere una ripartenza letale è un attimo. Trova subito il giusto posizionamento e si rende protagonista di una chiusura fondamentale in scivolata quando un contropiede avrebbe potuto beffare gli amaranto.
D. Girasole 5.5: Troppe le sue uscite dalla linea difensiva per interventi andati poi a vuoto, se non in un solo frangente nella rirepsa in cui ha recuperato palla ben oltre la metà campo con una scivolata dal perfetto tempismo. Non impeccabile in marcatura, a volte si perde l'uomo e non riesce a mantenere alta l'attenzione dei suoi sui calci piazzati, vedi il gol subito. Si riscatta parzialmente in un secondo tempo tutto concentrazione e nervi saldi.
R. Girasole 6: Più guardingo del fratello e più attento sia in marcatura che nel posizionamento. Non è ancora al meglio fisicamente, ma lotta a denti stretti e argina bene gli attaccanti campani che passano dalla sua zona. Dal 43' st Adejo sv.
Distratto 7: Rischia spesso palla al piede, ma viene premiato saltando quasi sempre l'uomo. Una volta aperti gli spazi in fascia serve a dovere i compagni, soprattutto pennellando il cross per Ferraro in occasione del gol. Qualche errore in marcatura e in copertura, ma ha clienti scomodi dal suo lato. Va ricordato, comunque, che in settimana lamentava un affaticamento ma ha stretto i denti con grande abnegazione.
Fofana 6: Diga praticamente insuperabile in mediana, recupera palloni e spezza il gioco avversario. Non gli vengono certamente richiesti compiti offensivi e questo, forse, è un limite.
Laaribi 5.5: Come il compagno di reparto è più impegnato nel difendere piuttosto che nell'impostare una manovra che non decolla quasi mai. Ottime le sue chiusure, a volte fondamentali per evitare pericoli. Più mediano che regista e, anche qui, parliamo di un limite nell'equilibrio della partita.
Ragusa 7: Incide nell'azione del gol di Ferraro, grazie ad un cross che arriva dalla sua fascia di competenza dopo aver dialogato con Distratto. Poco dopo colpisce la traversa su punizione strozzando la gioia del gol che avrebbe probabilmente regalato la vittoria. In una giornata di magra alla voce manovra di squadra, lui è l'ago della bilancia per creare azioni pericolose con una giocata personale.
Mungo 5: Corre troppo spesso a vuoto, dando la sensazione di non trovare mai il giusto posizionamento per farsi dare palla o andare al tiro. Un pò come contro la Gelbison sembra troppo fuori dal gioco di squadra. Dal 35' st Barillà sv.
Di Grazia sv: La sfortuna lo colpisce ancora ed è un gran peccato. Costretto ad uscire per infortunio dopo mezz'ora, la sua partita è tutta condensata nella smorfia di dolore prima di accomodarsi in panchina. Dal 31' pt Edera 6.5: Un assist perfetto per Ferraro in occasione della rovesciata, peccato il presunto fuorigioco a rovinare tutto. Tutte le sue giocate mettono in difficoltà la difesa, ma non è incisivo nel servire i compagni nella ripresa, dove sarebbe servito di più.
Ferraro 8: Un gol in rovesciata che sarebbe stato da incorniciare per tutta la carriera e il riscatto con una girata di testa da attaccante di razza. E pensare che i compagni non l'abbiano servito chissà quante volte. Semplicemente decisivo. Dal 27' st Guida sv.
All. Torrisi 7: Per l'approccio dei suoi sarebbe da 6 risicato e per la reazione della ripresa varrebbe un 8 pieno. Troviamoci quasi in mezzo, soprattutto perchè il tecnico ha dimostrato ancora una volta di saper entrare nella testa dei giocatori e toccare le corde giuste al momento giusto. La gestione del gruppo riesce ad andare oltre ad alcune lacune che ancora persistono ed è la sua più grande vittoria. Dove non arriva la tattica o la tecnica, c'è il cuore e la mentalità.


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