
Un primo tempo buttato al vento, un avversario scorbutico che ha giocato quasi solo per non far giocare la Reggina e un terreno di gioco non all'altezza. Questi alcuni pensieri sparsi in merito a Ragusa-Reggina, partita che stava per terminare a reti bianche mettendo i bastoni tra le ruote alla corsa promozione degli amaranto. Tutto cancellato con un sospiro di sollievo, una girata da campione e un urlo di gioia al 90'. Tradotto? Gol di Domenico Girasole alle soglie del recupero e tre punti pesantissimi per una squadra che non molla mai e riesce ancora una volta ad andare oltre all'inferno chiamato Serie D e ad una prestazione sottotono. Questi sono segnali che non possono essere ignorati.
DELUSIONE E TEDIO Non giriamoci intorno, il primo tempo di Ragusa-Reggina è stato noioso, scialbo e deludente volendoci andare piano con le critiche. Lato padroni di casa si è pensato solo ed esclusivamente a lanciare palle lunghe e a spezzare il gioco avversario con una valanga di falli che sono costati ben quattro ammonizioni in soli 45'. Gli amaranto, invece, si sono limitati a muoversi al piccolo trotto con un compitino che non meriterebbe nemmeno il famoso 6 risicato. Pochissimi palloni controllati dalla metà campo in su, un solo tiro verso la porta con protagonista una lenta e prevedibile conclusione di Ragusa finita centrale tra le braccia del portiere e una sola sporadica palla gol al 35' creata dal colpo di testa troppo schiacciato e terminato sul fondo di Domenico Girasole. Parlare di ritmi blandi è un eufemismo, allo stadio Aldo Campo è stato più facile concentrarsi su qualsiasi altra cosa piuttosto che su una partita dal bassissimo tasso tecnico ed emozionale. Appare evidente come tale situazione vada a favore di un Ragusa che vedrebbe il punto come oro, mentre per la Reggina si tratta di una prestazione largamente insufficiente rispetto a quanto la squadra di Torrisi ha dimostrato di valere nell'ultimo periodo.
TIMIDA RISCOSSA Quattro calci d'angolo battuti in rapida successione, maggiore velocità nel giro palla e una serie di serpentine di Edera - seppur senza successo - accendono un avvio di ripresa che vede gli amaranto maggiormente impegnati nella metà campo avversaria. Il Ragusa inizia a giocare con il cronometro, oltre che con falli, mancanza di palloni da rimettere in gioco, lanci lunghi a vuoto e facendosi anche dare anche una mano da un terreno che limita le giocate tecniche della Reggina. La situazione così non si sblocca e Torrisi al 62' prova la mossa della svolta o, a seconda dei punti di vista, della disperazione: dentro Ferraro - tenuto a riposo dal 1' visti gli acciacchi lamentati in settimana - per Mungo e cambio tattico con un offensivo 4-4-2 e l'utilizzo della doppia punta. Non si vedono chissà quante palle gol o azioni ben congegniate, eppure si sfiora il vantaggio in due nitide situazioni: prima un colpo di testa di Domenico Girasole al 78' finito alto sopra la traversa e poi con un rigore in movimento divorato da Ferraro al 82'. In maniera macchinosa e confusa la porta avversaria si avvicina, ma non può bastare per ottenere il bottino pieno.
APOTEOSI FINALE La partita si trascina stancamente verso la fine tra varie perdite di tempo del Ragusa e il generale rammarico - misto a preoccupazione - della Reggina per il vedersi complicare una classifica che sentenziava meno 4 dalla vetta. Nervosismo e delusione, queste le emozioni che avrebbero potuto prendere il sopravvento e limitare gli amaranto. Invece, gli amaranto - nonostante la prestazione sottotono e le circostanze da tipica scorbutica Serie D - non si sono abbattuti e gli va dato il merito di averci creduto fino alla fine. Solo così si può arrivare ad un calcio d'angolo al 90' da poco scoccato, messo in mezzo da Salandria e trasformato in rete dalla girata vincente di Domenico Girasole al centro dell'area. Come se fosse un attaccante di razza la decide lui: il difensore goleador che ha Reggio nel sangue. Come nell'ultima trasferta contro la Gelbison, ancora una volta, la Reggina prende dai capelli una partita che stava per essere buttata via. Stavolta è ancora più pesante perchè le altre rivali alla promozione hanno vinto tutte e allontanarsi dalla vetta avrebbe significato solo brutte conclusioni. Invece, si continua a sperare alimentandosi di emozioni. La corsa continua e, verrebbe da dire, sotto a chi tocca. Sì, ma domenica prossima c'è il derby dello Stretto. A proposito di emozioni.
Il tabellino
RAGUSA-REGGINA 0-1
Ragusa (3-5-2): M. Esposito; Accetta, Callegari, Prestigiacomo; Palladino (74' Martorelli), Memeo, D'Innocenzo, Bianco (93' Brugaleta), B. Esposito (89' D'Amore); Sinatra (67' Golfo), Capone. In panchina: Bonaugura, Benassi, C. Crisci, A. Crisci, Forti. All. Lucenti.
Reggina (4-2-3-1): Lagonigro, Lanzillotta (74' Giuliodori), R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Salandria, Fofana (74' Laaribi); Edera, Mungo (66' Ferraro), Ragusa (62' Sartore); Guida (93' Porcino). In panchina: Summa, Adejo, Barillà, Palumbo, Porcino. All. Torrisi.
Squadra arbitrale | Arbitro: Andrea Giordani (Aprilia). Assistenti: Abibakr Darwish (Milano), Riccardo Liotta (San Donà di Piave).
Marcatori: 90' D. Girasole (RE).
Note | Spettatori: dato non comunicato. Ammoniti: Prestigiacomo (RA), Accetta (RA), Bianco (RA), Innocenzo (RA), All. Torrisi (RE), R. Girasole (RE), Martorelli (RA). Calci d'angolo: 1-8. Recupero: 3' pt, 6' st.









