
Il Bodø Glimt, dopo aver eliminato l’Inter dalla Champions League battendola negli spareggi sia in casa (3-1) che a Milano (1-2), vittorie che hanno avuto (al di là del piccolo vantaggio che trae quando gioca sul sintetico di casa) come unico filo conduttore le velocissime ripartenze che ne hanno esaltato l’indiscutibile punto di forza (la cinicità sotto rete), ha centrato una storica qualificazione agli ottavi di finale (incrocerà una tra Manchester City e Sporting Lisbona).
Inter che è stata solo l’ultima tra le squadre italiane ad aver incrociato i gialloneri (le altre sono state: il Napoli, la stessa Inter, la Sampdoria, il Milan, la Roma e la Lazio) e l’unica a venire eliminata. Per la squadra norvegese capace di spingersi più avanti nelle coppe europee (lo scorso anno arrivò fino alle semifinali di Europa League cedendo al Tottenham), l’obiettivo è adesso arrivare ai quarti di finale per eguagliare il miglior risultato di sempre di una norvegese nella coppa dalle grandi orecchie. Miglior risultato di sempre che appartiene al Rosenborg capace nel 1996-97 (giunti nell’ultima giornata della fase a gironi diede scacco matto al Milan battendolo al Giuseppe Meazza 1-2 con Heggem a segnare la rete qualificazione) di arrivare ai quarti di finale cedendo alla Juventus (1-1 in casa e 2-0 a Torino). Juventus che sarebbe poi giunta in finale venendo sconfitta dal Borussia Dortmund.
Il sorprendente cammino dei “fulmini di Bodø” nell’edizione 2025-26 della Champions League ha fin ora avuto dell’incredibile visto che per guadagnarsi l’accesso agli spareggi aveva compiuto altre due autentiche imprese battendo nelle ultime due giornate della fase a gironi il Manchester City (3-1 in casa) e l’Atletico Madrid (1-2 a Madrid). Spingersi alla ricerca dei quarti di finale è un obiettivo non semplice ma non certo impossibile. Comunque vada per il Bodø Glimt, il cui percorso di crescita degli ultimi anni e in particolare dell’ultimo biennio lo si deve al suo guru (l’allenatore Kjetil Knutsen, sorpreso per quanto fin ora fatto dai suoi non si è risparmiato elogiando Chivu), essere tra le prime 16 nell’Europa più nobile è già storia.
Per l’Inter (pur uscendo male da una campagna europea che era iniziata più che bene) la stagione non finisce comunque qui e dietro l’angolo (dopo il “triplete”) c’è un’altra grande impresa da centrare, il “double nazionale” (accoppiata campionato coppa nazionale) la cui prima a centrarlo fu la squadra italiana più forte di sempre, il “Grande Torino” nel 1942-43.


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