
La Reggina è a un bivio decisivo della stagione? Chissà quante volte l'abbiamo già detto e sentito. La Reggina ha ancora serie speranze di promozione in Serie C? Idem come sopra. Le chiacchiere stanno a zero adesso che le giornate di campionato sono solo otto, i punti dal primo posto sono quattro e la posizione in classifica è la terza. Inutile stare qui a continuare a ribadire in maniera faziosa di come la storia, la maglia, i tifosi, le strutture e quant'altro siano di ben altra e superiore categoria. La realtà, pura e semplice, è che gli amaranto non riescono da anni a tirarsi fuori dalla Serie D, niente di meno e niente di più in ambito prima squadra. Ragionando così, forse, si potrà raggiungere quella promozione e quel ritorno tra i professionisti passato più volte da obiettivo a illusione e viceversa. Altra realtà? Se domani a Barcellona Pozzo di Gotto non si vince, i discorsi sono chiusi. Eccovi la vigilia - che definirla non semplice è un eufemismo - di Nuova Igea Virtus-Reggina: chi si ferma è perduto.
La pausa della scorsa settimana ha permesso a tutti di rallentare e tirare il fiato in vista dello scatto finale che da domani ci porterà direttamente al termine della stagione. I punti di penalizzazione inflitti proprio all'Igea hanno ridisegnato la classifica, con l'Athletic Palermo primo in solitaria. Per la Reggina non è cambiata la sostanza, serve vincere tutte le partite in calendario e sperare che le formazioni che precedono gli amaranto perdano punti. Del resto, i ragazzi di Torrisi - facendo bottino pieno da qui all'ultima giornata e pur battendo anche i palermitani nello scontro diretto - non avrebbero la certezza di essere in Serie C. Vien da sé dire che il destino non è totalmente nelle mani dei reggini, i quali sono obbligati a vivere con il macigno della pressione di non poter sbagliare sulle spalle. Mentre domani si scenderà in campo allo stadio D'Alcontres-Barone - con il settore ospiti tutto esaurito - la capolista ospiterà il Paternò fanalino di coda. Facile ipotizzare un successo palermitano, così tanto per aumentare la già notevole pressione citata in precedenza. Per la Reggina, battere l'Igea significherebbe rimanere in corsa per la promozione, mentre addirittura una sconfitta potrebbe spedire gli amaranto a meno 7 dal vertice, distanza non matematicamente ma quanto meno realisticamente incolmabile in così poco tempo e con così poche opportunità rimanenti. Contro, per di più, ci sarà un avversario col dente avvelenato per la penalizzazione, con la voglia di vincere per non dire addio - anche lei - al sogno Serie C diretta e che non perde in campionato da quasi tre mesi, ovvero quando il 14 dicembre il Messina vinse in casa 1-0. I presupposti per vedere una bella gara ci sono tutti, difficile che le due squadre giochino a non scoprirsi.
Servirà la migliore Reggina possibile per battere l'Igea e mister Torrisi avrà dovuto lavorare tanto sulla tattica quanto sulla testa dei suoi ragazzi per farsi trovare al meglio domani. Chi non è al massimo e non è stato convocato è capitan Barillà, così come Sartore fermo per una contrattura. Quest'ultima assenza viene sopperita dal rientro del titolare di ruolo, ovvero Di Chiara. Non convocato Porcino, oltre ai soliti noti Canino, Chirico, Fanari, Fomete e Pellicanò. L'ultima partita disputata - ovvero la vittoria al Granillo per 2-0 sulla Sancataldese - aveva registrato una serie di stravolgimenti di formazione che domani, probabilmente, chiameremo conferme. Da Verduci centrale a Rosario Girasole terzino, fino a Macrì mediano e Bevilacqua trequartista, sono tutti candidati per prendersi ancora una maglia dal 1'. Il dubbio comunque più importante risulta essere quello a tre in mediana tra il già citato Macrì, Fofana e Salandria. Vedremo se in una gara così delicata ci saranno spazi per sorprese nell'undici titolare.
La probabile formazione della Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; R. Girasole, D. Girasole, Verduci, Panebianco; Laaribi, Macrì; Di Grazia, Bevilacqua, Edera; Ferraro.









