
Quando si parla di calcio giovanile e dilettantistico nella Piana, il nome di Rocco Panuccio emerge con naturalezza, come simbolo di passione, competenza e dedizione. La sua storia è intrecciata con quella di intere generazioni di calciatori cresciuti sotto la sua guida, dentro e fuori dal campo. Il suo ricordo vive nelle parole di chi lo ha conosciuto davvero, dentro uno spogliatoio e su un campo di calcio. Tra questi, Luciano Giordano, suo ex allievo, che affida a un messaggio carico di emozione il saluto a un uomo che è stato molto più di un allenatore.
“Oggi non è facile trovare le parole giuste. Quando se ne va una persona come Rocco Panuccio, non perdiamo solo un allenatore, ma un pezzo della nostra vita.
ll suo cammino inizia presto, ancora ventenne guida i giovani della juniores, io ho avuto la fortuna di conoscerlo essendo stato un suo allievo, stiamo parlando della metà degli anni settanta. Nella stagione 1976/77 inizia la sua avventura nel calcio dilettantistico: Terza categoria con il Maropati. È stato sulla panchina del Melicucco, Maroso Polistena, Azzurra Polistena. È stato allenatore dell' U.S. Cinquefrondese portando la squadra in Prima Categoria. Ha anche allenato l'altra squadra cittadina, la Nuova Cinquefrondi del compianto Totò Raso, perdendo lo spareggio contro il Varapodio a Pellaro. Poi la decisione di allontanarsi dai dilettanti, rimanendo comunque allenatore di una locale scuola calcio.
Con Rocco mi legava la passione condivisa per il calcio e nutrivamo la stessa fede verso la Juve, di cui è stato un riferimento del tifo. Troppo presto ha deciso di allontanarsi dal calcio giocato, riservandosi di seguirlo solo alla TV. Da qualche anno lottava con problemi dovuti a un ictus che lo ha notevolmente debilitato. Di lui rimane il ricordo di un vero appassionato e conoscitore. Con lui scompare un pezzo di storia calcistica. Una persona d'altri tempi, educato e rispettoso verso tutti. Un educatore di giovani calciatori che oggi scarseggiano. Oggi siamo in tanti a piangere la sua improvvisa scomparsa, ma io voglio pensarlo ancora lì, su una panchina, a guardare i suoi ragazzi, dando loro le sue indicazioni di gioco. Siamo certi che il suo ricordo non andrà via, resterai sempre con noi, in ogni campo, in ogni partita, in ogni gesto corretto che avremo imparato da te.”









