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Palmi, la Palmese e il suo Leggendario campo sportivo

2026-05-11 08:58

Francesco Lacquaniti

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Palmi, la Palmese e il suo Leggendario campo sportivo

Il “Giuseppe Lopresti” custodisce oltre un secolo di calcio e passioni popolari

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A Palmi (città adagiata su un terrazzo che dal monte Sant’Elia digrada fin sul mare) il gioco del calcio si iniziò a praticarlo fin dai primissimi anni del XXº secolo. Nonostante le tante difficoltà del periodo (prima il terremoto... poi la Grande guerra…) la passione per uno sport che in Italia era da poco attecchito (a importarlo dal Regno Unito fu l’imprenditore torinese Edoardo Bosio) coinvolse anche i palmesi che ebbero come punto di riferimento l’U.S. Palmese 1912. Nata la società (alla quale furono dati come colori sociali il nero e il verde) si iniziarono a muovere i primi passi giocando nei tanti e ampi spazi ricadenti sul territorio (uno su tutti, Piazza Vittorio Emanuele Iº, l’odierna Piazza Iº Maggio). 

 

Per poter, però, prendere parte a un campionato ufficiale doveva essere costruito un impianto da gioco degno di tal nome (nel 1921 a tal riguardo si mosse anche S.Em. Lombardi) e così fu e, dopo una serie infinita di lungaggini burocratiche, individuata la zona ideale per la sua costruzione (il Rione Alfieri, l’odierno Piazzale Maria De Maria) arrivati nel 1931 (sulla base di un progetto redatto dall’ingegnere Calogero) la ditta Repaci iniziò i lavori completandoli dopo circa un anno. Arrivati nell’ottobre del 1932 il campo sportivo vide finalmente la luce e la Palmese iniziò il suo percorso calcistico che l’avrebbe portata a scrivere pagine memorabili raggiungendo l’apice nella stagione 1934-35 quando, grazie agli sforzi profusi del presidente Pirrottina, un manipolo di eroi (il cui undici recitava: Silingardi, Pincelli, Rescigno, Ieraci, Scheer, Di Maio, Colausig, Ranieri, Orzan, Corallo, Surra…) guidati dall’ungherese Sandor Peics che anni dopo si sarebbe seduto sulla panca dello Sporting Lisbona, la portarono alle soglie della Serie B. 

 

Il campo sportivo di cui si parla è il Giuseppe Lopresti (fino alla fine degli anni ‘40 campo sportivo del Littorio). Un campo nel tempo divenuto Leggendario (sul suo rettangolo di gioco si son finanche esibite le grandi compagini ungheresi del Bocskay e del Buday…) che si spera (se si vorrà rispettare la sua storia e la storia di una città fin troppo violentata dai terremoti e dalla 'sinistra' mano dell’uomo) continui a vivere assieme alla Palmese. Autentica e assoluta prima donna della Palmi sportiva.

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