
Partita vibrante e combattuta fino alla fine tra Rosarnese e Melicucco nell’ultima giornata del campionato di Prima Categoria. Tante le occasioni in una gara giocata a viso aperto, con i locali subito pericolosi, fermati prima dal palo e poi dalla traversa, ma anche capaci di difendersi dalle incursioni del Melicucco, più volte insidioso, prima di passare in vantaggio a due minuti dal riposo con Gentile.
Nella ripresa gli ospiti prendono campo, ribaltando il risultato grazie alle reti di Salvatore Scattarreggia e Orlando. Nel finale, al minuto 83, arriva la rete del pareggio da parte del giovane Paladino; poi ci pensa ancora Gentile, con la sua personale doppietta, a regalare tre punti alla Rosarnese, che chiude così il campionato al quinto posto. Un piazzamento che lascia soddisfazione, ma anche un pizzico di rammarico per playoff soltanto sfiorati.
Diverso il discorso per il Melicucco che, partito con grandi ambizioni, non è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società biancorossa. Tanti i fattori che hanno influito su un’annata poco felice per la squadra presieduta da Antonio Papaluca, accompagnata nei momenti cruciali della stagione da numerose defezioni tra squalifiche e infortuni.
Importante il percorso compiuto dalla Rosarnese, capace di distinguersi durante tutta la stagione per organizzazione, continuità e valorizzazione dei giovani provenienti dalla Scuola Calcio. Nel corso dell’annata, il gruppo ha saputo trovare compattezza e maturità, facendo leva sull’esperienza di calciatori come Enzo Catalano, Rocco Galati, Peppe Ferraro, Salvatore Capria, Davide Garcea, Vincenzo Attisano e Michele Gentile. Accanto ai senatori, spazio e fiducia sono stati concessi a diversi giovani del vivaio, che hanno risposto presente dimostrando qualità e personalità.
A fare il punto sull’annata è stato Rocco Galati, che ha evidenziato la forza del gruppo e la solidità del progetto Rosarnese:
Qual è stato il momento chiave della stagione che vi ha fatto capire di poter competere ad alti livelli?
«Non credo ci sia stato un vero punto di svolta. Quando si lavora tra uomini e soprattutto tra amici onesti e leali come siamo noi, tutto diventa più semplice. Questa società, la scuola calcio e la squadra hanno basi solide e il campo, come sempre, alla fine del campionato lo evidenzia».
La squadra a un certo punto si è autogestita: quanto ha contato la forza dello spogliatoio?
«Ha contato tantissimo. La nostra forza è stata proprio l’unione del gruppo. Abbiamo sempre pensato a lavorare senza fare troppe chiacchiere, mettendo davanti a tutto il rispetto, il sacrificio e l’attaccamento alla maglia. L’esperienza è fondamentale in certe categorie. I più grandi hanno cercato di trasmettere serenità e mentalità ai ragazzi più giovani, aiutandoli a crescere partita dopo partita».
Quanto è importante per la Rosarnese valorizzare i giovani provenienti dalla Scuola Calcio?
«È il nostro vero obiettivo. Per tutta la stagione abbiamo schierato sistematicamente quattro o cinque under, indipendentemente dall’avversario. I ragazzi del vivaio hanno dato risultati importanti e per noi questa è una grande soddisfazione».
C’è un messaggio che vuoi mandare ai tifosi dopo questa stagione?
«Prima di tutto voglio ringraziare chi ci è stato vicino durante tutto l’anno. Il sostegno e la presenza costante fanno sempre piacere e ci danno ancora più motivazione. Noi continuiamo a lavorare senza proclami. L’obiettivo sarà sempre quello di dare il massimo con impegno, serietà e spirito di sacrificio. Poi sarà il campo a parlare».
Quale pensi sia il vero punto di forza della Rosarnese?
«Sicuramente il gruppo. Qui ci sono persone serie e una società organizzata. Permettimi poi di ringraziare Enzo Catalano: capitano, calciatore, responsabile tecnico, ma soprattutto una figura fondamentale all’interno dello spogliatoio. Siamo fortunati ad avere una persona così con noi».



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