
La Palmese 2026-27 ha esordito con un successo (il 2-4 contro la Rosarnese) e domenica 6 settembre si giocherà l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia Dilettanti ricevendo il Capo Vaticano.
Guardando il bicchiere mezzo pieno, son tante le nota liete emerse dalla faticosa trasferta in terra vibonese ma (oltre a quelle di Monteleone e dell’argentino Sabella, due autentici furetti) quella da rimarcare di più riguarda il classe 2005 Flavio Tegano che ha chiuso i conti nel finale con un gran destro da posizione defilata. Di ruolo attaccante (o come meglio lui si definisce attaccante esterno) ha avuto nei settori giovanili di Catanzaro e Vibonese i due momenti chiave che (facendone emergere le qualità) lo hanno indirizzato sulla quella retta via calcistica che (in cuor suo) spera possa aprigli un domani orizzonti in campo professionistico. Iniziando a saggiare il campo dei grandi con la Gioiese (con la Vibonese aveva già saggiato qualcosa venendo aggregato in prima squadra), quest’anno è sbarcato alle pendici del monte Sant’Elia unendosi alla squadra della sua città natale con l’intento di alzare l’asticella sua e della squadra tutta.
La crescita di Tegano è il chiaro esempio di quanto sia importante la trafila con le giovanili; quelle giovanili (dopo i disastri della nazionale italiana chiamati a rivedere tante cose, una su tutte il merito…) nelle quali crede tanto anche la Palmese che, sotto la supervisione del direttore tecnico Antonio Artuso e del dirigente Nino Campagna, ha messo su uno staff preparato che non potrà che far bene composto da: Vincenzo Ioculano e Marco Leuzzi (per la scuola calcio) con Giuseppe Saffioti, Luciano Collura e Giuseppe Perna chiamati alla guida dell’Under 15, 17 e 19, con Perna che siederà anche al fianco di Brasile ricoprendo il ruolo di viceallenatore.









