Addio a Giampiero Boniperti simbolo per eccellenza della Juventus

36

Giampiero Boniperti, autentica bandiera della Juventus, era nato novantadue anni orsono a Barengo, piccolo comune del novarese che oggi conta poche centinaia di abitanti.

Dopo aver calcato i campi di Barengo e Momo Novare, finito il secondo conflitto armato approda alla Juventus dove vi giocherà fino al termine della sua carriera che lo vedrà appendere gli scarpini al chiodo nel 1961. Con la compagine torinese, esaltata dal “trio magico” Boniperti-Charles-Sivori, si aggiudicherà 5 Scudetti e 2 Coppe Italia mettendo insieme 469 presenze e 188 reti, l’ultima delle quali il 14 maggio 1961 al Comunale di Torino contro l’Atalanta battuta 3-2 dai bianconeri di Carlo Parola. L’altro colore che vestirà sarà quello della nazionale italiana con la quale vi debutterà nel novembre del 1947, subentrando a Gabetto nell’amichevole contro l’Austria, chiudendo nel 1960 curiosamente ancora contro gli austriaci che bisseranno il successo di tredici anni prima vincendo a Napoli 1-2 con Boniperti che siglerà la sua ottava e ultima rete del suo lungo percorso a tinte azzurre.

Finita la carriera agonistica rimarrà nell’ambiente juventino come dirigente, su volere della famiglia Agnelli, divenendone presidente dai primi anni ’70 fino al 1990 quando, dopo 44 anni di militanza in bianconero, rassegnerà le dimissioni. Nominato capo delegazione della nazionale italiana in occasione dei mondiali del 1990, dal 1991 al 1994 ritorna alla Juventus come amministratore delegato. Juventus che, dodici anni dopo, lo riabbraccerà con la nomina di presidente onorario accanto a Franzo Grande Stevens.