Addio a Gigi Simoni allenatore gentiluomo

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Ronaldo (S) posa con Gigi Simoni al termine del suo primo allenamento con l'Inter, in una immagine del 26 luglio 1997. ANSA/PINO FARINACCI

Luigi Simoni, detto Gigi, era nato a Crevalcore il 22 gennaio 1939. Da calciatore ricoprì il ruolo di centrocampista e, dopo essersi formato nelle giovanili della Fiorentina, approda al Mantova (all’epoca OZO Mantova) dove sarebbe rimasto due stagioni conquistando la promozione nella massima serie. A guidare i virgiliani c’era Edmondo Fabbri. Ceduto in prestito nel 1961-62 al Napoli in Serie B conquista la Coppa Italia e la seconda promozione in Serie A. Ritornato a Mantova, per altre due stagioni, a seguire vestirà le casacche di: Torino, Juventus, Brescia e Genoa chiudendo la carriera agonistica a 35 anni con i grifoni che, al termine della stagione 1973-74, retrocederanno in Serie B.

Nemmeno il tempo di appendere le scarpe al chiodo che arriva la prima panchina. Correva il gennaio 1975 e a chiamarlo fu  ancora il Genoa al posto dell’esonerato Guido Vincenzi. Grifoni che, al termine di quel torneo cadetto, centrarono il settimo posto. Sulla panchina del Genoa vi rimarrà per le successive tre stagioni centrando, nel 1975-76, la promozione in Serie A. Massima serie che Simoni avrebbe riconquistato altre cinque volte alla guida del Brescia, dello stesso Genoa, del Pisa (1984-85 e 1986-87) e della Cremonese nel 1992-93, stagione che per i grigiorossi, oltre alla promozione in Serie A, li avrebbe visti trionfare anche al di là delle Alpi grazie alla conquista della Coppa Anglo-Italiana.

Nel 1997-98, dopo l’esperienza con il Napoli culminata nella finale di Coppa Italia persa con il Vicenza, approda all’Inter di Massimo Moratti e lascia subito il segno conquistando la Coppa U.E.F.A. nella finale del Parco dei Principi contro la Lazio. Era l’Inter di Pagliuca, Zanetti, Zamorano ma soprattutto di Ronaldo “il fenomeno”… un’Inter che forse avrebbe potuto mettere anche le mani sul tricolore se Ceccarini avesse dato a Gigi quel che era di Gigi

L’avventura all’Inter finì, però, nel novembre del 1998 quando venne esonerato all’indomani del successo sulla Salernitana (giornata nella quale sarebbe stato premiato con “la panchina d’oro”) con Mircea Lucescu a subentrargli, ma per Simoni, che alla guida dell’Ancona, qualche anno dopo, avrebbe centrato il record delle sette promozioni in Serie A, l’esperienza lungo i navigli rimarrà per sempre il periodo più bello della sua carriera.

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