Addio a Maradona, se ne va il simbolo di Napoli

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Diego Armando Maradona è venuto a mancare nella sua abitazione a Tigre, a causa di una crisi cardiorespiratoria, all’età di 60 anni.

Così percossa, attonita la terra al nunzio sta”. Non è il 5 maggio 1821 e non si sta parlando della dipartita di Napoleone, ma è il 25 novembre 2020 e tutto il mondo non crede, o meglio non vuole credere, a questa notizia. La data più triste della storia del calcio è, ahinoi, arrivata. Perché Maradona non è stato solamente un calciatore, e questo è fuori dubbio. Non solo per il talento soprannaturale che mostrava ogni qualvolta scendesse in campo, non solo per il “gol del secolo” contro l’Inghilterra ai Mondiali o per gli scudetti vinti a Napoli. Maradona è stato il più grande di tutti i tempi, un vero e proprio rivoluzionario, un genio, un trascinatore per i suoi compagni di squadra e per interi popoli, come appunto gli argentini o i napoletani, perché era diverso dagli altri, e questa sua caratteristica gli ha consentito di diventare il Dio del calcio.

La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, a tutti gli appassionati di calcio e non. Molti i messaggi di cordoglio che sono arrivati da parte di figure importanti del mondo del calcio: da Messi a Cristiano Ronaldo fino ad arrivare al suo “rivale” Pelè. Descrivere cosa sia stato veramente è difficile, ma forse, per riassumerlo perfettamente dobbiamo andare un po’ indietro nel tempo e riportare qui una frase di Michel Platini: “Ciò che io faccio con un pallone, lui lo potrebbe fare con un’arancia.