Addio a Pelé, il più grande calciatore di tutti i tempi

102

Edson Arantes do Nascimento (in arte Pelé), scomparso oggi all’età di 82 anni, è stato il più grande calciatore di tutti i tempi. Un calciatore che da quando appese le scarpe al chiodo ebbe in Diego Armando Maradona il suo più degno erede.

Nato a Três Corações il 23 ottobre 1940 (il padre Dondinho è stato anche lui calciatore), fin da piccolo fu soprannominato Dico ma quando iniziò ad andare a scuola un suo compagno di classe gli diede il soprannome di Pelé. La prima squadra nella quale giocò furono i dilettanti del Bauru. Notato dall’ex calciatore brasiliano Waldemar de Brito all’età di 15 anni fece un provino con il Santos venendo tesserato nelle giovanili dove vi rimase una stagione. Il debutto in prima squadra avvenne il 7 settembre 1956 in occasione dell’amichevole tra il Santos e il Corinthians de Santo André. La partita finì 7-1 per il Santos con il sedicenne Pelé che mise a segno una rete. Fu la prima di una lunghissima serie che (amichevoli comprese) gli fece raggiungere l’incredibile cifra di 1281 segnature.

Agli inizi del 1957 Pelé viene inserito in pianta stabile in prima squadra difendendo i colori del Santos fino al 1974. Con i bianconeri in patria vincerà praticamente tutto aggiudicandosi in campo internazionale: 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali (prevalendo su Benfica e Milan) e una Supercoppa dei Campioni Intercontinentali avendo la meglio sull’Inter, assieme al Milan, unica squadra italiana ad aver affrontato Pelé in competizioni ufficiali. Terminata la lunghissima militanza con il Santos si trasferisce negli Stati Uniti d’America giocando tre anni con i New York Cosmos vincendo nel 1977 (anno che concise con il suo ritiro dalle scene all’età di quasi 37 anni) la North American Soccer League.

I successi che lo issarono più in alto di tutti li ottenne, però, con la nazionale verdeoro esordendo ad appena 16 anni nella Copa Roca contro l’Argentina. Vittoria dell’albiceleste 1-2 con rete dei brasiliani messa a segno dallo stesso Pelé. L’anno seguente prese parte ai mondiali svedesi realizzando 6 reti, due delle quali nella finale contro la Svezia superata 5-2 dai brasiliani di Vicente Feola che si sarebbero laureati per la prima volta campioni del mondo. Nel 1962 (in Cile) e nel 1970 (in Messico… superando nella finale dell’Azteca l’Italia reduce dalla partita del secolo contro la Germania Ovest) Pelé si aggiudicherà altri due Coppe Rimet divenendo, così, l’unico calciatore al mondo a potersi fregiare della conquista di tre mondiali.

Che O’ Rey sia stato il più grande calciatore di tutti i tempi non vi è alcun dubbio e gli attestati della sua grandezza da parte di coloro che lo hanno affrontato in un periodo nel quale il calcio esprimeva talenti mai più visti sono lì a testimoniarlo. Just Fontaine (capocannoniere ai mondiali del ’58) a tal proposito disse “quando vidi Pelé giocare mi venne voglia di appendere le scarpette al chiodo…”.

 

Francesco Lacquaniti