Addio Paolo Rossi… per sempre eroe mundial

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Paolo Rossi, per tutti “pablito”, nato a Prato il 23 settembre 1956, fu l’unico a far piangere il Brasile… quel Brasile che, ai mondiali di Spagna ’82, dovette letteralmente inchinarsi ai suoi piedi quando, con una fantastica tripletta che ne sancì il 3-2 in favore degli azzurri, estromise dalla competizione i maestri in maglia verdeoro rimasti esterrefatti da quel che mai avrebbero immaginato in quella sera, per loro da tregenda ma per l’Italia memorabile, del 5 luglio 1982.

Santa Lucia, Ambrosiana, Cattolica Virtus e Juventus (in bianconero vi approdò ad appena 16 anni) fu la trafila con le giovanili. L’esordio in prima squadra (Juventus) avvenne in Coppa Italia nel maggio del 1974. Cesena – Juventus 0-1 con rete di Musiello al minuto 84… L’anno seguente le presenze, sempre nella coppa nazionale, furono 2 e fu così che, per ritagliarsi i suoi spazi, nel 1975-76 approdò al Como. Con i lariani giocò soltanto 6 partite ma la svolta era dietro l’angolo quando, nell’estate del 1976, vestì i colori del L.R. Vicenza guidato da Giovan Battista Fabbri che, grazie alle 21 marcature siglate, portò in Serie A. Nel 1977-78, oltre a ritagliarsi la prima delle 48 presenze con la nazionale italiana nell’amichevole che vide contrapporsi Belgio e Italia (vittoria degli azzurri con rete di Antognoni) prendendo parte nel giugno del 1978 al mondiale argentino dove l’Italia sarebbe giunta quarta, trascinò i vicentini, la cui porta era difesa dal leggendario numero uno Ernesto Galli, verso traguardi inimmaginabili. I biancorossi arrivarono, infatti, secondi (lo Scudetto lo vinse il Milan…), centrando una storica qualificazione alla Coppa U.E.F.A., e Rossi si aggiudicò la classifica marcatori con 24 centri… 8 in più di Giuseppe Savoldi. Nel 1978-79, nonostante le 15 reti siglate, arrivò, però, l’amara retrocessione tra i cadetti e Rossi a fine stagione si trasferì al Perugia rimanendovi un solo anno.

Tra campionato, coppa nazionale e Coppa U.E.F.A. mise insieme 36 presenze e 14 reti ma, incappato in una squalifica di due anni (l’accusa fu quella di aver truccato la partita tra Avellino e Perugia), era sul punto di smettere finché, nonostante dovesse ancora scontare un anno di squalifica, venne contattato da Giampiero Boniperti che lo riportò alla Juventus dove sarebbe rimasto quattro stagioni (anche se la prima ebbe inizio il 2 maggio 1982) collezionando 138 presenze e 44 reti condite dalla conquista di: 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa dei Campioni.

Terminata l’esperienza in terra piemontese, ormai trentenne, approda al Milan e, dopo un anno appena, al Verona dove chiuderà la carriera nel 1987… una carriera che avrà per sempre come stella polare quel mondiale spagnolo dove l’undici di Enzo Bearzot, nella notte dell’11 luglio 1982, battendo la Germania Ovest 3-1, con Rossi che aprì le marcature, ritornò sul tetto del mondo 54 anni dopo la conquista del secondo alloro targato Vittorio Pozzo. Oltre al mondiale Rossi si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere grazie alle 6 reti messe a segno contro: Brasile, Polonia e Germania Ovest, in appena sei giorni, e al termine di quell’indimenticabile 1982 gli fu consegnato il “Pallone d’Oro”.

Disse di lui Enzo Bearzotio sono sempre stato convinto della sua innocenza ma non è questo il punto. La giustizia aveva stabilito che era colpevole e lui pagava il suo debito senza invocare sconti. Ci pensai a lungo in quell’inverno che precedeva il mondiale di Spagna e prima ancora di affrontare la questione in termini tecnici mi prospettai il problema morale. Alla fine decisi che a squalifica terminata lo avrei portato con me…”.