Al direttore responsabile Luigi Mamone, nostra stella polare

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Un dolore enorme. Difficile da sopportare, ancor più difficile da comprendere. La prematura scomparsa del nostro direttore Luigi Mamone ci ha privati di un punto fermo del nostro progetto. La nostra stella polare, sempre presente sin da quando, ormai diversi anni fa, prendeva corpo l’idea RcSport.

Con lui abbiamo condiviso idee, sorrisi, riflessioni. Ma anche eventi, su tutti gli “RcSport” Awards 2019 e il convegno “Fiscalità e regimi agevolati per le Asd”. Un uomo buono, saggio, altruista, intelligente, ironico. Potremmo riempire pagine ricche di aggettivi.

Pagine di giornalismo, come quelle che ha scritto in tutto il territorio della Piana di Gioia Tauro sia attraverso la tv (uno dei pionieri degli anni ’80 e ’90) che attraverso la carta stampata e il web (impossibile elencare tutte le testate con cui ha collaborato o da lui stesso dirette).

Pagine di sport, in particolare quel motociclismo che lo ha visto a capo della FMI regionale per lunghissimi anni e che lo ha fatto apprezzare in tutta la regione e anche oltre. Ma non solo moto: l’avvocato aveva una immensa preparazione su tutti gli sport.

Pagine di cultura, frutto dei suoi arguti scritti pubblicati nel corso degli anni, spesso con illustrazioni da lui stesso create. Perché sì, la poliedricità dell’avvocato si estrinsecava anche tramite il disegno.

Pagine di altruismo, perché l’avvocato, oltre ad essere sempre disponibile per il prossimo, si è sempre speso per il sociale, ricoprendo anche la carica di vice sindaco e assessore del Comune di Taurianova pochi anni or sono.

Pagine di avvocatura, e non poteva essere altrimenti: era tra i più esperti ed apprezzati avvocati del nostro territorio.

Pagine di padre e marito affettuoso, come dimostrano l’amore smisurato nutrito verso la moglie Anita e i figli Gaetano, Federico e Giuseppe.

Non è facile. Non è facile ricominciare, dopo giorni di comprensibile silenzio che ci siamo autoimposti perché situazioni del genere lasciano attoniti, smarriti. Ma abbiamo deciso di riprendere prossimamente con gli aggiornamenti. E lo facciamo perché in fondo l’avvocato avrebbe voluto così, ne siamo certi. Per lui, giornalista della vecchia scuola, la cronaca era sacra.

Lo faremo, questo è certo, con il lutto nel cuore. Ma consci del fatto che quella stella polare non si è smarrita, ma c’è ancora. E che alzando gli occhi al cielo possiamo vederla, più luminosa che mai.

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